Champions League: Juventus-United e Roma-Real Madrid, Psg e Liverpool per il Napoli, l’Inter pesca il Barcellona

Bianconeri contro Mourinho, Valencia e Young Boys. Sorteggio buono per i giallorossi, che oltre ai campioni d’Europa pescano Cska Mosca e Viktoria Plzen. Durissima per gli azzurri, contro parigini e reds, e per i nerazzurri, che oltre a Messi se la vedranno con il Tottenham


MONTECARLO – Sorteggio buono per la Roma, medio per la Juventus, difficile per Inter e Napoli. Luci e ombre per le italiane a Montecarlo, dove sono stati determinati i gironi della prossima Champions League. I campioni d’Italia della Juventus hanno nel Manchester United di José Mourinho, peraltro in bilico dopo le due sconfitte consecutive in campionato, l’avversario più problematico. Medio livello per la sfida contro gli spagnoli del Valencia (c’è l’ex Inter Kondogbia), sulla carta ampiamente alla portata quella con gli svizzeri dello Young Boys, sopravvissuti al play off contro la Dinamo Zagabria.

ALLEGRI: GRUPPO IMPEGNATIVO, MAROTTA: ABBORDABILE – “Gruppo impegnativo, con squadre di assoluto valore, grande tradizione e stadi storici: è questa la nuova Champions League”, twitta Massimiliano Allegri. Meno diplomatico Beppe Marotta: “Girone abbordabile, tutto dipende da noi stessi, dalla motivazione e dalla determinazione con cui affrontiamo un torneo in cui la partita singola è determinante. Dobbiamo continuare con la caratteristica di sempre, ovvero con una Juventus determinata e motivata. Non so se partiamo più o meno favoriti del Real, ma siamo tra i favoriti e non ci nascondiamo. Quella di Ronaldo è stata un’operazione straordinaria condotta dal presidente Agnelli, noi vogliamo lottare fino in fondo per trasformare questo sogno in grande realtà”.

 TOTTI: REAL EXTRATERRESTE, PUNTIAMO AL 2° POSTO – Nonostante la presenza del Real Madrid, che ha vinto le ultime tre Champions consecutivamente ma che ancora è alla ricerca una precisa identità tecnico-tattica dopo la cessione di Cristiano Ronaldo, può ritenersi soddisfatta la Roma. I russi del Cska Mosca e i cechi del Viktoria Plzen sono avversari, almeno sulla carta, alla portata. “Ventuno anni fa scendevo in campo per la prima volta con la maglia della Roma: emozioni senza tempo, come quelle che ci siamo regalati nella scorsa stagione in Europa. Si ricomincia: nuovi avversari ma stessa identica voglia di regalare a tutti i romanisti delle notti indimenticabili”, commenta il tecnico Di Francesco. Smorza gli entusiasmi per un sorteggio che sembra alla portata Francesco Totti:  “Sulla carta sembra tutto semplice, l’anno scorso si diceva che saremmo finiti terzi e invece abbiamo battuto qualsiasi squadra ci capitasse di fronte, è un gruppo duro, sappiamo che il Real Madrid farà un girone a parte. Sono i campioni in carica ed è sempre difficile batterli, ma faremo il massimo per cercare di arrivare minimo secondi. Anche senza Ronaldo parliamo sempre di extraterrestri, il Real ha venduto uno tra i più forti al mondo, ma ha comprato altri giocatori. Avrà perso qualcosa, ma è sempre una squadra difficilissima da battere ed è sempre da rispettare”.

