Attentato Barcellona, 3 italiani tra i 14 morti. Un terrorista in fuga: “Forse in Francia”. Nel covo 106 bombole di butano

Attentato Barcellona, 3 italiani tra i 14 morti. Un terrorista in fuga: “Forse in Francia”. Nel covo 106 bombole di butano

MONDO
La terza connazionale vittima dell’attentato è Carmen Lopardo, 80 anni. Mentre la polizia catalana è alla ricerca dell’ultimo terrorista in fuga, Younes Abouyaaqoub, sospettato di essere l’autista del van lanciato a tutta velocità sulla Rambla, è scontro tra le autorità spagnole e quelle catalane. “Cellula smantellata”, dice Madrid. Ma dalla Catalogna smentiscono. Intanto, nella base logistica di Alcanar, sono state trovate 106 bombolette di butano che sarebbero servite per imbottire 3 furgoni-bomba. El Confidencial: “Volevamo distruggere la Sagrada Familia”. Rinvenuto anche un secondo cadavere: forse è di Abdel Baki Essati, imam di Ripoll

C’è ancora un terrorista in fuga e la polizia sospetta che sia l’autore materiale della strage sulla Rambla di Barcellona. Ma proprio sulle indagini è scontro tra il governo spagnolo e le autorità catalane: Madrid e le istituzioni catalane sono in totale disaccordo sullo smantellamento o meno della cellula jihadista. Che conta ancora un ricercato: si chiama Younes Abouyaaqoub, ha 22 anni ed è di origine marocchina. È l’unico sopravvissuto del commando che giovedì si è reso protagonista di due attacchi, uno nella capitale della Catalogna con 13 morti (oltre 120 i feriti, 15 in condizioni critiche) e l’altro sul lungomare di Cambrils dove c’è stata una vittima. Sette, invece, sono i terroristi morti e 4 si trovano in stato di arresto.

Madrid: “Cellula smantellata”
Motivo per il quale il ministro dell’Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido, al termine di una riunione di emergenza, ha affermato che la cellula “è stata totalmente smantellata”. Zoido ha spiegato: “Possiamo dire che la cellula è stata totalmente disattivata in considerazione delle persone morte, delle persone arrestate e delle identificazioni da parte della polizia”. Ma prima i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, e poi lo stesso ministro dell’Interno della Catalogna hanno smentito le sue parole.

Dalla Catalogna negano
“Noi non possiamo né confermare né smentire il governo – è stata la risposta del portavoce dei Mossos Albert Oliva – I Mossos guidano queste indagini, in coordinamento con la polizia nazionale e la Guardia civile. Vi informeremo quando considereremo che la cellula è stata smantellata”. Poco dopo è intervenuto anche il ministro dell’Interno del governo catalano Joaquim Forn: “Non voglio contraddire il ministro Zoido – ha detto – ma questa indagine è affidata ai Mossos d’Esquadra. Ciò che è avvenuto a Cambrils ci rassicura sul fatto che sia stato assestato un colpo importante alla cellula. Però  in questo momento non si può dire che sia stata totalmente smantellata”. Le parole di fuoco arrivate da Barcellona hanno provocato la reazione di Madrid: il ministero dell’Interno, citato da Europa press, ha ribadito che la cellula “come gruppo organizzato non esiste più”. La diversità di vedute tra le autorità centrali e quelle catalane – tra l’altro a meno di due mesi dal referendum sull’indipendenza – alimenta i dubbi sul coordinamento nelle indagini e lo scambio di informazioni prima e dopo la strage alla ricerca dei terroristi.

“Forse è in Francia”
Così, nel frattempo, Abouyaaqoub – che i Mossos d’Esquadra credono essere l’autista del furgone lanciato sulla Rambla – resta in fuga, forse verso la Francia, riferisce l’Ansariportando le dichiarazioni della polizia al Telegraph. Nella notte sono stati fermati e perquisiti due bus nella zona di Girona, sui quali si pensava potesse trovarsi il giovane marocchino. Ma le ricerche del presunto autista del furgone sono state senza esito e, a quanto pare, l’auto su cui sarebbe stato segnalato il fuggitivo – una Renault Kangoo bianco – è stata ritrovata due giorni fa senza nessuno a bordo. Il Kangoo, noleggiato giovedì 17 a Parets del Villes, è poi stato localizzato lungo l’autostrada all’altezza di Baix Camp, vicino a Cambrils. All’interno c’era il contratto di noleggio firmato da uno dei terroristi e una carta di credito intestata a Said Aalla, altro membro del cellula. Della segnalazione del veicolo da parte degli spagnoli ai francesi si era invece saputo nella giornata di venerdì.

