Sri Lanka, otto esplosioni in chiese e hotel: almeno 207 morti, 35 sono stranieri

Gli ordigni sono esplosi durante le celebrazioni di Pasqua, centinaia i feriti. Presi di mira anche gli alberghi frequentati da turisti. Nessuna rivendicazione, il ministro della Difesa: “Individuati i responsabili, sono estremisti religiosi”, sette arrestati. La Farnesina: “In corso verifiche”

COLOMBO – Una serie di sei esplosioni simultanee, più altre due, avvenute circa tre ore dopo, ha sconvolto le celebrazioni pasquali delle comunità cristiane in Sri Lanka alle 9 circa di questa mattina (le 6 in Italia).

I primi sei attacchi si sono verificati in tre hotel di lusso di Colombo e tre chiese, la settima esplosione in un edificio di Dehiwala, in uno dei sobborghi a sud della capitale, dove un attentatore si è fatto esplodere e sono rimasti uccisi tre poliziotti, che erano entrati per fare una perquisizione. L’ottava, che non ha causato vittime al di fuori dell’attentatore, è avvenuta ancora in un quartiere di Colombo, Orugodawatta, e anche questa sarebbe opera di un terrorista suicida braccato dalla polizia.

Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, dopo le ultime due esplosioni ha affermato chetutti i responsabili degli attacchi “sono stati identificati” e verranno arrestati “il prima possibile”. Il ministro ha parlato di atti di “terrorismo” compiuti da estremisti religiosi, ma non ci sono state rivendicazioni da parte di alcun gruppo. Nel pomeriggio, Wijewardene ha comunicato i primi sette arresti di persone sospette e ha specificato che appartengono tutte allo stesso gruppo, senza specificare quale. La polizia ha poi precisato che i fermati sono molti di più e di non poter “dire chi c’è dietro gli attacchi e quali sono le loro intenzioni fino al completamento dell’indagine”.

Pasqua di sangue in Sri Lanka: l’interno della chiesa di Sant’Antonio poco dopo l’esplosione

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Il bilancio delle vittime è in continuo aggiornamento, al momento la polizia parla di 207 morti e 450 feriti. Dal ministero degli Esteri italiani confermano che “L’unità di crisi della Farnesina e l’ambasciata italiana a Colombo sono al lavoro per effettuare verifiche sugli attacchi in Sri Lanka”. In un tweet la Farnesina ha anche messo a disposizione un numero per segnalazioni: 0039 06 36225.

Una delle chiese colpite dall’esplosione è Sant’Antonio a Colombo. Le altre due sono San Sebastiano a Negombo, a circa 30 chilometri dalla capitale e una chiesa a Batticaloa, a 250 chilometri a est della capitale. Sono stati sicuramente colpiti anche lo Shangri-La Hotel, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand a Colombo, dove l’esplosione ha devastato il ristorante al piano terra. Per ora, fonti ufficiali hanno parlato di 35 stranieri deceduti e tra questi fonti ospedaliere di Colombo parlano di cittadini americani, britannici e olandesi, alcuni dei quali “feriti in condizioni critiche”. Sono state confermate le morti di un cittadino cinese, di uno olandese e di un portoghese.

Pasqua di sangue in Sri Lanka: bombe in chiese e hotel. “Una strage”

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Il ministro della Difesa Ruwan Wijewardene in tarda mattinata (il pomeriggio in Sri Lanka) ha affermato: “Prenderemo tutte le misure necessarie contro qualsiasi gruppo terroristico che operi nel nostro Paese. Non permetteremo in alcun modo a questi gruppi estremistici di operare e di fare quello che hanno fatto. Prenderemo tutte le azioni necessarie, daremo la caccia a qualsiasi estremismo religioso”. Inoltre, confermando che la polizia e l’esercito “stanno indagando”,  il responsabile della Difesa di Colombo ha ribadito: “Riteniamo che tutti i colpevoli che sono stati coinvolti in questo terribile atto terroristico saranno presi in custodia al più presto possibile. Sono stati identificati”. Il ministro della Difesa ha imposto il coprifuoco dalle 18 di sera alle 6 del mattino in tutto il Paese e a tempo indeterminato


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