DE ROSSI: UN GIRONE DA AFFRONTARE CON UMILTA’ – Daniele De Rossi da Milano giudica il girone “equilibrato. Abbiamo pescato la squadra più forte del mondo poi le altre due squadre sono meno conosciute ma ci daranno problemi. Dobbiamo vedere gli sviluppi del calendario, che saranno importanti per capire l’entità del freddo”. Di nuovo il Real sulla strada della Roma. “Bellissimo, giocare contro di loro e’ sempre una grande emozione. A Madrid ci andiamo sapendo che loro sono i favoriti ma noi faremo la nostra partita. Ma non sottovaluteremo neanche le altre due squadre: nei gironi di Champions non possono esserci pronostici. Se fossi l’allenatore delle altre due squadre del girone con noi e Real prenderei come esempio proprio la Roma: l’anno scorso eravamo dati per morti ai gironi e invece e’ ci siamo qualificati per primi. Le partite bisogna giocarle tutte: noi siamo consapevoli di essere la seconda forza del girone ma bisogna fare del nostro meglio per qualificarci”. Dopo le semifinali dello scorso anno potrebbe esserci maggiore consapevolezza tra i giallorossi che si sono arresi solo al Liverpool dopo aver eliminato il grande Barcellona con una grande rimonta. Una Champions, quella dell’anno scorso, che può dare fiducia, ma che non deve illudere nessuno, questo è l’appello a tutto l’ambiente di capitan De Rossi. “Non possiamo ripartire dalla semifinale, sarebbe un errore. Dobbiamo ripartire con umiltà e sono convinto che solo in questo modo passeremo. Se invece andiamo a giocare contro il CSKA o il Plzen da presuntuosi avremo grosse difficolta’”.

Sorteggi Champions, Crosetti: “Bene Juve e Roma, gruppi proibitivi per Napoli e Inter”

Milan, Higuain-Caldara: le cifre della maxi-operazione

La grande operazione di mercato tra Milan e Juventus è nella fase clou. Nel capoluogo milanese i dirigenti bianconeri Marotta e Paratici sono in stretti contatti con il dt rossonero Leonardo.

Pipita, nodo buonuscita

La novità della giornata riguarda Gonzalo Higuain, il quale avrebbe chiesto al suo attuale club una buonuscita pari a 4,5 milioni. Le parti sono in trattativa. Per quel che riguarda il trasferimento al Milan c’è assoluto accordo sia sull’ingaggio (simile a quello di Bonucci, ndr) che sulle cifre del cartellino nonché sulla formula: prestito oneroso a 18 milioni più diritto di riscatto fissato a 36 milioni. I dubbi dell’ex Napoli sono stati dissipati da Leonardo, il quale ha rassicurato Higuain sulle intenzioni del club di via Aldo Rossi di riscattarlo.

Bonucci per Caldara

Una volta che Higuain sarà rossonero, Milan e Juventus procederanno allo scambio tra Bonucci e Caldara. I due club hanno trovato l’accordo sulla valutazione dei giocatori, entrambi sui 40 milioni di euro. I rossoneri rientrano così in pieno dell’esborso di appena dodici mesi fa e realizzano anche una plusvalenza. E nello scambio con i bianconeri si aggiudicano uno dei migliori difensori italiani. L’entourage del classe ’94 ha incontrato la dirigenza di via Aldo Rossi, trovando l’accordo sull’ingaggio: 2,2 milioni netti a stagione a salire. Ora si attende solo la chiusura dell’operazione Higuain per dare via libera allo scambio tra i due difensori.

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Inter, sogno proibito Modric. C’è il sì del giocatore, si tratta col Real

I tifosi dell’Inter sognano a occhi aperti. Nell’edizione odierna del programma di calciomercato “L’Originale” su Sky Sport, è stato svelato un clamoroso retroscena delle ultime ore: i nerazzurri hanno l’accordo verbale con Luka Modric, che raggiungerebbe i compagni di nazionale Perisic, Brozovic e Vrsaljko (arrivato stasera nel capoluogo lombardo) per andare a costituire una colonia croata che sarebbe l’ossatura di una squadra in grado di provare a competere anche in Europa.
Modric, come detto, ha dato la propria disponibilità al trasferimento, e pertanto l’operazione-Vidalrimane in questo momento in stand-by. Resta, però, da convincere il Real Madrid, che dopo aver già venduto Cristiano Ronaldo alla Juventus sta facendo muro, poco propenso a cedere un altro dei suoi fuoriclasse, protagonista del ciclo vincente di Zinedine Zidane.
Un’operazione che, se dovesse andare in porto, offrirebbe una nuova dimensione alla formazione allenata da Spalletti, che potrebbe disporre di un fuoriclasse di livello mondiale, pur trentatreenne, Pallone d’Oro dell’ultima edizione della Coppa del Mondo di Russia 2018, dove con la sua Croazia ha raggiunto la finale di Mosca, cedendo alla Francia.