Gli altri sospetti uccisi o detenuti
Abauaaqoub potrebbe essere insieme ad altri due sospetti terroristi e si teme che i tre possano lanciare ulteriori attacchi in luoghi frequentati dai turisti. Gli altri 3 terroristi ricercati per la strage, tra cui Moussa Oukabir, 17 anni, sono invece stati uccisi dai Mossos d’Esquadra con un altri due jihadisti nella sparatoria vicino Tarragona avvenuta tra giovedì e venerdì. Dei dodici accusati di far parte della cellula, 5 sono morti nella sparatoria di Cambrils (tre sono stati identificati) e 2 nello scoppio della casa ad Alcanardurante la preparazione degli ordigni che – nelle loro intenzioni – avrebbero dovuto provocare una strage con “molti più morti”. Quattro persone, ritenute dagli inquirenti vicine agli attentatori, sono state fermate grazie al lavoro dell’intelligence spagnola e restano attualmente detenute.

‘Madre di Satana’ e 106 bombole di butano nel covo
Durante la fase di bonifica della villetta di Alcanar, secondo i media spagnoli, la polizia spagnola ha rinvenuto tracce del potente esplosivo Ttap (perossido di acetone), chiamato anche ‘madre di Satana‘, 106 bombole di butano e altro materiale esplosivo che – scrive La Vanguardia – sarebbero serviti a fabbricare tre furgoni-bomba che, secondo El Confidencial, “sarebbero serviti per far saltare in aria la Sagrada Familia”, storico tempio di Antoni Gaudì. La ‘madre di Satana’ non è un nome nuovo nelle indagini dell’antiterrorismo. Il Ttap, infatti, è già stato usato negli attacchi jihadisti di ParigiManchester e Bruxelles. Un elemento che conferma la ‘qualità’ della cellula spagnola che – secondo gli inquirenti – sarebbe nata nei dintorni di Ripoll, la cittadina vicina ai Pirenei dove sono nati o vivevano almeno 4 presunti terroristi. Questa mattina la polizia ha effettuato una perquisizione (foto a sinistra) nella casa di imamdi Ripoll, Abdel Baki Essati, alla ricerca di tracce di Dna da comparare con i resti biologici del secondo cadavere ritrovato all’interno del covo di Alcanar.

“Volevano un furgone più grande”
Un’ulteriore elemento avvalora la tesi che un attacco più devastante sia sfumato. Fonti vicine all’indagine, riferiscono all’Ansa, che due degli appartenenti alla cellula avrebbero voluto noleggiare un furgone di grandi dimensioni, probabilmente per rendere più importanti gli effetti dell’attentato. Ma il mezzo è stato loro rifiutato, perché i due erano troppo giovani e con pochi anni di patente di guida alle spalle. La mattina di mercoledì 16 agosto, Mohamed Hychami e Youness Abouyaaqoub si sono presentati nell’agenzia di autonoleggio di Santa Perpetua de Mogodachiedendo di affittare un van di grandi dimensioni. Dopo il rifiuto dell’agenzia, i due hanno noleggiato non uno ma due Fiat Toledo. Uno di questi viene ritirato la mattina stessa da Hychami e Abouyaaqoub e verrà ritrovato parcheggiato nella località di Vic, a nord di Barcellona. L’altro, noleggiato ufficialmente a nome di Youness e di Driss Oukabir (il giovane arrestato e che ha denunciato il furto dei suoi documenti, fratello di Moussa, ritenuto il capo del commando) viene prelevato alle 16 ed è il mezzo utilizzato per l’attentato sulle Ramblas.

Chi è la terza vittima italiana
Dopo Bruno Gulotta e Luca Russo, è stata identificata anche l l’italo-argentina Carmen Lopardo: la terza vittima italiana aveva 80 anni e si era trasferita in Argentina oltre 60 anni fa. Come quasi tutte le vittime dell’attentato, anche Lopardo, ha spiegato il ministero degli Esteri argentino, “si trovava a Barcellona da turista“.

