Siamo, ormai da mesi, in piena emergenza sanitaria e per far fronte a questi eventi dobbiamo far tesoro delle esperienze trascorse e trovare possibili soluzioni che possano aiutarci a vincere questa battaglia. A Roma, esiste un intero patrimonio regionale completamente abbandonato che potrebbe contribuire al raggiungimento di questi obiettivi: in questo caso, parliamo di posti letto, terapie intensive e, allo stesso tempo, attivarci anche in termini di prevenzione. 

L’ospedale Forlanini è a mio avviso una struttura da recuperare nel suo complesso e oggi la sua riapertura potrebbe inoltre alleggerire la pressione sui posti letto Covid che, spesso, vengono ricercati in hotel o b&b.

Credo anche che sia ormai noto il mio impegno per la sua riapertura: ho presentato numerosi atti regionali tra interrogazioni, mozioni e ordini del giorno, senza contare gli innumerevoli solleciti nel tentativo di recuperare una struttura totalmente abbandonata nel degrado e per la quale vengono spese risorse sia per la sua gestione che sicurezza; ma si tratterebbe di un vero e proprio impegno nel ricostruire la sanità pubblica laziale, con l’esperienza del Covid-19 come lezione da cui trarre purtroppo un insegnamento.

Elaborare un nuovo progetto di recupero e riqualificazione delle strutture facenti parte dell’ex ospedale Carlo Forlanini per destinarle ad attività di natura socio- sanitaria, nelle more della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, vuol dire ridare ai cittadini un servizio pubblico e nuova vita agli edifici attualmente dismessi, soggetti inoltre a numerosi episodi di criminalità.

E’ opportuno quindi un piano di rilancio e salvaguardia che troverà senz’altro il sostegno delle decine di migliaia di cittadini che hanno già firmato una petizione online promossa dal professor Massimo Martelli, che proprio lì ha dedicato la propria vita professionale, salvando di vite umane. Una soluzione che metterebbe finalmente fine, una volta per tutte, a soluzioni spot che non fanno di certo bene al nostro territorio e, allo stesso tempo, dare un segnale forte di investimento nella sanità pubblica, soprattutto dopo la lunga stagione di tagli che ha vissuto la Regione Lazio!

In particolare, si tratta di una decisione che non può essere discussa in una riunione a porte chiuse tra gli amici del Pd ma dovrebbe essere tema di confronto in Aula tra tutte le parti politiche che vogliono dare un contributo attivo.

Ho visto negli ultimi tempi dei cortocircuiti all’interno del Movimento 5 Stelle che sono costati cari a loro in termini di credibilità: da una parte la sindaca Raggi che si recava in sopralluogo all’interno della struttura dichiarandosi favorevole alla sua riapertura e, dall’altra, lo stesso Movimento in Regione Lazio che votava, solo pochi giorni prima, contro la mia mozione che ne chiedeva la riapertura. Senza contare il dietrofront della stessa sindaca che nel 2016 in Campidoglio, quando la campagna elettorale per il bis era ben lontana, venne bocciata dal Pd con l’astensione dei cinque stelle un’altra mozione che richiedeva un tavolo di confronto con la Regione per la riapertura del Forlanini. Di questo passo, sarà difficile per la sindaca e l’intero movimento dimostrare unità e credibilità su un tema così delicato.

Ma non è finita qui.

Siamo infatti in attesa di una risposta ad un’altra interrogazione che ho presentato recentemente al presidente Zingaretti e all’Assessore alla Salute D’Amato per conoscere il dettaglio analitico del progetto denominato ‘Riqualificazione dell’ex ospedale Forlanini: sede Agenzia europea per la ricerca biomedica’ comprendente l’elenco delle spese da sostenere per un importo complessivo di 300 milioni di euro ricavati, da quanto dichiarato dalla stessa maggioranza, dalle risorse del recovery fund. Una cifra che potrebbe essere però investita per risollevare la struttura o senz’altro gran parte di essa, alleggerendo così la pressione sugli ospedali laziali.

Fortunatamente, nelle ultime ore si inizia ad intravedere qualche spiraglio di luce solo grazie ad un ordine del giorno che ho presentato nell’ultimo consiglio regionale e approvato dalla maggioranza, in cui impegnava la Giunta in tal senso.

Un piccolo passo atteso da tempo ma che non può rimanere un caso isolato.

Il Forlanini è un patrimonio, oltre che regionale, anche cittadino: sono entrata in quel luogo molte volte ormai per poter dire qui oggi, con estrema sicurezza, che esistono padiglioni, intere aree, che possono essere recuperate con tempi molto più ristretti rispetto alla ricerca di posti letto che la Regione Lazio ha compiuto da marzo fino ad oggi: nella vita esistono delle priorità e nel 2021 con decine e decine di morti al giorno nella nostra regione a causa del Covid e migliaia da inizio pandemia, l’unica che conosco è quella di salvare più vite umane possibili e l’ospedale Forlanini, in questo, è una risorsa ed un investimento da cui sia Roma che la Regione intera possono trarre beneficio oggi e nei giorni futuri.

Una misura di buonsenso e di valorizzazione del nostro patrimonio.