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Mancano poco più di due settimane dalla ripresa dell’anno scolastico e, a Melfi, cresce la preoccupazione per le condizioni di (in)sicurezza in cui versano alcuni edifici.

Era il 12 luglio quando, in consiglio comunale, ho sollevato la questione relativa all’elevata presenza di radon registrata all’interno della scuola dell’infanzia Chiuchiari.

Il radon è un gas naturale radioattivo incolore, insapore e invisibile, la cui prolungata esposizione può provocare grave nocumento all’apparato respiratorio, fino a determinare la formazione di tumori ai polmoni.

E’ stata l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata (ARPAB) ad accertare, già nel 2021, un’elevata concentrazione di radon all’interno di un edificio frequentato quotidianamente, e per diverse ore al giorno, da bambine, bambini, personale docente e scolastico. In seguito a un primo sopralluogo da parte dei suoi funzionari, ARPAB ha collocato all’interno della struttura alcuni dosimetri per misurare la concentrazione media annuale di attività del radon. L’anno successivo, 2021/22, bambini, docenti e collaboratori scolastici sono tornati a scuola, osservando quale unica elementare precauzione quella di mantenere le finestre aperte. All’auspicio che simile, sofisticata, misura di prevenzione funzionasse, si è aggiunto il disagio di esporre i piccoli studenti ai rigori invernali, dunque all’alto rischio di raffreddore e febbre. Il tutto in piena applicazione del protocollo anti-covid che, neanche a dirlo, prevedeva la quarantena del bambino al primo starnuto!

In queste condizioni e ignorando il grado di esposizione al rischio, i bambini e i loro insegnanti hanno portato a termine l’anno scolastico, senza che le istituzioni, pur ampiamente avvertite, allertate e consapevoli, intervenissero per mettere immediatamente in sicurezza la scuola, bonificandola o mitigando la presenza di radon, così come, tra l’altro, prescritto dalle raccomandazioni della commissione europea. 

Certo, da un paese che ambisce a definirsi civile, ci si aspetta una attenzione alla scuola primaria, prioritaria, incondizionata. Le scuole sono il nostro più fertile bene comune, le nostre cattedrali laiche, il più importante testamento in vita per il futuro delle nostre comunità. E su di esse non si può né lucrare né lesinare. Eppure, pare che tutti sapessero: dal vecchio al nuovo sindaco. Come si può temporeggiare sapendo che decine di bambini, con le loro famiglie, e di professionisti vivono in luoghi potenzialmente insalubri, quando non dannosi?

Eppure è accaduto. Il sindaco Maglione, che sin dalla campagna elettorale pare essere stato messo al corrente dei fatti, il 12 luglio ha pubblicamente assunto l’impegno di intervenire sul plesso e di mettere in sicurezza la scuola.

Ora, al declinare di agosto, ho protocollato formale interrogazione per sapere quali siano i dati raccolti da ARPAB durante il suo monitoraggio; quali le misure intraprese per bonificare la struttura scolastica, nonché i tempi di riapertura e messa in sicurezza del plesso Chiuchiari.

Infine, poiché in quell’area insistono numerose abitazioni potenzialmente esposte al medesimo rischio, ho chiesto se l’amministrazione intendesse procedere alla verifica dell’eventuale presenza di radon anche presso quegli edifici, al fine di tutelare le famiglie ivi  residenti.

Su scuola, salute e ambiente non si può e non si deve fare propaganda. Pertanto, aspettiamo, fiduciosi, una positiva e reattiva risposta da parte del sindaco.