Il rabbino di Barcellona: “Meglio andarsene”
Sabato, nel giorno di preghiera degli ebrei, il rabbino capo di Barcellona Meri Bar-Hen ha invitato la sua comunità – che definito “condannata” sia a causa dell’islam radicale sia per la presunta riluttanza delle autorità a confrontarsi con questo – “a pensare di non essere qui per sempre”. Citato dai media, il rabbino spiega di aver incoraggiato gli ebrei “a comprare proprietà in Israele” perché “questo posto è perso” ed è “meglio andarsene prima che dopo.”

 

Barcellona, “autista e altri due ancora in fuga” Nel covo di Alcanar 106 bombole di gas butan

 

La polizia ha confermato ufficialmente la morte di 7 terroristi, 4 sono detenuti. Ma c’è ancora in fuga il sospetto autista del van: è Younes Abouyaaqoub. “Forse è in Francia”. La cellula jihadista che ha agito in Catalogna aveva la sua base nella cittadina di Alcanar, nel sud della regione, dove da mesi preparava l’attacco: “Volevano uccidere centinaia di persone”. Perquisita la casa dell’imam di Ripoll, la cittadina da cui provenivano almeno 3 terroristi: per gli inquirenti potrebbe essere il secondo morto nell’esplosione del covo

di F. Q.

Finlandia, un'italiana fra gli 8 feriti dell'assalto mortale di Turku. Preso richiedente asilo. Polizia: "E' terrorismo"

                                                                      Finlandia, un’italiana fra gli 8 feriti dell’a

 

 

ssalto mortale di Turku. Preso richiedente asilo. Polizia: “E’ terrorismo”

(reuters)

Erano morte due persone. “Il terrorista mirava alle donne”. Lisa Biancucci, ricercatrice trentenne, non è grave. Catturato giovane di origine marocchina a cui, secondo i media, sarebbe stato negato il permesso di rimanere nel paese. “Aveva dei complici”: prese altre 4 persone. Inquirenti in contatto con l’Interpol per eventuali collegamenti con la strage di Barcellona.

HELSINKI – C’è anche un’italiana, Lisa Biancucci, una ricercatrice trentenne, fra gli otto feriti nell’assalto a colpi di coltello a Turku dove un giovane marocchino ha menato fendenti fra la folla uccidendo due persone e ferendone appunto otto. Dopo le prudenze iniziali la polizia ha comunicato che è stata aperta un’inchiesta per terrorismo ed ha rivelato che il giovane era arrivato in Finlandia nel 2016 richiedendo l’asilo politico. Ma, secondo alcuni media, le autorità l’avevano negato. L’attentatore, sempre secondo le forze dell’ordine, aveva nel mirino in particolare le donne. “Crediamo che le vittime siano state scelte a caso però il suo primo obiettivo erano le donne” – ha spiegato la portavoce della polizia Krista Granoth. Delle dieci persone colpite, otto sono di sesso femminile ed i due uomini feriti lo sono stati solo perché hanno cercato di bloccare la sua azione.

Finlandia, attentato a Turku: fiori, candele e musica sul luogo dell’attacco

L’aggressione è scattata ieri poco dopo l’ora di pranzo quando un uomo ha iniziato a menare fendenti fra la folla di piazza Puutori, dove c’è anche un mercato. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno fermato l’assalto sparando alle gambe dell’accoltellatore che è stato poi arrestato. La polizia finlandese ha twittato: “Diverse persone accoltellate al centro di Turku. La polizia ha sparato al sospetto accoltellatore. Una persona è stata catturata”. Il centro di Turku è rimasto sotto coprifuoco per diverse ore fino a quando in serata le autorità hanno dato il via libera per la ripresa delle normali attività in città.

Finlandia, diverse persone accoltellate nella città di Turku: le urla in strada

Nelle ore seguenti all’assalto la polizia finlandese ha eseguito 5 arresti: “Stiamo verificando la loro posizione – ha detto un responsabile della polizia – per capire se siano collegati o meno con l’attacco, di certo erano in contatto” con l’uomo protagonista degli atti di violenza. In un primo momento le forze dell’ordine erano state molto caute solo oggi hanno detto ufficialmente che l’attacco è stato un atto di terrorismo jihadista e che il colpevole è un ragazzo di 18 anni. Ieri alcuni testimoni avevano raccontato che il giovane, durante la sua furia, gridava “Allah Akbar”, circostanza questa non confermata da nessuna autorità finlandese.

