Catania, per bancarotta Tecnis : ci sono anche gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco

Ci sono gli imprenditori Mimmo Costanzo Concetto Bosco – già coinvolti nel 2015 nell’inchiesta Dama Nera su appalti Anas – tra i quattro indagati per cui il giudice per le indagini preliminari di Catania ha disposto gli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Arcot sulla bancarotta della Tecnis Spa e di alcune società controllate condotta dalla Guardia di finanza. La Tecnis è stata in amministrazione giudiziaria dal febbraio 2016 al marzo 2017 perché sequestrata nell’ambito di un’inchiesta antimafia della Dda etnea su indagini dei carabinieri del Ros. Il dissequestro fu motivato con là “venuta meno la pericolosità del bene” che, secondo i giudici, era “stato legalizzato” grazie al lavoro dell’amministrazione giudiziaria e della Procura di Catania.

Gli altri due indagati agli arresti domiciliari sono Orazio Bosco, fratello di Concetto, e Gaspare Di Paola, ritenuto un prestanome degli imprenditori. Concetto Bosco, 57 anni, è indagato nella qualità di amministratore di fatto del gruppo imprenditoriale Tecnis e amministratore unico di una consortile dello stesso gruppo, la TerniRieti Scarl, utilizzata, secondo l’accusa, per “drenare risorse finanziarie dalla Tecnis”. Mimmo Costanzo, 58 anni, per la Procura anche lui amministratore di fatto del gruppo Tecnis, sarebbe con Concetto Bosco “la mente organizzativa del progetto criminale realizzato attraverso la distrazione di flussi monetari convogliati verso società dagli stessi dirette“. Orazio Bosco, 56 anni, fratello di Concetto, è accusato di essere stato amministratore di società, come la Ing. Pavesi &C. Spa e Iniziative turistiche srl, che sarebbero state “tutte beneficiarie ingiustificate di flussi finanziari provenienti da Tecnis. Gaspare Di Paola, 69 anni, è indicato dagli inquirenti come “consapevolmente prestanome a disposizione di Bosco e Costanzo” e amministratore unico della TerniRieti scarl e dell’Ing. Pavesi &C.

Tecnis Spa, con sede legale a Tremestieri Etneo, è una delle realtà più significative nel panorama nazionale delle imprese di costruzioni generali, di ingegneria e general contracting, attiva nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali, in Italia e all’estero. All’avvio della procedura di amministrazione straordinaria, il Gruppo disponeva di un portafoglio commesse pari a 700 milioni di euro, aveva circa 600 dipendenti ed era gravato da un passivo accertato di quasi 180 milioni di euro, di cui 94 milioni per debiti erariali.

“Le criminose condotte predatorie poste in essere dal management della Tecnis” hanno “spogliato la società di quasi 100 milioni di euro nel corso di un quadriennio, dal 2011 al 2014, aggravandone il dissesto e rendendola insolvente” secondo la procura di Catania. “Lo schema fraudolento congegnato e perseguito dai soggetti arrestati”, secondo la Procura, si è caratterizzato per “la concessione da parte di Tecnis di consistenti e vorticosi finanziamenti infragruppo ‘non onerosi’ diretti alle consorziate“. Le imprese beneficiarie, a loro volta, “anche con movimentazioni bancari realizzate nella stessa giornata, hanno veicolato le liquidità in questione a favore di società estranee al gruppo di riferimento, ma sempre dirette, anche con la presenza di prestanome, da Concetto Bosco e Mimmo Costanzo”. Per la Procura “il profitto criminale originatosi dalla bancarotta fraudolenta veniva destinato, tra l’altro, alla realizzazione di strutture sportive e ricettive nel settore del turismo golfistico, la cui costruzione, in larga parte, veniva anche affidata alla stessa depredata”. Secondo l’accusa, “la compagine criminale, dunque, finanziata da mezzi tratti dalla società poi finita in amministrazione straordinaria, non remunerata per il malcelato finanziamento, realizzava distinti compendi societari senza dover ricorrere all’investimento di proprie risorse”.

La Cina con l’imbroglio suo dai: ora è boom contagi.

