Ieri Monica Gabetta Tosetti protagonista di un servizio fotografico per Kori Sandals Italy all’Hotel 5 stelle Vista Lago Como

Un nuovo shooting mercoledì 4 dicembre ha visto protagonista la fashion influencer, medico e marketing manager di Tosetti Sposa Monica Gabetta Tosetti.

Stavolta si parla di sandali e scarpe realizzate con pietre preziose come diamanti, zaffiri rosa e troviamo anche oro ed ametista. Il prodotto è destinato ad un mercato anche estero ed il brand si chiama: Kori Sandals Italy. 

Si tratta del primo brand in Italia che offre in questo settore una collezione di accessori così importanti.

Abbiamo chiesto direttamente a Monica qualche informazione e curiosità sul servizio fotografico e sul brand.

Da dove questo nome?

Il nome è stato scelto nell’abbinamento di due iniziali che sarebbero rimaste bene impresse alle persone la KS — Kori Sandals (Italy). La realizzazione avviene a mano ed in Italia e riguarda sia sandali che scarpe con il tacco ambedue impreziosite da gioielli importanti.

Ci dici ancora qualcosa in più sul brand?

Si tratta di un mercato di nicchia; io ho indossato prodotti della linea Luxury della Collezione Kori Sandals Italy, calzature create esclusivamente in Italia, con pelli trattate artigianalmente e in questo caso con un decoro di pietre preziose, un vero gioiello pregiatissimo e personalizzabile. Con la possibilità di staccarlo e utilizzarlo, per esempio, come spilla sull’abito.

Dove si è svolto il photo shoot?

In una location veramente esclusiva. A Como, mia città Natale, l’unico Hotel 5 stelle Superior nel centro di Como è il VISTA LAGO DI COMO (vistalagodicomo.com). Un vero gioiello incastonato nella città ed il fiore all’occhiello del Gruppo LARIOHOTELS.

Qual’è la filosofia dell’azienda?

L’azienda si lascia guidare dalla creatività e dalla fantasia per quanto concerne il disegno. Possono anche proporre qualcosa di unico in collaborazione con il cliente basandosi sulle loro esigenze e preferenze. La loro filosofia si basa sul creare pezzi unici di estrema qualità e made in italy.

Per saperne di più visitate il sito http://www.korisandalsitaly.com/

Vami Luxury Rent, il sogno dellʼauto di lusso

Un fenomeno che vediamo crescere ogni giorno con nuove idee e servizi sempre più articolati. È il noleggio di beni e servizi, che coinvolge tanti settori merceologici ma che per lʼauto è segnatamente evidente. Oggi lʼutilizzo dellʼauto non è più legato alla proprietà e gli stessi costruttori lʼhanno compreso, spingendo su formule alternative allʼacquisto. Ma la tendenza sta facendo nascere anche nuovi attori, come le società di noleggio specializzate nel lusso. È il caso di Vami Luxury Rent.

Nata dalla passione per i motori che Michele Vurro coltiva fin da bambino, la Vami Luxury Rent presenta stasera a Milano, allʼHotel Principe di Savoia, i suoi progetti e i suoi servizi, per alcuni versi davvero innovativi. “Abbiamo un mercato in aumento e molti clienti stranieri, che noleggiano le nostre auto per i loro soggiorni a Milano ‒ spiega il fondatore Michele Vurro ‒. Anche per questo prevediamo, in ottica futura, di attivare per loro altri servizi”. Si tratta dei pacchetti “experience”, che includono servizi di Lifestyle Manager o Personal Shopper, ma anche super speciali: un giro in elicottero attorno al Monte Rosa, un salto con il paracadute, ma anche un più tranquillo tour enogastronomico nelle tante realtà del Belpaese.

Prima di tutto però ci sono le auto, e che auto! Lʼimprimatur della giovane azienda di servizi rent è chiara fin dallo slogan scelto: “La fabbrica del divertimento”. Sì perché in gamma il cliente si troverà modelli come Lamborghini Huracan, Bentley Continental GT Speed, le Porsche Carrera 911 e GT4, BMW 730 Eccelsa, le Range Rover Sport, Velar ed Evoque Cabrio. La nuova fantastica Audi RS3 è in pratica il modello più piccolo, e per chi ha bisogno di uno shuttle per ragioni di spazio e serate di gala troverà nella gamma un Mercedes Viano accessoriato come un jet privato e un Classe G 63 AMG per unʼuscita fuori porta fino alle Alpi.

Le prospettive del settore sono dʼaltronde positive. Per lʼAniasa (il comparto di settore), negli ultimi due anni i noleggi di auto di lusso sono aumentati del 18%. Nei primi 6 mesi del 2017 il noleggio auto in Italia ha registrato un giro d’affari pari a 491 milioni di euro, in crescita del 4% sullo stesso periodo dell’anno precedente.Le società di rent-a-car hanno erogato 2,3 milioni di noleggi, il 6% in più rispetto al 2016. Gli aeroporti valgono più del 60% del giro dʼaffari e questo fa capire quanto importante sia intercettare il visitatore ‒ turista o uomo dʼaffari ‒ prevalentemente in aeroporto.