Napoli, che gol Verdi. Ma Insigne esce per infortunio

Finisce 2-0 l’amichevole col Chievo. In rete anche Tonelli


Trento – Con una rete per tempo, del nuovo acquisto Verdi e del difensore Tonelli nel finale, il nuovo Napoli di Ancelotti ha superato con discreta facilità anche l’esame del Chievo, in un anticipo del prossimo campionato di serie A. Gli azzurri hanno dunque chiuso in maniera convincente il loro lungo ritiro estivo, dimostrando di essere molto solidi nella fase difensiva e di avere già le idee abbastanza chiare in attacco, venendo a capo dell resistenza di un avversario spigoloso e a tratti pure un po’ troppo falloso.
Per il Napoli era il terzo e ultimo test amichevole del ritiro estivo, che si concluderà nelle prossime con il ritorno a casa dopo le tre intense settimane di allenamenti in Val di Sole. Carlo Ancelotti ha ruotato come previsto tutti i disponibili e ha potuto vedere all’opera per la prima volta pure qualche reduce dal Mondiale, con Koulibaly e Milik schierati subito tra i titolari e Mario Rui subentrato nella ripresa. Ancora in infermeria invece il portiere Meret (sostituito da Karnezis), Zielinski, Ghoulam e Callejon, il cui posto nel nuovo modulo (4-3-2-1) è stato preso da Simone Verdi. E proprio l’ex jolly offensivo Bologna ha sbloccato in fretta il risultato (10) con un bel al volo, sfruttando il solito lancio con il contagiri di Insigne. Il grande caldo e la dura preparazione degli ultimi giorni non hanno penalizzato gli azzurri e il Chievo è stato costretto alla difesa a oltranza e a usare le cattive maniere per ridurre i danni, con un esagerato agonismo.
A farne le spese è stato Insigne, costretto a lasciare il campo dopo appena mezzora per un colpo subito alla caviglia e sostituito da Ounas, con i circa 5mila tifosi presenti in tribuna infuriati per l’atteggiamento dei giocatori veneti, tutt’altro che amichevole. Ma ci sono dei stati momenti di nervosismo pure in campo e la partita s’è incattivita, in un clima già quasi da campionato. Ancelotti ha però potuto lo stesso apprezzare la crescita di Hamsik nel ruolo di regista e la solidità della difesa del Napoli. Positiva al di là del gol anche la prova di Verdi, che si è disimpegnato bene su entrambe le fasce. Non ha invece destato una buona impressione Milik, ancora in netto ritardo di forma. Nell’attesa dal rientro dalle vacanze post Mondiale di Dries Mertens, previsto per il 6 agosto, l’attaccante polacco rimane giocoforza l’osservato speciale in ottica mercato.
I tifosi sperano ancora nell’arrivo di un nuovo bomber, nonostante le smentite di De Laurentiis e il giudizio molto positivo di Ancelotti sull’organico a sua disposizione. I sei cambi effettuati nella ripresa hanno permesso al tecnico azzurro di farsi un quadro ancora più chiaro della situazione, anche se il ritmo e la qualità della sfida sono calati un po’. Sorrentino ha negato con due ottime parate il raddoppio a Mario Rui e Ounas, tra i più ispirati e protagonista di un eccellente secondo tempo, in cui ha dimostrato le sue qualità nel dribbling e nel tiro. Poi il portiere del Chievo è stato di nuovo decisivo pure su un colpo di testa in mischia di Chiriches. Ma il raddoppio del Napoli, sempre in controllo totale della partita e mai impensierito dagli attaccanti avversari, è arrivato lo stesso nel finale, con un altro colpo di testa di Tonelli. Il sigillo su un test positivo.