La pessima gestione dell’emergenza provoca la caduta dei vertici del Partito Comunista Cinese, sia quelli della provincia di Hubei sia quelli del centro dell’epidemia, la città di Wuhan.

Va precisato però che il balzo nel conteggio dei contagi è conseguente alla decisione delle autorità sanitarie cinesi di cambiare il sistema di classificazione dei nuovi casi nell’area più colpita, l’Hubei, questa volta probabilmente dietro indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Molti esperti infatti avevano criticato che, qualche giorno fa, Pechino avesse deciso di circoscrivere il numero dei nuovi contagi soltanto ai pazienti con sintomi evidenti, febbre e tosse, escludendo quelli positivi al test ma asintomatici. Un criterio che aveva di fatto rallentato la crescita della curva delle infezioni. Ma il calo appunto in realtà era dovuto ad una sorta di escamotage ed ecco perché, variando di nuovo il sistema dai circa 45mila casi di mercoledi sera la National Health Commission del governo cinese è passata a segnalarne oltre 60mila ieri mattina. Boom che si spiega con la decisione delle autorità cinesi di inserire tra i casi confermati della provincia di Hubei anche quelli riferiti a pazienti con diagnosi clinica di Covid- 19 ma non ancora sottoposti al test, in particolare coloro che presentano le lesioni interstiziali tipiche della polmonite. Un decisione, assicurano i sanitari, finalizzata ad una «diagnosi precoce» che possa «garantire a tutti i pazienti nella provincia di Hubei » cure immediate.

E che ora finalmente le autorità sanitarie si siano decise ad aggredire il coronavirus con più forza nell’epicentro dell’epidemia è confermato dall’appello a donare il sangue lanciato ai guariti. Zhang Dingyu, direttore del Jinyintan Hospital di Wuhan, ha spiegato che stanno conducendo ricerche «sul plasma dei pazienti guariti che ha molti anticorpi e questo potrebbe aiutarci con la ricerca e forse nella cura dei pazienti».

E nella città di Huanggang son stati sigillati interi complessi residenziali: gli abi tanti non possono uscire senza autorizzazione. Nelle altre zone dell’infezione i criteri di classificazione restano quelli precedenti conseguenti al test specifico, come spiega Mike Ryan, responsabile delle emergenze per l’Organizzazione mondiale della sanità. «La Cina ha segnalato 13.332 casi clinicamente confermati di Covid19 nella Provincia di Hubei ma la maggior parte di questi casi si riferisce agli inizi dell’epidemia e d è dovuto a un cambio nel metodo di diagnosi e conteggio dei casi».

L’Oms ieri ha anche confermato che fuori dalla Cina sono stati registrati 447 casi in 24 Paesi e due morti: dopo il primo decesso nelle Filippine ieri il primo morto in Giappone. L’Oms comunque intende monitorare con attenzione quanto sta accadendo nei paesi considerati più «vulnerabili» perché meno attrezzati come quelli dell’Asia centrale.

Le ultime decisioni delle autorità sanitarie di Hubei sono comunque tardive e dunque non bastano per salvare le teste dei responsabili. Rimossi ieri il segretario del partito comunista di Hubei, Jiang Chaoliang, sostituito da Ying Yong già sindaco di Shanghai. Il Global Times riferisce che anche il capo del partito comunista cinese di Wuhan, Ma Guoqiang è stato sostituito con Wang Zhonglin, segretario del partito di Jinan, capoluogo della provincia di Shandong.

Rimpasto anche ai vertici dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

La cantante è scomparsa a Modena dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 85 anni tra pochi giorni. Era l’ultima delle grandi eredi di Callas e Tebaldi

di ANGELO FOLETTO

Sorella di latte di Luciano Pavarotti di cui poi fu amica e compagna di palcoscenico speciale, Mirella Freni (Modena il 27 febbraio 1935) è stata la più schietta interprete della grande scuola sopranile italiana post-Callas/Tebaldi.

