Il post del titolare del Viminale “da ministro e da papà”: nessun approdo per LIfeline e Seefuchs, “l’Italia non vuole essere più complice”. La Aquarius verso la Spagna, arrivo previsto domenica mattina. Stanotte la Lifeline ha soccorso 118 naufraghi, trasferiti su un mercantile

Mentre la nave Aquarius della ong Sos Mediterranée prosegue la sua rotta verso la Spagna, dove dovrebbe approdare domattina – e Valencia si prepara ad accoglierla con il suo carico di 629 migranti salvati nei giorni scorsi, alcuni ancora a bordo, altri 500 trasbordati su navi italiane – il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna ad alzare il tiro contro i battelli delle ong. Che d’ora in poi, ribadisce su Facebook, “dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi”, proprio come la Aquarius rimasta bloccata al largo di Malta finché la Spagna non ha aperto i suoi porti. Questo perché, spiega il leader leghista, “l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina”.
“Buona giornata amici”, si apre così il post del vicepremier. “Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto domani mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell’Olanda (Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti”.
Continua il titolare del Viminale: “Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi. Da ministro e da papà, lo faccio per il bene di tutti”.

Intanto la Aquarius, al settimo giorno di navigazione, ha raggiunto, almeno simbolicamente, la Spagna: è in acque internazionali tra Minorca e Maiorca. “Il mare è finalmente calmo – racconta da bordo Alessandro Porro, il volontario di Sos Mediterranée – e le persone si stanno risvegliando. Una nave militare spagnola ci dà idealmente il benvenuto in Spagna”.

Aquarius, Valencia città aperta: così attende l’arrivo dei migranti

Il convoglio composto dall’Aquarius e dalle due navi militari italiane – la Dattilo della Guardia costiera e la Orione della Marina  – arriverà a Valencia nelle prime ore di domenica, ma l’ingresso nel porto sarà scaglionato. “In questi giorni – aggiunge Porro – abbiamo navigato accanto a Sicilia, Sardegna, Corsica e ora le Isole Baleari. E ogni volta le persone a bordo ci hanno chiesto sempre la stessa cosa: è questa la nostra terra?”.
Una delle due navi umanitarie “avvertite” da Salvini stanotte si è ritrovata davanti un gommone con 118 persone a bordo, tra cui 14 donne e un bimbo piccolo. Da qualche giorno le navi umanitarie che stazionano in zona Sar, la Sea Watch e ora la Lifeline, non sono state più coinvolte nelle operazioni di soccorso dall’Imrcc di Roma. Venerdi gli ultimi 550 salvati sono stati presi a bordo tutti da mezzi militari italiani, che ora li stanno trasportando verso porti italiani insieme ai 41 soccorsi cinque giorni fa dalla nave americana Trenton, che oggi saranno trasferiti su una motovedetta della guardia costiera.
È come se l’indicazione fosse quella di non ricorrere, per quanto possibile, alle navi umanitarie vista l’intenzione del governo di negare i porti. E così la notte scorsa, quando i volontari della Ong tedesca battente bandiera olandese Lifeline si sono ritrovati nei pressi del gommone con i 118 a bordo, hanno distribuito giubbotti di salvataggio, poi – con il loro gommone – hanno trasferito i migranti su un mercantile che incrociava lì vicino, il Viking Amber. Ora i migranti sono sulla nave commerciale in attesa di istruzioni.