Cristiano Ronaldo mette nel mirino la villa di Alex Del Piero in collina

La casa, vuota dopo la separazione dell’ex calciatore, corrisponderebbe ai desideri di Cr7
Dal numero di 10 di Alex Del Piero a Cr7. Potrebbe esserci un ideale passaggio di testimone, e di casa, tra due grandi campioni nella trattativa più clamorosa di questa estate di calciomercato.Cristiano Ronaldo potrebbe infatti acquistare la casa in collina di Del Piero.
È a mezza collina, lungo la strada che dal ponte Isabella porta a San Vito. Con vista su quasi tutta Torino, il Monviso e la Sacra di San Michele. E appena sotto, il borgo medievale, Torino esposizioni e il fiume Po. La casa, moderna, ma in una zona tranquilla, corrisponderebbe all’identikit che il calciatore, appena ingaggiato dalla Juventus, ha dato ai suoi collaboratori che si occupano dei suoi interessi immobiliari. Proprio la recente costruzione dell’immobile l’avrebbe fatta preferire all’altra villa della collina – sempre in zona San Vito, ma più in alto – abitata in passato da Zinedine Zidane. Del Piero ci ha abitato fino a qualche tempo fa, prima di emigrare negli States e scegliere Milano come punto di riferimento in Italia dopo la separazione dalla moglie Sonia Amoruso.

Dunque la casa, che avrebbe un numero di camere sufficienti alle richieste di Ronaldo (ne vuole sette per far spazio ai figli anche alla madre quando lascerà l’isola di Madeira per venirlo a trovare nella sua nuova esperienza calcistica) potrebbe essere rapidamente a disposizione del campione portoghese che, tuttavia, per un breve periodo potrebbe sistemarsi in un appartamento del centro. Nell’attesa di realizzare alcuni lavori di ristrutturazione nell’ex dimora di Del Piero.

Bari, salta l'iscrizione al campionato in B: addio al calcio professionistico dopo 110 anni

La salvezza era appesa all’ipotesi di investimento di Andrea Radrizzani e Ferdinando Napoli, ma la scoperta di nuovi debiti avrebbe spinto il proprietario del Leeds united e il fondatore di Edilportale a rinunciare


Tanti debiti e poco tempo. E’ saltata così la trattativa con la cordata italo-inglese che era pronta a ricapitalizzare l’Fc Bari 1908: la società biancorossa non è iscritta al campionato di serie B e dice addio al calcio professionistico dopo 110 anni di storia. Alle 15, a sole tre ore dalla scadenza  (fissata alle 18) per regolarizzare i pagamenti e presentare la documentazione per l’iscrizione gli investitori hanno fatto un passo indietro.
“Purtroppo il poco tempo disponibile per eseguire una due diligence dettagliata e approfondita, consona a una operazione con un alto profilo di rischio, ci costringono a malincuore ad abbandonare questa idea e sfida. Auguriamo che la società possa essere salvata e restiamo disponibili a valutare future collaborazioni e investimenti” ha dichiarato il proprietario del Leeds United, Andrea Radrizzani che era pronto a versare 2,3 milioni di euro. Mentre l’imprenditore barese Ferdinando Napoli, presidente di Edilportale, aveva già disposto il bonifico di 700mila euro. Troppo tardi.
“Questo è un brutto giorno non solo per il calcio barese, ma per tutta la città – ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro che si era speso come mediatore della trattativa – È il giorno di una sconfitta, che brucia mille volte di più di tutte le sconfitte sul campo. Ci abbiamo provato tutti a fare tutto quello che era possibile. Ho provato anche io, forse andando oltre le competenze di un sindaco. L’ho fatto da responsabile di una grande comunità, l’ho fatto da cittadino e anche da tifoso. Ora però non bisogna mollare. Dobbiamo continuare con tutte le nostre forze a lavorare perché a Bari il calcio non finisca in questo pomeriggio di luglio. Non lo merita la città, non lo meritano i suoi tifosi”.
In tarda mattinata Giancaspro aveva reso note le sue dimissioni, all’ordine del giorno nel cda convocato per il primo pomeriggio. Ma intorno alle 16 Radrizzani ha formalizzato la sua rinuncia. Scelta concordata con Napoli, che lo avrebbe accompagnato nell’avventura. “La ricapitalizzazione è saltata. Stamattina abbiamo richiesto a Giancaspro approfondimenti tecnici sulla situazione debitoria, richiesti dai consulenti inglesi: non abbiamo mai ricevuto al riguardo ulteriori informazioni – ha spiegato l’imprenditore – E abbiamo riscontrato problemi tecnici legati al bonifico dei nostri partner: non sarebbe arrivato in tempo per completare le operazioni necessarie all’acquisizione delle quote inoptate del Bari”.
Questa la ricostruzione del fallimento dell’acquisizione del 68 per cento delle quote del Bari, nelle parole  di Ferdinando Napoli, presidente di Edilportale e componente della cordata, con Andrea Radrizzani, che puntava a dare una nuova solidità al club pugliese. Radrizzani, Napoli e Giancaspro erano in contatto per definire le modalità di versamento dei 3 milioni previsti dalla procedura di ricapitalizzazione.
Domenica sera, dopo un lungo silenzio, si era sentita la voce ufficiale del presidente Giancaspro. Che aveva risposto all’invito del sindaco in Comune per la mattina di lunedì. “Sono da sabato – ha scritto Giancaspro – tra Roma Bologna e Milano per mettere a posto tutto il carteggio da presentare in FIGC entro domani (oggi, ndr) alle 19 ai fini del reclamo per l’iscrizione della F.C Bari”.
Reclamo che non è stato presentato. Davanti allo stadio San Nicola sono comparse scritte contro Giancaspro, mentre la figlia e il fidanzato sono usciti dalla struttura scortati dalla polizia.