Bambina prodigio per le pioneristiche telecamere Rai, consigliata nello studio del canto da Beniamino Gigli, esordiente il 3 febbraio 1955 al Comunale della sua città (Micaela in Carmen di Bizet, uno dei suoi personaggi caratterizzanti) ha cantato per cinquant’anni esatti, salutando il palcoscenico dal Metropolitan di New York dove fu assidua e amatissima per decenni con uno straordinario Galà nel 2005.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

Mirella Freni con un giovane Luciano Pavarotti

Allieva di Luigi Bertazzoni e Ettore Campogalliani, maestri di vecchia, impeccabile, e intransigente, scuola vocalistica, orientata musicalmente da Leone Magiera (suo primo marito), come cantante e interprete non ha sbagliato nulla; “e se è successo, non ci ho pensato un attimo a tornare indietro”. Il secondo personaggio della vita, Mimì, lo fece per la prima volta al Regio di Torino nel 1958. Seguirono gli esordi a Glyndebourne nei ruoli mozartiani di Susanna e Zerlina (Don Giovanni lo registrò nel 1966 con Otto Klemperer) e nel 1962, Nannetta in Falstaff, cantava per la prima volta alla Scala.

Quando questo ‘suo’ teatro le dedicò una grande-serata omaggio nel 2015, l’applauso che l’accolse all’entrata in scena dimostrò ch’era ancora considerata di casa, e una regina. L’ammirazione si mescolava alla gratitudine per una carriera artistica di serietà e coerenza ferree. “Lirico” per (auto)definizione – “un soprano col colore e la bellezza della voce, che deve cantare bene senza forzare; sono sempre stata onesta nei confronti della mia voce” – ha messo a disposizione tecnica e intelligenza a un repertorio vario. E dopo una prima fase di esplorazione dei personaggi naturali, tra cui FaustMireille e Roméo et Juliette di Gound, ha azzardato confronti arditi (Elvira in Ernani, Violetta in Traviata ad esempio) salvo poi lasciarli decantare, abbandonarli del tutto s’era meglio oppure (è il caso di Tosca e Cio-Cio San) destinarli allo studio di registrazione. Imponendo la semplicità empatica e disarmante della non-diva e una professionalità senza compromessi: accorta ma perspicace nelle decisioni; intransigente anzitutto con se stessa.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

Mirella Freni (a destra) nel 1998 all’inaugurazione del teatro comunale di Modena. Con lei, da sinistra, Raina Kabaivanska, Luciano Pavarotti, Nicolaj Ghiaurov

La sua musicalità duttile al di là della bellezza e tornitura riconoscibili tra mille della voce, l’ha resa il soprano dei grandi direttori. Da Herbert von Karajan, con cui in gioventù creo una Mimi idiomatica (nell’edizione fatta nel 1963 alla Scala con Franco Zeffirelli; insieme anche nella poco apprezzata Traviata dell’anno successivo; e negli anni Settanta Desdemona, Elisabetta del Don Carlo e Aida al Festival di Salisburgo) a Giuseppe Sinopoli che la volle nei suoi radicali Puccini. Da Riccardo Muti (con lui Elvira nei Puritani e in Ernani, in una delle otto inaugurazioni di stagione della Scala; ancora in Don Pasquale e Leonora della Forza del destino) a Gianandrea Gavazzeni che negli ultimi anni ne stuzzicò e plasmò la personalità da tragedienne in Adriana Lecouvrer e soprattutto Fedora, suo ultimo ruolo in Scala (14 giugno 1996). Senza dimenticare gli incontri storico-verdiani con Claudio Abbado (Amelia nel Simone Boccanegra e Elisabetta, nel Requiem), Carlo Kleiber (che migliorò ancora la Desdemona ‘di’ Karajan), Riccardo Chailly (Matilde in Guillaume Tell) o Seiji Ozawa e Vladimir Delman per Eugene Onegin di Tchajkovskij.

Favorita anche dalla vicinanza del grande basso Nicolai Ghiaurov, suo marito dagli anni Ottanta, Tatiana fu sua più toccante e credibile identificazione nei grandi personaggi del compositore russo, di cui cantò anche Dama di Picche e Pulzella di Orleans che a Washington, nel 2005, fu la sua ultima opera cantata in teatro.