Foreign fighters e moschea: la Finlandia perde lo scettro del Paese più sicuro

Le due vittime, una morta sul colpo l’altra in ospedale, sono una 67enne ed una 15enne. Degli otto feriti due restano in terapia intensiva ma la loro vita non è in pericolo. La polizia finlandese ha spiegato anche di essere in contatto con l’Interpol per capire se ci possa essere qualche collegamento fra i fatti avvenuti a Turku e gli attentati nelle città spagnole di Barcellona e Cambrils, anch’essi effettuati da cittadini marocchini.

Catalogna, caccia all’ultimo terrorista. Il governo non innalza l’allerta al massimo livello. “Cellula smantellata, non esiste minaccia di nuovo attacco”

Catalogna, caccia all'ultimo terrorista. Il governo non innalza l'allerta al massimo livello. "Cellula smantellata, non esiste minaccia di nuovo attacco"Younes Abouyaaqoub nella foto segnaletica diffusa dalla polizia
 (ansa)

 

Ricercato Younes Abouyaaqoub, 22 anni, il più riservato dei membri del gruppo radicalizzato composto di giovani di origini marocchine, tutti residenti a Ripoll. La polizia lo ha cercato senza esito sui bus a Girona e Garrìgas. Potrebbe aver passato la frontiera a bordo di un mini-van, il terzo mezzo noleggiato. Fonti investigative: veicolo localizzato giovedì, vuoto, dopo un incidente stradale. Nuova rivendicazione Isis.

E’ caccia al potenziale ultimo componente della cellula terroristica responsabile degli attentati in Catalogna e nuovo, presunto autista del furgone che giovedì pomeriggio ha falciato i passanti sulla Rambla di Barcellonariuscendo poi a dileguarsi. Si tratta del 22enne Younes Abouyaaqoub, figura dallo spessore improvvisamente cresciuto con l’avanzare delle indagini, arrivando a stagliarsi persino quale possibile vertice del nucleo radicalizzato che ha seminato la morte in Catalogna. In realtà, il più autentico responsabile del piano terroristico sarebbe morto, e letteralmente sepolto dalle macerie, nell’esplosione della casa di Avenacar mercoledì scorso, un giorno prima degli attentati: l’imam Abdel Baki Essati, intorno al quale nella cittadina di Ripoll si sarebbe radicalizzato il gruppo di giovani, tutti di origini marocchine, passato poi all’azione.

Per gli attentati di Barcellona e Cambrils è giunta una nuova rivendicazione dello Stato Islamico, che in un comunicato pubblicato su Telegram scrive di “oltre 120 crociati ed ebrei feriti o uccisi” per mano di “jihadisti” che hanno agito in “due gruppi”. Lo riferisce il Site. Una prima rivendicazione della strage sulla Rambla era arrivata tramite l’agenzia Amaq, fiancheggiatrice dell’Isis. Nonostante l’accaduto, in Spagna l’allerta resta, pur con dispositivo rafforzato, al livello 4, fissato già nel giugno del 2015. Innalzarlo al livello 5, il più alto, avrebbe consentito al governo spagnolo di adottare misure straordinarie, come la mobilitazione delle forze armate e la dislocazione di 5mila militari per la sorveglianza su siti strategici possibili obiettivi dei terroristi, come stazioni, aeroporti o centrali elettriche. Evidentemente uno sforzo ritenuto non necessario. Come ha spiegato il ministro dell’Interno spagnolo, Juan Ignacio Zoido, “non esiste la minaccia imminente di un nuovo attacco” e la “cellula dietro gli attentati è stata smantellata”.

Complessivamente, il Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, ha individuato 12 presunti componenti della cellula terroristica: cinque sono stati uccisi a Cambrils, due sono morti nell’esplosione di Alcanar e quattro sono stati arrestati. I giovani avevano occupato la casa abbandonata di Alcanar,  200 chilometri a sud di Barcellona, dove stavano preparando gli ordigni per una serie di attacchi nella capitale catalana. La casa era saltata in aria mercoledì notte, obbligandoli a cambiare un piano che prevedeva l’esplosione tra la folla di furgoni carichi esplosivo. Secondo La Vanguardia, che cita fonti di polizia, nel covo saltato in aria sono state trovate tracce di acetone, perossido di idrogeno, 106 bombolette di butano e altro materiale per assemblare esplosivo di tipo tatp.

