Roma, “Vieni, ti faccio fare un film”: arrestato 69 enne per violenza sessuale su cinque ragazze

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L’uomo, Pino Flamini, che si faceva chiamare “Maestro” prometteva di farle lavorare in una sua produzione cinematografica, le ingannava dicendo che dovevano provare una scena di stupro. Tre delle giovani erano minorenni. Denunciato da due suoi collaboratori

di GIUSEPPE SCARPA

Diceva di essere un regista famoso e prometteva di farle lavorare in un film che mai sarebbe stato realizzato: i carabinieri hanno arrestato Pino Flamini, un 69enne romano, sedicente “regista” e produttore cinematografico, ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque ragazze, di cui tre minorenni all’epoca dei fatti. Ora l’uomo è ai domiciliari.

Il provvedimento trae origine dall’indagine, condotta dai carabinieri di Roma San Pietro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – gruppo reati contro le vittime vulnerabili – presso il Tribunale di Roma, diretto dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, scaturita a seguito della denuncia di due collaboratori dell’indagato.

L’inchiesta, che andava avanti da qualche tempo, ha consentito di accertare la responsabilità dell’indagato quale autore di ripetute violenze nei confronti di aspiranti attrici, costringendole a subire atti sessuali, nel periodo ricompreso tra il 2011 ed il 2018, durante lo svolgimento di provini cinematografici per la produzione di un ipotetico film, mai realizzato, all’interno del piano seminterrato degli studi di una “Accademia” di cui è presidente, in zona Aurelia.

Grazie alle testimonianze delle vittime e alla visione del materiale informatico sequestrato, recuperando anche file cancellati dalla memoria dell’hard disk, è stato possibile ricostruire un ampio e strutturato quadro del “Maestro”, così si faceva chiamare e si presentava come un affermato regista.

Nei video visionati dagli inquirenti si vede la telecamera puntata sulle ragazze. Nella stanza c’è il produttore cinematografico e l’aspirante, giovanissima, attrice. Solo loro, nessun altro. Una decina di video così. Sono tutti simili i provini. Dopo qualche domanda si alza dalla sedia e si dirige con passo sicuro verso la ragazza. Cerca di spogliarla e di convincerla ad avere un rapporto. Nel frattempo la sommerge di complimenti. Le ingannava dicendo che dovevano provare una scena di stupro.

Il produttore adescava le ragazze per mezzo di una inserzione: Giovanissime (aspiranti) attrici per delle parti in film o spot pubblicitari da trasmettere anche in Rai, ma non solo. È richiesta una ” bellissima presenza” e un’età compresa tra 18 e i 22 anni. Come spesso accade in questi casi l’annuncio è categorico, perché se non si rispettano quei requisiti, giovane età e bellezza, ” le candidature verranno cestinate ” , si leggeva nelle inserzioni. Tuttavia, emergerà dall’indagine, c’è un’eccezione, dal momento che non verranno scartate le minorenni. Vittime dell’uomo sarebbero anche delle 17enni.

All’annuncio, come spesso capita, avevano risposto in tantissime. Una prima selezione, sulla base dei curriculum, e poi la convocazione. Le ragazze, emerge dalla denuncia, si ritrovavano da sole di fronte all’uomo. Una sorta di ultimo gradino prima di essere definitivamente selezionate. Accanto alla telecamera c’è lui, il maestro. “Prego accomodati “, diceva a tutte. Le faceva sedere su un divano e poi iniziava l’abuso.

fonte: repubblica.it

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