La Sices corp sa di Vincenzo Pompeo Bava il vanta di grandi appalti nazionali e internazionali

Vincenzo Pompeo Bava: Appalto da 4 milioni per la raffineria ENI e progetti internazionali.

La Sices corp sa di Vincenzo Pompeo Bava vanta diversi appalti nazionali e internazionali tra cui la Raffineria di Sannazzaro. La Raffineria di Sannazzaro di proprietà della ENI ha dato in appalto alla Sices di Vincenzo Pompeo Bava il progetto da 4 milioni per i lavori di ammodernamento e manutenzione della raffineria. Il gruppo Sices ha svolto lavori meccanici, di isolamento e di verniciatura per diverse unità della raffineria. La raffineria produce circa 45 varietà di carburanti tra cui GPL, butano di elevata purezza, miscele propano / butano, prodotti petroliferi, cherosene, diesel, carburante per jet, carburante per bunker, bitume e zolfo. La produzione viene esportata principalmente nei mercati nord-occidentali di Italia e Svizzera. La raffineria Si trova nel triangolo industriale Torino-Milano-Genova, nella pianura padana. L’impianto, di proprietà di Eni, ha una capacità di raffinazione di 180.000 barili al giorno. Oltre la Eni troviamo anche la Telecom Italia dove la Sices ha installato Oltre 80km di rete a banda larga. La rete internet che servirà più di 1000 imprese del territorio della provincia di Lucca e che va ad aggiungersi a quella già presente. Tra i progetti Internazionali invece troviamo la Staatsolie (National Oil Co.) dove il gruppo Sices ha iniziato i lavori di costruzione per l’ampliamento della raffineria Tout Lui Faut, situata 20 km a sud di Paramaribo, la capitale del Suriname, nel febbraio 2012. La SICES ha costruito 24 impianti di confezionamento con un accordo di € 27 milioni ($ 36,68 milioni) aggiudicato a gennaio 2012 per la Mangalore Refinery e Petrochemicals Limited (MRPL) nella città di Mangalore a circa 350 km da Bangalore, nello stato del Karnataka, in India. Il progetto di espansione della raffineria è costruito su un’area di nove ettari situata ad est della raffineria esistente. La società ha ordinato circa 600 componenti su misura per l’uso durante il progetto da produttori situati in tutto il mondo. Un reattore per idrocracker da 700 t produce gasolio, mentre una torre da vuoto da 180 t viene utilizzata come modulo di alimentazione. La nuova raffineria è dotata di compressori Tribune di Hitachi. I compressori a idrogeno utilizzati per le unità a benzina sono stati costruiti da Dresser Rand. Altre strutture di supporto come un impianto di trattamento delle acque reflue, un disaeratore termofisico, griglie per tubi, serbatoi di stoccaggio e caldaie a pacchetto di carburante sono state costruite nell’ambito dell’iniziativa di espansione della raffineria. La Sices svolge L’attività di EPC (‘Engineering, Procurement and Construction’ ossia ‘Ingegneria, Acquisti e Montaggi’) e general contractor in progetti impiantistico-industriali complessi, la progettazione in proprio, la costruzione, la prefabbricazione, con relativi montaggi e manutenzione d’impianti chimici, petrolchimici, raffinerie, impianti industriali su skid ed eretti in opera e più in generale d’impianti per la produzione di energia, di centrali idrauliche, termiche ed elettronucleari, di caldaie e cicli termici e relativi accessori, di gasdotti ed oleodotti, d’impianti di depurazione, d’impianti per la produzione di energia da fonti alternative, di valvole industriali, di componenti industriali e strutture metalliche. Esercitare tutte le attività commerciali, finanziarie o di altro genere che siano in relazione con lo scopo della società, in special modo l’attività d’ingegneria in genere, l’attività di trading, l’attività di noleggio, l’attività di consulenza, sviluppo, assistenza, supporto commerciale, l’attività di prestazione di servizi engineering, qualità, sicurezza, formazione, selezione, project management, planning, construction management o altre attività/servizi specialistici per i settori impiantistici, chimico, petrolchimico, oil&gas, energetico ed ecologico. Partecipare ad altre imprese. Acquisire, possedere e vendere beni immobili.  L’amministratore delegato Vincenzo Pompeo Bava della Sices corp sa ci parla della società, mettendo in risalto l’esperienza acquisita attraverso anni di eccellenza operatività. Oggi la SICES Corp SA punta a far avanzare la sua presenza internazionale.
La società di Vincenzo Pompeo Bava si avvicina a nuovi paesi e nuovi scenari di mercato con cura e flessibilità, rispettando le norme e gli standard locali, coinvolgendo persone e venditori locali, integrando la propria attività nelle comunità locali.

