PESCARA – Agricoltura, dalla Regione 21 milioni per le imprese under 40

L'assessore all'agricoltura della Regione Abruzzo Dino Pepe

L’assessore all’agricoltura della Regione Abruzzo Dino Pepe

PESCARA. L’agricoltura abruzzese diventa giovane, laureata e moderna. Ventuno milioni di euro permetteranno a 239 under 40 di aprire un’azienda vitivinicola, olivicola, zootecnica oppure orticola. Si comincia da un minimo di 50mila euro a testa a fondo perduto. Chi lo ha già fatto, negli anni passati, è convinto di aver scelto bene. Così dicono al Centro Daniele Di Giuseppe di Colonnella e Giuseppe Scorrano di Pianella, entrambi laureati diventati imprenditori agricoli grazie a fondi europei distribuiti dalla Regione Abruzzo.
La nuova graduatoria del “Pacchetto giovani, programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, è stata appena pubblicata. Al primo posto c’è la vastese Francesca Grassi, di 26 anni, che parte con 50mila euro di finanziamento a fondo perduto. La stessa cifra andrà a Serena Samuele, 40 anni di Pianella, che è seconda in classifica. Mentre all’azienda Faraone di Giulianova, terza in graduatoria, di euro ne andranno 100 mila. I 239 nomi sono pubblicati sul sito del Centro http://www.ilcentro.it (CLICCA QUI PER LEGGERE LA GRADUATORIA).

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Talenti in erba. «Grazie alle risorse del Psr», dice l’assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe, «l’agricoltura abruzzese si arricchisce di nuovi talenti e nuovi progetti. I 239 giovani potranno investire e realizzare i propri sogni imprenditoriali contribuendo ad un importante ricambio generazionale e aprendo nuove prospettive per il settore primario della nostra regione».
Buongiorno dottore. Il bando ha registrato un boom di adesioni: 750 aspiranti imprenditori agricoli, tutti con un titolo di studio specifico e qualificato. Titoli che vanno dal diploma di perito agrario alle lauree in Veterinaria e Scienze dell’alimentazione oppure in Economia. Del resto la laurea era un requisito premiale – così come la localizzazione dell’azienda in aree dell’Abruzzo interno da rivitalizzare – che ha permesso di ricevere un finanziamento più cospicuo. «Una partecipazione così rilevante testimonia come i giovani abbiano riscoperto il comparto agricolo», aggiunge Pepe che rivela: «Oggi, in Abruzzo, l’età media degli imprenditori agricoli è di 64 anni ma le azioni messe in cantiere con le opportunità del Psr 2014-2020 puntano proprio a valorizzare le giovani generazioni, che possono promuovere l’innovazione nel comparto rurale».
Arrivano i soldi. I vincitori del bando usufruiranno di un premio per lo start-up di impresa di 50mila euro, che sale a 60mila euro per chi opera in area disagiata, a cui si aggiungerà un contributo in conto capitale per gli investimenti di ammodernamento aziendale, variabile dal 40 al 60% della spesa ammissibile, e per un importo massimo di 30mila euro. Chi lo ha già fatto, come si diceva all’inizio, oggi è molto soddisfatto.
Lo dicono loro. Daniele Di Giuseppe, 39 anni, laureato in Scienze degli alimenti. «Ho la Fattoria L’Arca. Abbiamo un allevamento di pecore, produciamo latte con cui facciamo formaggio da vendere. Grazie al precedente bando ho ottenuto 40mila euro, utilissimi per cominciare». Ha invece 28 anni Giuseppe Scorrano, dottore in Economia: «La nostra azienda è olivicola. Abbiamo partecipato al bando del 2009 e con quei fondi siamo riusciti ad avviare un’impresa multifunzionale. Adesso produciamo passata di pomodoro, confetture, farine, lenticchie con attività di degustazione e visite per i bambini, mantenendo anche l’imbottigliamento dell’olio». E anche per lui quei 40mila euro sono stati una manna per iniziare.
Meglio raddoppiare. «Oggi è stato raggiunto un obiettivo molto importante», conclude Pepe, «ma non possiamo assolutamente fermarci qui. Sentiamo la responsabilità di incentivare ulteriormente questo progetto per i giovani e siamo già pronti a pubblicare un nuovo bando con nuove risorse finanziarie, oltre dieci milioni di euro, nella prima metà di ottobre, con un obiettivo strategico da rispettare che abbiamo concordato con la Commissione Europea: arrivare al 2020 con 700 nuovi giovani insediati in agricoltura». Così l’Abruzzo riparte dalla terra, dalle greggi, dall’olio e dal vino. Ma con una mentalità nuova, giovane, laureata e moderna. Non come si diceva una volta: «Se non vuoi studiare vai a pascolare le pecore».

