Lo spreco alimentare è un problema globale che ha conseguenze sociali, ambientali ed economiche devastanti. Secondo la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, un terzo di tutti gli alimenti prodotti nel mondo viene sprecato, il che ha un impatto negativo sia sulla sicurezza alimentare, che sulle risorse naturali e sul Pianeta. 

Negli ultimi anni, però, la tecnologia è diventata una preziosa alleata per contrastare ogni forma di spreco alimentare, ad esempio anche grazie alla realizzazione di alcune app e piattaforme innovative. Sempre con questo obiettivo l’Osservatorio su cibo e sostenibilità Waste Watcher International ha sviluppato Sprecometro, un’applicazione che tiene traccia della quantità di generi alimentari che buttiamo in casa e a migliorare le nostre abitudini.

Abbiamo scaricato e testato questa applicazione, per capire come funziona e perché può essere un valido aiuto per spingerci a cambiare i nostri stili di vita.

Specometro: la nuova app anti-spreco dell’Osservatorio Internazionale Waste Watcher

Sviluppata dall’Osservatorio Waste Watcher International, in collaborazione con l’Università di Bologna e l’impresa spin-off Last Minute Market, l’app ha visto la direzione scientifica di Andrea Segrè. È stata presentata ufficialmente in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare dello scorso 5 febbraio, e può già essere scaricata gratuitamente dagli store online. 

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Il rapporto Il caso Italia 2023 del Waste Watcher International Observatory on food and sustainability riporta che lo spreco alimentare pro capite nelle case italiane nel 2022 ammontava a 75 grammi al giorno – dato in diminuzione (-12%) rispetto all’anno precedente. La percentuale, però, è comunque molto alta: lo spreco alimentare in Italia nel 2022, infatti, ha un valore di 6,48 miliardi di euro, che sale a 9 miliardi se si considera tutta la filiera.

È chiaro, quindi, quanto iniziative come questa applicazione siano un prezioso strumento quotidiano per uno stile di vita più sostenibile, e consentano agli utenti di valutare i propri progressi in tal senso. Inoltre, l’app aiuta a raggiungere gli obiettivi di riduzione in linea con l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare con l’obiettivo 12.3 di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030.

Come funziona l’app Sprecometro

L’applicazione è molto semplice e intuitiva. Una volta scaricata, gli utenti devono registrarsi e aprire un account, rispondendo a un rapido questionario iniziale che ha l’obiettivo di targettizzare chi la usa in uno dei quattro profili – Sprecone, Disattento, Attento, Parsimonioso – a seconda delle abitudini di consumo e della spesa alimentare, oltre che dalle quantità in grammi di cibo gettato via, per 23 categorie di alimenti (carne rossa, carne bianca, frutta fresca, verdure, pane).

Ma non solo, perché per dare una misura concreta dell’impatto, l’app valuta anche la perdita economica (in euro), l’impronta carbonica (in CO2, paragonandola ai chilometri percorsi da un’auto) e l’impronta idrica (in H20, comparandola al numero di bottiglie d’acqua da 0.5 l).

Sprecometro serve dunque, prima di tutto, a quantificare – e dunque a prevenire – lo spreco di cibo. L’aspetto interessante è che lo valuta sia a livello individuale che di gruppo, inserendo come utenti i membri della famiglia, gli amici o i colleghi. Attraverso il Diario dello Spreco, incluso nell’app, è possibile monitorare giorno dopo giorno il proprio comportamento e apportare modifiche per ridurre il consumo di alimenti superflui.

Grazie a video, schede di lettura e quiz, inoltre, l’app attribuisce punteggi per ogni variazione in diminuzione dello spreco individuale. In questo modo, gli utenti possono confrontarsi con altri utenti e calcolare i dati aggregati di impatto economico e ambientale per valutare i progressi dei singoli, dei gruppi e di tutti gli iscritti. Non solo: attraverso il canale Instagram associato, esiste la possibilità di condividere i propri risultati e i progressi raggiunti.

Sprecometro, quindi, può aiutare concretamente a indirizzare le nostre scelte individuali verso comportamenti e diete più consapevoli e sostenibili. Conoscevate questa applicazione? La utilizzereste per migliorare il vostro stile di vita? 


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Copywriter e Social Media Manager, se la cava meglio con le parole che con mestoli e padelle. Abruzzese DOC, in cucina si divide tra la tradizione della sua regione e quella della Puglia garganica, che è un po’ una seconda casa. Sulla sua tavola non possono mai mancare un buon bicchiere di Montepulciano e un liquore di genziana, perfetto dopo una scorpacciata di arrosticini!