Quello che è successo lo conosciamo tutti, forse anche troppo bene.

Se n’è discusso, parlato e riparlato ma rimane sempre l’alone di mistero: perché il senatore Matteo Renzi ha staccato la spina al Governo Conte Bis, facendo dimettere i ministri di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Oscar Scalfarotto?

La lettura, in questo caso, non può che essere di natura internazionale: gli assetti geopolitici si stanno modificando sotto ai nostri piedi, come le placche tettoniche.

Non capire la situazione è più che naturale, poiché l’Italia è in una bolla politica di cui abbiamo una consapevolezza estremamente viziata, intermediata dai media tradizionali (che spesso trattano l’argomento Esteri con diffuso scettiscismo).

Lo sguardo di Renzi è molto più ampio di quel che si può pensare: alcune dichiarazioni che possiamo pensare folli, nel’ottica globale, europea e atlantista non lo sono affatto.

A partire da quello che è diventato il meme per eccellenza, “first reaction, shock” in diretta della BBC sull’occupazione di Capitol Hill; o ancora “dall’Arabia Saudita parte il nuovo Rinascimento” dal leader di Italia Viva, che solo a sentirlo viene sul volto un sorriso amaro.

Ma perché Renzi si sta giocando tutto il cachet sugli Esteri, in questo modo così bislacco ma efficace al livello comunicativo?

Semplice. Con Joe Biden, presidente degli Stati Uniti d’America, il senatore Matteo Renzi vuole diventare Segretario Generale della NATO.

Una vecchia promessa, fatta in precedenza dal successore Barack Obama e mai resa concreta. Che ora rischia di diventare realtà.

È, infatti, da ipotizzare che la mossa del cavallo di Renzi, dopo aver fatto scacco all’ex Premier Giuseppe Conte, sia stata solo per alzare l’hype internazionale sulla sua figura e ricollocarlo in un ruolo cardine per il paese nel contesto geopolitico.

E – dura verità che nessuno vuol sentire – c’è riuscito. Anche con un partito, come Italia Viva, al 3%. Quindi, quasi fuori dalla soglia di sbarramento.

Mentre sembra di vedere la trama di House of Card versione italiana, l’Italia è sempre più sull’orlo del baratro. E forse, a Renzi e adepti, non è che importi così tanto.