Deraglia treno alta velocità nei pressi di Lodi, morti i due macchinisti. Ci sono 27 feriti. Il prefetto: “Poteva essere carneficina”

lcune vetture si sarebbero ribaltate: incidente nel comune di Ospedaletto Lodigiano, nei pressi del casello della A1. Circolazione sospesa sulla Milano-Bologna. Sequestrata l’intera area

di MAURO RANCATI

Treno deragliato a Lodi, la dinamica dell’incidente

E’ stata ricostruita una prima parziale dinamica del deragliamento del Treno Av 9595, il primo Frecciarossa del mattino partito da Milano alle 5.10, avvenuto stamani. Secondo le forze dell’ordine la motrice del convoglio, dopo essere sviata dai binari per cause ancora da chiarire, sarebbe uscita completamente dalla sede finendo prima contro un carrello o qualche mezzo analogo che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio avrebbe invece proseguito la corsa ancora un pò con la seconda carrozza che ad un certo punto si sarebbe ribaltata. Dalle prime informazioni sembra che la notte scorsa fossero in corso lavori di manutenzione sulla linea. “La manutenzione viene fatta costantemente, associare una manutenzione all’evento tragico mi pare assolutamente prematuro”: è quanto ha risposto il prefetto di Lodi Marcello Cardona a chi gli ha chiesto se ci sono stati lavori di manutenzione nella notte lungo la linea dove è deragliato un treno dell’alta velocità. “C’è il magistrato sul posto e la Procura ha individuato i due tecnici per chiarire le dinamiche del gravissimo incidente. Tutto deve essere valutato, repertato e quindi non sono questioni che si dipanano dopo dieci minuti o dopo un’ora”, ha aggiunto Cardona, spiegando che “sarà un lavoro certosino, già in atto come ho riferito al ministro dell’Interno”

Treno Frecciarossa deragliato a Lodi, ritardi sulla circolazione

Dalle 5.30 la circolazione è stata sospesa sulla linea AV Milano – Bologna per lo svio (questo il termine tecnico di deragliamento) del treno 9595 Milano-Salerno nei pressi della stazione di Livraga (Lodi). Sul posto i Vigili del Fuoco e i mezzi di soccorso. Tutti i treni, in entrambe le direzioni, sono stati instradati sulla linea convenzionale Milano-Piacenza con ritardi fino a 60 minuti.

 

Treno deragliato a Lodi, il precedente due anni fa a Pioltello

Il 25 gennaio 2018 a Pioltello (Milano) il treno dei pendolari di Trenord numero 10452 – 350 pendolari a bordo – che collega Cremona a Milano Porta Garibaldi – esce dai binari ad alcuni chilometri dalla stazione di Pioltello, sbatte contro un palo della luce e deraglia. Muoiono tre passeggere, decine i feriti. Le indagini sono state chiuse a ottobre, anche se sono in corso altri accertamenti: disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, in vista della richiesta di processo, a carico di 12 persone, ovvero 2 manager e 7 tra dipendenti e tecnici Rfi (Rete ferroviaria italiana), la stessa società, e 2 ex vertici dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza.

Sri Lanka, otto esplosioni in chiese e hotel: almeno 207 morti, 35 sono stranieri

Gli ordigni sono esplosi durante le celebrazioni di Pasqua, centinaia i feriti. Presi di mira anche gli alberghi frequentati da turisti. Nessuna rivendicazione, il ministro della Difesa: “Individuati i responsabili, sono estremisti religiosi”, sette arrestati. La Farnesina: “In corso verifiche”

COLOMBO – Una serie di sei esplosioni simultanee, più altre due, avvenute circa tre ore dopo, ha sconvolto le celebrazioni pasquali delle comunità cristiane in Sri Lanka alle 9 circa di questa mattina (le 6 in Italia).