Per un giorno e mezzo, a partire dalla strage sulla Rambla di Barcellona di giovedì, passando per l’attacco sul lungomare di Cambrils e l’uccisione di cinque terroristi nella località turistica sulla costa catalana, la figura chiave della cellula islamista sembrava essere un 17enne: Moussa Oubakir, che avrebbe utilizzato i documenti del fratello maggiore Driss per noleggiare i furgoni da utilizzare nell’azione e a lungo ritenuto essere al volante del van lanciato sulla folla della Rambla. Una corsa mortale lunga 600 metri, costata la vita a 13 persone di cui tre italiane. Moussa era ricercato assieme ad altri tre giovani: Mohamed Hychami, 24 anni, Said Aallaa, 18, e appunto Younes Abouyaaqoub. Nella serata di venerdì, i cadaveri di Moussa, Hychami e Aalla sono stati formalmente identificati tra quelli dei cinque terroristi uccisi dalla polizia a Cambrils, dopo che la loro auto aveva falciato mortalmente una donna, la 14ma vittima degi attentati, e ferito altre sei persone, tra cui un agente.

Da quel momento, Younes Abouyaaqoub è diventato l’obiettivo numero uno. Secondo informazioni raccolte dalla polizia, il 22enne era il più riservato del gruppo di giovani, tutti di origini marocchine e residenti nella cittadina catalana di Ripoll, che negli ultimi mesi trascorrevano molto tempo insieme, senza dare segnali di una allarmante radicalizzazione. Per intercettarlo, nella notte la polizia ha perquisito due bus a Girona e Garrìgas senza esito. Secondo i media, la polizia spagnola non esclude che Abouyaaqoub possa essere riuscito a passare in Francia. Un’altra ipotesi fatta dagli investigatori è che invece appartengano a Younes Abouyaaquob i resti umani di un secondo morto nell’esplosione della casa di Avenacar, riemersi ieri dalle macerie. In questo caso, il terrorista in fuga sarebbe un tredicesimo membro della cellula ancora non identificato.

Alla fuga in Francia di Abouyaaqoub  si poteva ricondurre la segnalazione fatta dalle autorità spagnole a quelle francesi relativa al passaggio della frontiera di un mini-van Renault Kangoo, il terzo mezzo noleggiato dai terroristi assieme a due furgoni. Ipotesi destituita di fondamento secondo quanto riferisce l’Ansa, che citando fonti vicine all’indagine dà il Kangoo individuato già nella giornata di giovedì. Il Kangoo sarebbe stato noleggiato giovedì 17 agosto, giorno degli attentati, da Mohamed Hychami in un’agenzia di Parets del Villes, per essere localizzato, ormai vuoto, più tardi lungo l’autostrada Ap7 all’altezza di  Baix Camp, vicino a Cambrils, dove il mezzo aveva avuto un incidente. La polizia stradale aveva trovato all’interno il contratto di noleggio firmato da Hychamy e una carta di credito intestata a Said Aalla, altro membro del commando. Della segnalazione del veicolo da parte degli spagnoli ai francesi si era invece saputo venerdì.

Quanto ai furgoni, da fonti vicine all’indagine l’Ansa apprende che i terroristi avrebbero voluto noleggiare un unico mezzo di dimensioni più grandi. La mattina di mercoledì 16 agosto, ancora Mohamed Hychami e lo stesso Younes Abouyaaqoub si erano presentati presso un’autonoleggio di Santa Perpetua de Mogoda ma erano stati considerati troppo giovani e inesperti per guidare un furgone di grandi dimensioni. I due avevano dovuto ripiegare su due Fiat Toledo bianchi. Uno, ritirato la mattina stessa, ritrovato parcheggiato nella località di Vic. L’altro,

noleggiato ufficialmente a nome di Youness Abouyaaqoub e Driss Oukabir,  era stato prelevato nel pomeriggio, alle ore 16: poco più di 24 ore dopo, intorno alle 17 di giovedì 17 agosto, quel furgone concludeva la sua corsa omicida sulla Rambla schiantandosi contro un chiosco.

