Pescara, giovane madre muore in ospedale

PESCARA . Era entrata in ospedale lunedì con i sintomi di una gastroenterite. Ma ieri notte, inspiegabilmente, è morta nel sonno. Gelsomina Collevecchio aveva 34 anni, un marito, una figlia di appena 18 mesi, genitori, un fratello e amici che le volevano bene, e tanta voglia di vivere.
Ora i suoi cari si chiedono perché sia successo tutto questo, e soprattutto, se si poteva evitare. La giovane donna è stata trovata morta ieri mattina nel suo letto del reparto di medicina, dove era stata ricoverata in seguito all’improvviso malore che aveva accusato nei giorni precedenti.
Gelsomina, originaria di Spoltore, dopo il matrimonio si era trasferita a Montesilvano. A Spoltore aveva tanti amici ed era molto conosciuta per le sue attività nel coro della parrocchia, e anche perché apparteneva a una famiglia di imprenditori che da anni gestisce un’importante macelleria nel centro del borgo.
Giunta in pronto soccorso in preda a una crisi gastroenterica acuta, al triage le avevano assegnato un codice verde. Dopo la solita attesa riservata ai casi che non sono ritenuti urgenti, come può essere appunto un codice verde, la ragazza era stata ricoverata nel reparto di medicina, dove le sue condizioni non erano apparse particolarmente preoccupanti. Martedì il marito si era recato a farle visita, e a detta degli amici, nulla lasciava presagire la tragedia che si sarebbe consumata di lì a poche ore, quando, durante la notte, Gelsomina si è addormentata per non svegliarsi più.
A trovarla priva di vita nel suo letto, ieri mattina, sono stati gli infermieri del reparto nel corso del primo giro per la somministrazione della terapia.
Gelsomina se n’era andata in silenzio, senza che alcuno si accorgesse di niente. Di fronte alla morte improvvisa di una giovane donna, sono stati gli stessi responsabili del reparto a richiedere l’esame autoptico, per capire le cause di quel decesso inspiegabile.
Nel frattempo, però, anche il marito della giovane donna, devastato dal dolore, si era recato alle autorità perché si facesse luce su quella morte improvvisa, presentando una denuncia alla Procura della Repubblica.
Il pm Anna Benigni ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto per poter procedere a tutti gli accertamenti peritali necessari e al sequestro della cartella clinica, già effettuato.
Il pm ha anche disposto l’autopsia per capire come si possa morire così, a 34 anni.
«Non posso dire nulla», ha detto il primario del reparto, il dottor Paolo Di Berardino, «perché c’è stato il sequestro della cartella clinica e sono in corso delle indagini».
La salma ora si trova all’obitorio, in attesa dell’esame autoptico, prima di poter essere riconsegnata ai familiari distrutti dal dolore, perché possano provvedere alle esequie. (a.bag.)
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