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Sputnik Italia

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Occupazione flash dell’Università Statale di Milano da parte di un collettivo che protesta per il prolungarsi della didattica a distanza e per una università che considerano abbandonata a loro stessa.

Il collettivo studentesco Kasciavìt ha occupato per breve tempo l’Università Statale di Milano in segno di protesta per la didattica a distanza che vede gli universitari sostanzialmente mai entrati in aula in questo anno accademico.

Gli studenti, che sono saliti anche sul tetto della struttura universitaria, con uno striscione si domandano “Cos’è rimasto dell’Università?”.

Gli studenti parlano non solo a nome del loro ateneo ma anche degli altri atenei e fanno notare come la decisione di demandare alle singole Università la gestione della didattica e degli esami, ha “palesato le disuguaglianze economiche tra regione e regione e tra università e università”, scrivono come riportato da AskaNews.

Secondo il collettivo sarebbero migliaia gli studenti universitari che per motivi tecnici non hanno potuto seguire le lezioni a distanza.

​Ma gli studenti lamentano anche la mancanza di organizzazione, tanto che ogni singolo professore si è organizzato in autonomia, costringendo quindi gli studenti a usare molteplici piattaforme per seguire le lezioni, da Skype a Zoom e Teams.

Inoltre fanno notare che il 70% egli studenti universitari italiani sono fuori sede, costringendoli anche ad affrontare problemi di natura economica.

L’impatto del lockdown sugli studenti

Il collettivo fa anche notare come secondo una ricerca dell’Università dell’Aquila risulta che il 68% egli studenti universitari ha riscontrato problemi nel ritmo del sonno, il 67% ha difficoltà di concentrazione e il 59% ha perso energia.