I primi sei attacchi si sono verificati in tre hotel di lusso di Colombo e tre chiese, la settima esplosione in un edificio di Dehiwala, in uno dei sobborghi a sud della capitale, dove un attentatore si è fatto esplodere e sono rimasti uccisi tre poliziotti, che erano entrati per fare una perquisizione. L’ottava, che non ha causato vittime al di fuori dell’attentatore, è avvenuta ancora in un quartiere di Colombo, Orugodawatta, e anche questa sarebbe opera di un terrorista suicida braccato dalla polizia.

Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, dopo le ultime due esplosioni ha affermato chetutti i responsabili degli attacchi “sono stati identificati” e verranno arrestati “il prima possibile”. Il ministro ha parlato di atti di “terrorismo” compiuti da estremisti religiosi, ma non ci sono state rivendicazioni da parte di alcun gruppo. Nel pomeriggio, Wijewardene ha comunicato i primi sette arresti di persone sospette e ha specificato che appartengono tutte allo stesso gruppo, senza specificare quale. La polizia ha poi precisato che i fermati sono molti di più e di non poter “dire chi c’è dietro gli attacchi e quali sono le loro intenzioni fino al completamento dell’indagine”.

Pasqua di sangue in Sri Lanka: l’interno della chiesa di Sant’Antonio poco dopo l’esplosione

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Il bilancio delle vittime è in continuo aggiornamento, al momento la polizia parla di 207 morti e 450 feriti. Dal ministero degli Esteri italiani confermano che “L’unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata italiana a Colombo sono al lavoro per effettuare verifiche sugli attacchi in Sri Lanka”. In un tweet la Farnesina ha anche messo a disposizione un numero per segnalazioni: 0039 06 36225.

Una delle chiese colpite dall’esplosione è Sant’Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Sono stati sicuramente colpiti anche lo Shangri-La Hotel, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand a Colombo, dove l’esplosione ha devastato il ristorante al piano terra. Per ora, fonti ufficiali hanno parlato di 35 stranieri deceduti e tra questi fonti ospedaliere di Colombo parlano di cittadini americani, britannici e olandesi, alcuni dei quali “feriti in condizioni critiche”. Sono state confermate le morti di un cittadino cinese, di uno olandese e di un portoghese.

Pasqua di sangue in Sri Lanka: bombe in chiese e hotel. “Una strage”

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Il ministro della Difesa Ruwan Wijewardene in tarda mattinata (il pomeriggio in Sri Lanka) ha affermato: “Prenderemo tutte le misure necessarie contro qualsiasi gruppo terroristico che operi nel nostro Paese. Non permetteremo in alcun modo a questi gruppi estremistici di operare e di fare quello che hanno fatto. Prenderemo tutte le azioni necessarie, daremo la caccia a qualsiasi estremismo religioso”. Inoltre, confermando che la polizia e l’esercito “stanno indagando”,  il responsabile della Difesa di Colombo ha ribadito: “Riteniamo che tutti i colpevoli che sono stati coinvolti in questo terribile atto terroristico saranno presi in custodia al più presto possibile. Sono stati identificati”. Il ministro della Difesa ha imposto il coprifuoco dalle 18 di sera alle 6 del mattino in tutto il Paese e a tempo indeterminato


Depressione, droga e violenza: l’adolescenza difficile di Paris Jackson

Secondo il sito Tmz Paris Jackson, figlia del cantante deceduto nel 2009, avrebbe tentato il suicidio. Il gesto sarebbe legato all’uscita negli Stati Uniti di ‘Leaving Neverland’, il documentario della Hbo che riaccende i riflettori sulle accuse di pedofilia nei confronti di suo padre. Su Twitter la donna ha smentito subito la notizia. Oggi Paris convive con il fidanzato e lavora come attrice e modella, la sua infanzia e la sua adolescenza però sono state segnate da molte difficoltà (di Valentina Ruggiu