Anche la Germania ha la sua Corea: 2-0, crollo tedesco, campioni fuori dai mondiali

(afp)
I detentori del trofeo, apparsi sempre fuori partita, cedono nel finale: nel recupero di Kim e Son. Arriva una eliminazione al primo turno che non si verificava da 80 anni
KAZAN – Troppo facile: il calcio è quello sport che si gioca undici contro undici e una volta nella vita la Germania esce al primo turno. C’è una Corea per tutti, quella di Joachim Löw, e diciamo lui in rappresentanza dei tedeschi tutti, si è materializzata in  un luminoso pomeriggio di Kazan, la capitale del Tatarstan, lungo le rive del Volga, un angolo di mondo lontano che si imprimerà nella memoria storica, geografica e calcistica di più e più generazioni. La Germania non era mai uscita dal Mondiale al primo turno, mai. Dal 2002 arrivava perlomeno tra le prime quattro e quello che è successo in Russia ha dell’incredibile, se si pensa che il peggior risultato tedesco nella storia della Coppa del Mondo sono gli ottavi di finale del 1938. Ottant’anni dopo, il disastro.
La Corea del Sud ha vinto 2-0 una partita che la Germania avrebbe perso comunque, anche pareggiandola, visto che il successo della Svezia sul Messico la obbligava a battere gli asiatici. I tedeschi sono stati qualificati fino al 5′ st, cioè fino al primo gol svedese di Ekaterinburg, un evento che li ha mandati in tilt, anche se prima non è che fossero sembrati così lucidi. Eppure sarebbe bastata una vittoria minima, su misura, contro una squadra non forte e già eliminata. Va bene che la Corea ha dato l’anima e ha festeggiato con trasporto un successo epocale, per quanto inutile, ma la Germania ha dato l’idea di essere una squadra vuota, sfinita, finita.
Ha attaccato tutto il tempo, ha raggiunto il 70% di possesso palla eppure le occasioni da gol si contano sulle dita di una mano sola: un destro di Reus rimpallato e una mischia con ultimo tocco di Hummels nel primo tempo, poi una bella parata (l’unica veramente difficile) di Jo su un colpo di testa di Goretzka proprio all’inizio della ripresa e poi più niente, se non un altro paio di colpi di testa di Gomez (centrale) e di Hummels (sbagliatissimo) mentre la Corea produceva un contropiede dopo l’altro, sprecandoli però tutti perché Son non può giocare da solo, e quelli attorno non sono alla sua altezza. I coreani hanno avuto il merito di non cedere, di lottare soltanto per la gloria e alla fine l’hanno ottenuta, trovando il gol del recupero con lo stopper Kim Younggwon, convalidato dall’arbitro perché solo grazie al Var s’accorto che l’ultimo tocco, quello che ha rimesso in gioco il coreano nell’area piccola, era stato di Kroos.
E nel sesto minuto di recupero c’è stato ancora il tempo per il raddoppio incredibile di Son, lanciato in una metà campo completamente deserta da Ju, che aveva rubato palla nientemeno che a Neuer, spintosi disperatamente in avanti. Quel gol dice tutto, della Germania: Neuer non era in area ad aspettare il cross della staffa ma ai limiti a ricevere sui piedi un falle laterale, mentre alle sue spalle c’erano tre compagni che si stavano disinteressando dell’azione. È stata l’immagine definitiva di una squadra smarrita, crollata all’improvviso sotto il peso della sua stessa usura. Löw non ha avuto il coraggio di dare una svolta secca alle cose, stavolta ha silurato Müller ma non Khedira, ha lanciato Goretzka ma non Brandt, ha lasciato che la squadra andasse alla deriva. Una volta della vita capita anche ai tedeschi.