DiCaprio e Winslet, amici-complici a Saint-Tropez, le foto fanno il giro del mondo

due attori sono stati fotografati da un paparazzo nella cittadina balneare del sud della Francia. E subito i fan hanno sperato che…

Nelle immagini, opera di un paparazzo che ha rubato gli scatti a Saint-Tropez, cittadina balneare amata dai vip nel sud della Francia, lui cinge le spalle a lei, lei ricambia, poi i due – in costume da bagno – passeggiano un po’ a bordo piscina, sempre fianco a fianco, e si siedono all’ombra protetti da cespugli di oleandri. Parlano, ridono. Sono complici. Nulla di strano, per una coppia di fidanzati in vacanza, se non fosse che quel ‘lui’ e quella ‘lei’ si chiamano Leonardo DiCaprio, 42 anni, e Kate Winslet, 41, innamorati sul set del blockbuster Titanic, amici nella vita, ma forse qualcosa di più. A Saint-Tropez si sono incontrati per la prima volta, in modo così prolungato e ravvicinato, da quando girarono quel film, ormai vent’anni fa.

Le foto, che naturalmente hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti, hanno subito allertato i fan che sognano ancora una reale storia d’amore tra i due, languida e delicata come fu quella fugace tra Jack e Rose, i due sfortunati passeggeri del transatlantico britannico affondato nel 1912. 

A dire il vero una reunion tra Leonardo e Kate c’era già stata lo scorso luglio durante il galà di beneficenza organizzato dalla Leonardo DiCaprio Foundation, la fondazione creata dall’attore per la salvaguardia del pianeta dai cambiamenti climatici. Le star, per raccogliere fondi, si sono scherzosamente ‘messi all’asta’ offrendosi nella parte di ‘speciali commensali’ per una cena altrettanto speciale, mentre un dipinto realizzato da Billy Zane, l’antagonista di Jack nel film, è stato battuto per una notevole cifra.

Video

Che Leonardo DiCaprio abbia messo la testa a posto, però, c’è da dubitare. Almeno un po’, è necessario essere scettici. L’attore, che da poco ha ottenuto una nuova entusiasmante parte sul grande schermo – interpreterà il genio di Leonardo Da Vinci – è passato da una modella all’altra senza sosta, sempre biondissima e sempre giovanissima, senza però riuscire a trovare la donna della vita. Ma, per fare una citazione alta, capita spesso di “brancolare nel buio senza accorgerci di ciò che ci sta vicino”, come scriveva Seneca. Chissà, forse Leonardo non si è ancora accorto che l’amicizia con Kate non nasconde qualcosa di più grande, bello e desiderato.

La malinconica fotografia di Virginia Raggi davanti all’incendio di una pineta

09 ago 2017 – 12:44
La malinconica fotografia di Virginia Raggi davanti all'incendio di una pineta

Da tre settimane nella pineta di Castel Fusano, a pochi chilometri da Roma, continuano a svilupparsi nuovi incendi, spesso causati da piromani e favoriti dal clima secco e dal vento. Ieri, dopo lo scoppio dell’ennesimo focolaio, il sindaco di Roma Virginia Raggi è tornata sul posto per un’ispezione e ne ha approfittato per farsi scattare una fotografia con cui accompagnare i suoi commenti sull’incendio e sulle misure che intende adottare.

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Più che il testo, però, ad attirare l’attenzione è stata la fotografia. Raggi è ripresa di profilo, con lo sguardo rivolto a un punto indefinito dell’orizzonte e un’espressione piuttosto malinconica. L’immagine, anche a causa della luce suggestiva del tramonto, a molti ha ricordato una fotografia romantica scattata durante un viaggio, più che l’immagine istituzionale di un sindaco impegnato nell’affrontare una grave emergenza.

In molti online hanno paragonato Raggi al personaggio di Via col vento, Rossella O’Hara, mentre assiste all’incendio di Atlanta, oppure all’imperatore romano Nerone durante il rogo di Roma. Naturalmente, era inevitabile che qualcuno associasse Raggi anche a un altro personaggio, particolarmente popolare in questi giorni.

