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TECNOLOGIA

Saldi online, i consigli di Google per comprare senza incappare in frodi

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05 Luglio 2019In alcune regioni sono già partiti, ma nella maggior parte d’Italia il giorno clou sarà sabato 6 luglio: parliamo dei saldi estivi. Quel periodo in cui i negozi di abbigliamento vendono, a prezzo scontato, gli articoli di fine stagione (anche se nel corso degli anni questo periodo è stato progressivamente anticipato fino ad arrivare alla piena stagione). Ma le vendite a prezzi scontati non si faranno solo nei negozi: molte aziende ed esercenti le applicano anche online sui propri siti ufficiali. E non si può dire che passino inosservati: secondo i dati di Google Trends in alcune regioni (soprattutto Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise e Piemonte) le ricerche sui saldi estivi sono già iniziate da marzo. 

E se è vero che i clienti dei negozi fisici devono fare attenzione a evitare raggiri, chi acquista online non dev’essere da meno. Anzi: proprio perché si acquista un articolo che non si può vedere in prima persona né toccare con mano, l’attenzione dev’essere doppia. Proprio Google ha fornito alcuni consigli per fare affari in tutta sicurezza. 

Occhio al lucchetto

Uno dei più grandi incubi di chi fa shopping online è quello di ritrovarsi con la carta di credito clonata e il conto svuotato da perfetti sconosciuti magari dall’altra parte del mondo. Gli strumenti per evitare questo scenario sono ormai diversi. Il primo: acquistare solo su piattaforme sicure. Chi si riconoscono dall'”https all’inizio della Url (anziché “http”) e l’icona di un lucchetto chiuso: significa che quel sito garantisce la protezione dei dati inseriti.


L’allarme rosso

Chi si avventura in siti poco sicuri, comunque, può contare su una rete di salvataggio. E’ quella di Safe Browsing, che fa apparire una schermata rossa non appena si tenta di accedere a un sito che potrebbe rubare le nostre informazioni personali o installarci software spia. A quel punto possiamo, cautamente, uscirne e cercare quel paio di scarpe che tanto ci piacciono su altri lidi. Ogni giorno Safe Browsing scopre migliaia di siti pericolosi.

Le offerte super-convenienti esistono, certo, ma nessun venditore è così pazzo da vendere un capo da 300 euro a 30. Per questo è sempre meglio aprire bene gli occhi, fare qualche ricerca in più sul venditore che sta proponendo un prezzo così basso, consultare le sezioni “chi siamo” e “contatti” per capire con chi state avendo a che fare. Se non sono presenti numeri di telefono o vengono fornite indicazioni vaghe, meglio lasciar perdere. Altrimenti, vale comunque la pena fare qualche domanda in più sulle condizioni della merce: in alcuni casi si tratta di articoli usati, ma il venditore “dimentica” di specificarlo.


Come paghi?

Un altro indicatore di scarsa serietà è la modalità di pagamento. Se il negozio online ci propone strade come il bonifico o la ricarica su carta prepagata (quasi sempre Poste Pay) significa che ci troviamo, nel migliore dei casi, di fronte a un dilettante. Che difficilmente potrà garantirci il reso del prodotto se non conforme o non funzionante.


Niente numeretti, niente codici

In ogni caso, anche se il venditore consente il pagamento con carta di credito, la tecnologia ci consente di fare una transazione di questo tipo senza digitare il numero della carta né il codice di sicurezza. Google Pay e Paypal sono dei portafogli digitali associati a una carta “fisica”, i cui dati vengono introdotti online una volta per sempre (o almeno, fin quando la carta non scade).


Troppa curiosità

Se stiamo per acquistare su un sito mai visitato prima, è probabile che ci venga chiesta una registrazione. In questo caso è bene ricordare che possono essere chieste solo le informazioni strettamente necessarie per l’acquisto di un prodotto o di un servizio. Dati del conto bancario o password sono tipiche richieste da respingere, perché potrebbero nascondere un tentativo di phishing, cioè di carpire dati personali per accedere al denaro della vittima. Le trappole partono spesso da email o messaggi whatsapp: è un fenomeno molto comune: i truffatori imitano i siti di marchi super-famosi per convincere i loro clienti a fornire tutti i dati di cui hanno bisogno. E’ già successo con Poste Italiane, Enel, diversi istituti bancariInps e Ikea solo per fare alcuni esempi.

Non solo: quando si crea un nuovo account bisogna anche scegliere una password sicura. Google segnala una nuova estensione disponibile sul proprio browser Chrome, Password CheckUp, che confronta la password che stiamo scegliere con un database di account e parole chiave già violati in passato avvisando in caso di rischi.


Solo pc privati

Anche se navigate su un sito sicuro, certificato e serio, non acquistate se state usando un pc che non sia sotto il vostro controllo. Niente pc aziendali, dell’università o, peggio, postazioni pubbliche. Se proprio non potete evitarlo, fate sempre “log out” dai vostri account e navigate con la modalità in incognito. E, alla fine, chiudete la finestra del browser.

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