Non soltanto però, perché oltre tre quarti delle stazioni di noleggio sono situate in quelle città dove si concentrano i segmenti business e replacement (auto sostitutiva). Lʼassistenza al cliente della Vami Luxury Rent è 24 ore su 24, e questi può richiedere in qualsiasi momento lʼaiuto, sia tecnico che commerciale, di un addetto. Tutte le informazioni sul sito http://vamiluxuryrent.com.

Chieti, pedinamenti e bonifica: così la banda rubava le auto di lusso

 

CHIETI. C’era chi pedinava i proprietari delle macchine di lusso fino a quando parcheggiavano; chi “disturbava” la chiusura elettronica con un dispositivo elettronico; chi era capace di sbloccare la centralina e far partire le macchine dal valore di oltre 100 mila euro che poi finivano nascoste nei garage dei palazzoni di Monza. L’inchiesta sul traffico di auto di lusso che martedì scorso ha portato a 15 arresti tra Monza, Milano e Bergamo toccando anche Chieti e Pescara racconta come si rubano le auto e dove finiscono. Secondo l’accusa, dei 17 indagati, due si muovevano anche tra Chieti e Pescara e uno, Alberto Mondanese, sarebbe tra le menti del gruppo: dava ordini anche durante un periodo di detenzione nel carcere San Donato di Pescara. Tra le vittime dell’organizzazione anche gli imprenditori teatini Walter e Luca Tosto: nel febbraio scorso, a Bergamo, proprio ai Tosto era stato rubato un Range Rover che gli indagati, al telefono, definivano «il mostro» per il suo equipaggiamento speciale.
L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Monza rivela tutti i vari passaggi, dai furti al riciclaggio. Secondo l’accusa, i ladri pedinavano le macchine da rubare: Range Rover, Bwm, Audi e Jaguar. Un altro arrestato, Antonio Mondanese, fratello di Alberto, dice l’ordinanza di arresto, «veniva impiegato in veri e propri servizi di osservazione nei confronti dei proprietari delle auto che il gruppo aveva intenzione di rubare». Quando il proprietario parcheggiava l’auto e la chiudeva elettronicamente, i ladri entravano in azione con un dispositivo chiamato jummer: si tratta di un disturbatore che disattiva il telecomando dell’auto anche se all’apparenza la macchina sembra chiusa. Poi, con il proprietario ormai lontano, i ladri aprivano tranquillamente la portiera, collegavano una centralina alla presa di diagnosi e avviavano elettronicamente la macchina. Poi, con il dispositivo jummer sempre acceso per evitare la localizzazione della vettura via gps, la macchina veniva portata «in box adibiti a imbosco, posti ai piani interrati di vari complessi in maniera da rendere impossibile il funzionamento di eventuali antifurti». Cominciava, a questo punto, la pulizia dei veicoli e tra gli indagati c’è anche un elettrauto di Milano «in grado di procedere all’alterazione del computer di bordo delle Range Rover in maniera tale che dalla consultazione delle centralina principale non si potesse risalire, attraverso il codice del numero di telaio elettronico, al veicolo di provenienza delittuosa». Erano complicati i lavori di «bonifica» con la «rimozione» dei dispositivi di allarme e localizzazione satellitare; l’«azzeramento» delle centraline con la ricodifica generale; la «punzonatura» del telaio con l’«alterazione» dei numeri del telaio nelle varie parti delle auto; apposizione di targhe alterate o contraffatte, anche estere. Alberto Mondanese, dice l’accusa, «aveva la materiale disponibilità delle chiavi per l’apertura dei box di Monza dove erano nascoste le vetture». Poi, c’era la fase della vendita con gli intermediari: le vetture di solito finivano in Germania, Albania e Montenegro. Per vendere la macchina dei Tosto a un marocchino, Mondanese avrebbe ricavato circa tremila euro secondo le intercettazioni: «Sono disperato, per fortuna ho racimolato qualcosa, 3.100 euro».

Viaggio nell’extralusso: gli alberghi più lussuosi del mondo

Nel mondo ci sono solo sei alberghi che possono vantare 7 stelle. L’Italia, insieme agli Emirati Arabi, ne ospita ben due tra Milano e Venezia E sempre in Europa è la suite più cara del pianeta: a Ginevra, più di sessanta mila euro a notte. E poi resort in paradisi tropicali e un antico maniero 5 stelle nelle campagne umbre. Sfogliate la gallery per vedere i dodici alberghi più lussuosi del mondo.