Mercato Milan: Sassi nuovo obiettivo per il centrocampo?

In attesa della sentenza Uefa, che dovrebbe arrivare domani, il Milan continua a lavorare a fari spenti sul mercato. L’ultimo nome accostato ai colori rossoneri è quello di Ferjani Sassi, centrocampista della Tunisia e dell’al-Nassr (squadra saudita) che si è messo in luce in queste prime gare del Mondiale, nonostante le due sconfitte della squadra nordafricana.
L’agenzia che cura gli interessi del giocatore ha emanato questo comunicato: “La Sport Man di Alessio Sundas, procuratore del calciatore tunisino Ferjani Sassi, in questo momento in campo al Mondiale di Russia contro il Belgio e già in gol all’esordio contro l’Inghilterra, ha preso contatti con diversi club italiani offrendo agli stessi le prestazioni del calciatore Ferjani Sassi“.

Mercato Milan, Sassi possibile obiettivo per il centrocampo

Il comunicato continua con i nomi delle squadre interessate, almeno secondo l’agenzia: “Nel dettaglio, l’agente Alessio Sundas ha trattato con Napoli, Juventus, Milan, Lazio, Roma, Torino, Fiorentina, Udinese, Atalanta, Frosinone, Empoli e Bologna. I riscontri sono stati positivi, ma siamo solo all’inizio. Grazie alle spiccate qualità tecniche del giocatore e con l’aiuto di sponsor importanti a supporto, si continuerà a trattare, ma non è escluso che il giocatore possa anche trovare squadra altrove“.
Su Sassi sarebbe infatti grande l’interesse non solo in Italia, ma in tutta Europa: “Diversi importanti club hanno già contattato l’agente Sundas per chiedere informazioni sul giocatore impegnato ora con la propria Nazionale al Mondiale in Russia che non può far altro che aumentare l’interesse delle squadre per il calciatore“.
Nel video alcune giocate del talentuoso centrocampista:
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Serbia-Svizzera 1-2: in gol i due 'kosovari' Xhaka-Shaqiri. E la loro esultanza irrita Belgrado