«Spese pazze» in Regione Lazio: 16 ex consiglieri regionali del Pd rinviati a giudizio: c’è anche Perilli

Mario Perilli, qui con Esterino Montino
RIETI – C’è anche l’ex consigliere regionale reatino e tesoriere del Partito democratico alla Pisana, Mario Perilli, tra i 16 ex consiglieri regionali del Pd rinviati a giudizio a vario titolo e per varie vicende per i reati di peculato, abuso d’ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e truffa. L’indagine, ricordiamo, è stata condotta della Procura della Repubblica di Roma, che aveva ereditato il fascicolo da quella di Rieti ed è relativa alla gestione dei fondi destinati ai gruppi consiliari, le cosiddette «spese pazze» in Regione.

Il Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Boffi, accogliendo le richieste dei pm Alberto Pioletti e Laura Condemi, ha rinviato a giudizio, Perilli, l’ex vicepresidente della Regione e ora sindaco di Fiumicino Esterino Montino, il consigliere regionale di Monterotondo Carlo Lucherini e i colleghi Bruno Astorre, Claudio Moscardelli, Francesco Scalia, Daniela Valentini, Marco Di Stefano ed Enzo Foschi.

I reati contestati agli ex consiglieri a vario titolo sono peculato, abuso d’ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e truffa. Le accuse si riferiscono al periodo 2010-2013.

Il processo avrà iizio il 22 gennaio prossimo. L’indagine, ricordiamo, nasce dalle condotte contestate a Mario Perilli, ex sindaco di Fara Sabina, e all’epoca dei fatti contestati tesoriere del Pd in Regione Lazio

Mafie: dalla Regione 640mila euro per la ristrutturazione di 11 beni confiscati

Mafie: dalla Regione 640mila euro per la ristrutturazione di 11 beni confiscati

La Regione Lazio ha assegnato 640mila euro per finanziare la ristrutturazione di 11 beni confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di favorirne il riutilizzo e la fruizione sociale. Sono stati ammessi al contributo dieci enti locali (i comuni di Amaseno, Cisterna di Latina, Formello, Marino, Monterotondo, Pomezia, PontiniaSermonetaTerracina e l’VIII Municipio di Roma Capitale) e una onlus (la Cooperativa sociale Fattorie solidali di Viterbo), tutti assegnatari di beni confiscati.

L’importo del finanziamento, che ha un tetto massimo di 70mila euro, sarà utilizzato per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, messa in sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche.

Per Rita Visini, assessore regionale alle Politiche sociali, sicurezza e sport, “restituire ai cittadini i beni appartenuti alla criminalità organizzata è un risarcimento doveroso per chi ha dovuto subire la presenza oppressiva delle mafie nella propria comunità. Grazie alle ristrutturazioni finanziate dalla Regione Lazio, questi spazi torneranno ad essere vivi e aperti a tutti per creare nuovo valore sociale”.

Nel Lazio gli immobili confiscati alle mafie sono 1891” – commenta Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità – “ed anche per questo la Regione ha raccolto la sfida di rilanciare il riutilizzo sociale dei beni confiscati, un valore culturale, etico ed educativo nella lotta alle mafie che abbiamo il dovere di riaffermare con forza”.