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A Utrecht hanno aperto il parcheggio per bici più grande al mondo, ma forse è già troppo piccolo

09 ago 2017 – 12:16
A Utrecht hanno aperto il parcheggio per bici più grande al mondo, ma forse è già troppo piccolo

Lo sa chiunque abbia provato ad attraversare una strada ad Amsterdam: i Paesi Bassi sono pieni di biciclette. Sono uno dei pochi paesi al mondo in cui ci sono più biciclette che abitanti e si è calcolato che un olandese su tre va al lavoro in bici. Tutte quelle bici però bisogna parcheggiarle: è per questo che a Utrecht è stato aperto quello che diventerà il più grande parcheggio coperto di bici al mondo. Ora ci stanno circa 6mila bici; entro la fine del prossimo anno, quando sarà completato, ce ne staranno più di 12mila. Il parcheggio si trova sotto la stazione centrale della città, è su più piani ed è grande 17mila metri quadrati. Secondo alcuni – e tra loro l’associazione di ciclisti Fietsersbond – il problema è che, anche quando tutto il parcheggio sarà aperto, i posti non saranno comunque abbastanza. Il fatto è che il parcheggio fu progettato durante gli anni Novanta ma nel frattempo, anche grazie a diverse politiche e incentivi pubblici, sempre più persone hanno iniziato a spostarsi in bici: a Utrecht la usano il 43 per cento delle persone che devono fare spostamenti sotto i 7,5 chilometri.

Intanto, si tratta comunque di un gran parcheggio per bici: le prime 24 ore sono gratis e poi costa 1,25 euro al giorno. Ci sono anche dei codici QR per ritrovare la propria bici se non ci si ricorda dove la si è messa.

Largest bike parking in the world opened this morning in . Including a 600+ ‘OV-fiets’ bike sharing location.

Il bellissimo rapporto di un osservatore del Milan sul giovane Andriy Shevchenko

09 ago 2017 – 12:15
Il bellissimo rapporto di un osservatore del Milan sul giovane Andriy Shevchenko

In occasione dell’ottantesimo compleanno di Italo Galbiati – un noto personaggio del calcio italiano, ex calciatore, vice di Fabio Capello e osservatore – la tv ufficiale del Milan ha pubblicato su Twitter il rapporto che Galbiati realizzò per il club nel 1997 dopo aver seguito una partita dell’allora ventenne attaccante ucraino Andriy Shevchenko. All’epoca Shevchenko, insieme al compagno di squadra Serhij Rebrov, formava una delle coppie d’attacco più prolifiche d’Europa, che rese la Dinamo Kiev di Valeriy Lobanovskyi celebre anche all’estero (in quella partita vinse 4-0 al Camp Nou contro il Barcellona, e tre gol li segnò proprio Shevchenko). Shevchenko era già abbastanza noto, ma nel suo rapporto Galbiati ci prese in pieno, descrivendo alla perfezione le sue caratteristiche. Una volta trasferitosi al Milan, Shevchenko diventò uno dei centravanti più forti al mondo, nonché protagonista dei successi del Milan e vincitore del Pallone d’Oro del 2004.

Tra poco LIVE per parlare di  e fare gli auguri a Italo Galbiati (80 anni)! Qui un suo report del ’97 su un certo attaccante…

Nuovo Flash

I Guardiani della notte di “Game of Thrones” si vestono con tappeti IKEA

09 ago 2017 – 09:12
I Guardiani della notte di "Game of Thrones" si vestono con tappeti IKEA

Un paio di giorni fa è andato in onda – NO SPOILER, a meno che non andiate qui – un episodio di Game of Thrones che, anche se non ci sono dati precisi, è di sicuro costato molto. Il sito Quartz ha colto l’occasione per riprendere un video del 2016 che spiega che anche quando si è pieni di soldi in certi casi vanno bene le idee che costano poco, così che i soldi si possano usare altrove. Nel video il costumista delle prime cinque stagioni della serie, Michele Clapton, dice che per fare i pesanti vestiti indossati dai membri dei Guardiani della notte – quelli che proteggono la Barriera dagli Estranei – sono fatti, in certi casi, con dei tappeti comprati da IKEA. I tappeti – non si sa quali, di preciso – sono poi stati ovviamente tagliati, invecchiati, sporcati e ghiacciati. Come ha detto Clapton, «voglio che la gente possa quasi sentirne l’odore».

Per Carnevale potete usare lo stesso costume di Rihanna

08 ago 2017 – 17:55
Per Carnevale potete usare lo stesso costume di Rihanna

Come ogni anno la cantante Rihanna parteciperà al festival del Crop Over nelle Barbados, suo paese natale, una festa simile al Carnevale di Rio de Janeiro. E come ogni anno si è preparata un costume apposta, particolarmente sfavillante e sensuale come si vede da due foto e da una storia che ha pubblicato ieri su Instagram: piume colorate e un bikini incrostato di gemme insieme a una nuova tinta di capelli, turchese. Le foto hanno ricevuto quasi quattro milioni e tre milioni di like.