Shaqiri realizza la rete della vittoria svizzera (reuters)
Mitrovic illude i suoi dopo 5′, nella ripresa la rimonta svizzera completata al 90′ dall’ex interista, il migliore in campo, che fa festa sfidando i serbi con l’aquila albanese in memoria della guerra. Elvetici a un passo dagli ottavi. Ai ragazzi di Petkovic basterà un successo contro la Costa Rica (già eliminata) per passare il turno, Milinkovic e compagni dovranno invece battere il Brasile
KALININGRAD – La Svizzera è ad un passo dagli ottavi di finale. Merito della vittoria, tutta cuore e orgoglio, in rimonta 2-1 sulla Serbia. Ma la vittoria ha uno strascico “politico”, per l’esultanza dei due goleador elvetici, entrambi di origine kosovara, per la quale si è irritata Belgrado, che contesta anche l’arbitraggio ritenuto scorretto del tedesco Felix Brych.
A passare in vantaggio, dopo appena 5′, la nazionale di Krstajic grazie a Mitrovic, nella ripresa le reti di Xhaka e Shaqiri a ribaltare tutto. Agli elvetici basterà ora superare la Costa Rica (già eliminata) per accedere agli ottavi. I serbi invece, che recriminano per un rigore abbastanza evidente non concesso a Mitrovic alla metà del secondo tempo sull’1-1, non hanno alternative: devono compiere un’impresa e battere il Brasile.
LA “RIVINCITA” DEI KOSOVARI – Un duro colpo per i serbi, sui quali per un curioso incastro del destino, hanno messo la firma due dei giocatori che più degli altri avevano stimoli per accanirsi contro i rivali. Xhaka e Shaqiri, infatti (come pure Behrami), sono nati nel Kosovo e poi fuggiti con le loro famiglie in Svizzera ai tempi della guerra nella ex Jugoslavia e delle persecuzioni serbe contro l’etnia albanese. E dopo i gol i due giocatori hanno esultato mimando l’aquila, simbolo proprio dell’Albania. “La mia esultanza dopo il gol al 90′? Preferirei non parlarne, diciamo che ero molto emozionato dopo aver segnato” ha glissato Shaqiri a fine gara. E l’allenatore Petkovic ha provato ad archiviare la questione: “E’ chiaro che nel momento del gol un calciatore sente emozioni particolari. Però credo che tutti noi dobbiamo lasciare fuori la politica dal calcio”. Ma il capitano svizzero Stefan Lichsteiner, ai microfoni di Mediaset, è più esplicito: “C’è stata una guerra durissima per molti genitori dei nostri giocatori, c’erano pressioni e provocazioni, quindi per me Xhaka e Shaqiri hanno fatto bene”.

Italia-Arabia Saudita 2-1: a segno Balotelli e Belotti, Mancini sorride

Buona la prima per l’Italia della rinascita, guidata dal nuovo commissario tecnico Roberto Mancini. Gli Azzurri a San Gallo sono riusciti a superare l’Arabia Saudita per 2-1, con qualche patema nel finale ma anche tante buone indicazioni. A partire dal gol di Balotelli, che ricomincia praticamente da dove aveva concluso la sua avventura azzurra precedente. Ma sono tanti gli spunti per poter guardare al futuro con ottimismo moderato.
Vero che gli avversari di oggi non erano irresistibili. Tuttavia, la Nazionale di Mancini ha saputo mostrare umiltà, rispettando una squadra che, pur con diversi valori, ai Mondiali in Russia ci sarà. E forse proprio da qui bisognerà partire per costruire un nuovo corso, consapevole dei propri limiti e desideroso di superarli con la cultura del lavoro.

La sintesi di Italia-Arabia Saudita: subito Balotelli show

A San Gallo parte l’avventura della nuova Nazionale italiana guidata da Roberto Mancini, la Nazionale della rinascita. I primi minuti contro la modesta formazione dell’Arabia Saudita non sono esaltanti. La squadra azzurra tiene il campo in maniera ordinata ma, forse per la stanchezza dei suoi interpreti, fatica a pungere.
La gara viene però sbloccata al 21′ da una magia dell’uomo più atteso, Mario Balotelli: il centravanti supera un avversario e scarica un potente destro dal limite dell’area, infilando il portiere arabo. La squadra di Mancini si scioglie, inizia a macinare gioco e al 40′ sfiora il raddoppio con Mimmo Criscito che, imbeccato ancora da Balotelli, lascia partire un sinistro potente, colpendo in pieno la traversa.

Belotti raddoppia, poi il black out difensivo

Nella ripresa gli Azzurri continuano a farsi preferire, costruendo più volte potenziali occasioni. Al 58′ Mancini chiama fuori Balotelli per far spazio a Belotti, e il centravanti del Torino lo ringrazia andando in rete al 69′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Tre minuti dopo però arriva anche il primo gol subito dalla Nazionale di Mancini: palla persa sciaguratamente da Zappacosta, al-Dawsari serve al-Shehri che salta Donnarumma in uscita e accorcia le distanze.
Pur con qualche patema di troppo nel finale, gli Azzurri riescono a spuntarla: a San Gallo finisce 2-1, Mancini parte con una vittoria firmata anche da Balotelli, una delle probabili colonne dell’Italia della rinascita.
Nel video le immagini di Balotelli in gol nella sfida dei Mondiali del 2014 contro l’Inghilterra:
 
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