Manovra, Conte: “E’ molto bella, siamo convinti di aver fatto bene. Nessuna frattura sul decreto fiscale”

Il presidente del Consiglio da Bruxelles interviene sulla manovra economica. E sul caos decreto fiscale: “Domani sono a Roma e controllo di persona: al Quirinale il testo conforme alla volontà del Consiglio dei ministri”


BRUXELLES – Una difesa d’ufficio della manovra che arriva nelle ore in cui la maggioranza gialloverde è alle prese con il “caos manina” che il vicepremier Luigi Di Maio ha scatenato sul decreto fiscale. Difesa che arriva dal premier Giuseppe Conte, in queste ore a Bruxelles per una serie di incontri bilaterali. Sulla manovra “ci aspettavamo dalla Ue delle osservazioni critiche, ci siederemo attorno ad un tavolo ma siamo convinti di quanto fatto. La manovra è molto bella”, dice Conte arrivando all’Europa

E dal premier arriva anche una dichiarazione rassicurante proprio sul tema “testo manipolato del decreto fiscale”: “Dl fisco? Venerdì sarò a Roma, controllerò articolo per articolo e arriverà al Quirinale il testo conforme alla volontà deliberata dal cdm. Non c’è alcuna frattura”. E il presidente del Consiglio torna anche sull’incontro che ha avuto ieri con Angela Merkel: “Un incontro molto cordiale, ho anticipato alcuni punti della manovra. Come logica noi puntiamo sulla crescita. Puntiamo sugli investimenti, mi ha detto che è impressionata dalle riforme strutturali e siamo entrambi d’accordo che la linea deve essere quella del dialogo costruttivo”.

Conte si prepara anche all’incontro con il presidente francese Macron: “Affronteremo tutte le questioni bilaterali all’ordine del giorno tra Italia e Francia”, e tra queste anche la Conferenza sulla Libia di Palermo. Questa è “molto importante per la nostra linea di politica estera e interna, vista la sua incidenza anche sull’immigrazione”

Finanziamenti pubblici, 8 arresti per corruzione e truffa, anche ex consigliere Comune di Roma e dipendente Invitalia

Ignazio Cozzoli, eletto nelle fila della lista Marchini poi passato al Gruppo misto, decadde a marzo dopo riconteggio schede che aveva assegnato seggio a Pd. Blitz nell’Agenzia del ministero dell’Economia

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Otto persone sono state arrestate con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici. Tra loro anche un’ex consigliere comunale, Ignazio Cozzoli, eletto nelle fila della Lista Marchini poi passato al Gruppo misto, e decaduto nel marzo scorso dopo il riconteggio delle schede che ha assegnato il seggio al Pd.

Insieme a Cozzoli, sono finiti ai domiciliari Emanuele Rigante’, Massimiliano Portaleone, Filippo Marullo, l’avvocato Francesco Capoccia, Silvia Pronti e il dipendente di Invitalia Luigi Napoli. Arrestato e messo ai domiciliari anche Riccardo Solfanelli, già capo di gabinetto dell’ex vicesindaco della giunta Alemanno, Sveva Belviso. Tutti sono indagati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una molteplicità di truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzioni per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivelazioni ed utilizzazioni di segreti d’ufficio. Il solo Luigi Napoli è anche per il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico con l’aggravante di rivestire la qualifica di pubblico ufficiale.

L’articolata attività investigativa ha consentito di provare l’esistenza di un gruppo criminale, costituitosi al fine di ottenere illecitamente finanziamenti pubblici attraverso la presentazione di richieste di finanziamento create ad hoc, stilate sulla base di indicazioni ricevute grazie alla corruzione di Luigi Napoli, pubblico dipendente dell’ente erogatore delle agevolazioni Invitalia. In concomitanza con  il provvedimento restrittivo
emesso dal Gip, sono state eseguite perquisizioni delegate presso le abitazioni di residenza e gli uffici degli indagati, compreso lo studio legale dell’avvocato Francesco Capoccia, nonché presso la sede dell’ente Invitalia – l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del ministero dell’Economia – attività che ha consentito l’acquisizione di ulteriori elementi di riscontro.