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La Corea del Nord ha fatto dei francobolli per ricordare il lancio di un missile

08 ago 2017 – 17:19
La Corea del Nord ha fatto dei francobolli per ricordare il lancio di un missile

L’agenzia di stampa nordcoreana KCNA ha diffuso le foto di alcuni nuovi francobolli che saranno usati nel paese. La cosa particolare è che sono fatti per ricordare e celebrare il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM) fatto il 4 luglio. Come si legge su uno dei francobolli in cui c’è anche un testo in inglese, il missile era un Hwasong-14: è stato lanciato da un campo volo militare nei pressi di Panghyon, nel nord-ovest del paese, e ha volato per un po’ più di 930 chilometri arrivando a oltre 2.500 chilometri di altitudine. Anche a causa di quel lancio – e di uno simile fatto a fine luglio – durante il weekend il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha deciso all’unanimità di imporre nuove e ancora più pesanti sanzioni alla Corea del Nord.

Il trailer del prossimo episodio di “Game of Thrones” (e quello che suggerisce)

08 ago 2017 – 15:31
Il trailer del prossimo episodio di "Game of Thrones" (e quello che suggerisce)

È online il trailer del quinto e terzultimo episodio della settima e penultima stagione di Game of Thrones, che andrà in onda nella notte tra domenica e lunedì. Il titolo dell’episodio è “Eastwatch” e, così come il quarto, è stato diretto da Matt Shakman. Già il titolo è un primo indizio: Eastwatch-by-the-sea e uno dei punti che si trovano al di qua della Barriera. Nel trailer si vede anche Jon Snow che dice, parlando con Ser Davos e Varys: «Bran ha visto il Re della notte e il suo esercito marciare verso Eastwatch». Davos risponde, con buona sintesi: «Bad things are coming», «stanno per succedere brutte cose». Si vedono anche:

– Daenerys che prova a convincere i suoi prigionieri a combattere per lei (anche perché l’alternativa è una probabilmente poco piacevole morte)
– Varys che dice a Tyrion che bisogna trovare un modo per far sì che “lei” (probabilmente Daenerys) ascolti i loro consigli
– Cersei che, al solito, dice che sconfiggerà tutto e tutti
– Jon Snow faccia a faccia con Drogon: secondo molti potrebbe essere il momento in cui, vedendo un Drogon magari particolarmente mansueto, si capirà che Snow è un Targaryen.

La foto di Renzo Ulivieri che fa il dito medio alla Trump Tower, a Chicago

08 ago 2017 – 15:21
La foto di Renzo Ulivieri che fa il dito medio alla Trump Tower, a Chicago

L’allenatore di calcio Renzo Ulivieri (ha allenato tra le altre Napoli, Bologna, Fiorentina e Torino) – presidente dell’Associazione italiana allenatori di calcio e, da marzo, vicepresidente della FIGC, la Federazione Italiana Giuoco Calcio – ha pubblicato su Facebook una sua foto a Chicago, davanti alla Trump Tower, con lui che fa il dito medio. Il testo della foto è: «Già che c’ero……».

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Ulivieri è noto per essere di sinistra: è stato iscritto al Partito Comunista e nel 2013 si candidò al Senato (senza essere poi eletto) con SEL, Sinistra Ecologia Libertà. Attualmente allena la squadra femminile del Pontedera.

Il video della donna spinta nel traffico da un corridore, a Londra

08 ago 2017 – 15:11
Il video della donna spinta nel traffico da un corridore, a Londra

La polizia britannica ha chiesto aiuto per identificare un uomo che, mentre
faceva jogging lo scorso 5 maggio, ha rischiato di uccidere una donna. L’uomo, sulla trentina, con occhi e capelli castani, stava correndo sul ponte di Putney, nella zona sud-ovest di Londra, quando sulla sua strada ha incontrato una donna di 33 anni che stava camminando in direzione opposta.

Dai filmati di sicurezza si vede chiaramente che la donna non ingombrava affatto il cammino dell’uomo che però, ugualmente, l’ha spinta per terra con un colpo molto secco e violento. La donna è caduta all’indietro ed è finita sulla traiettoria di un autobus che stava passando proprio in quel momento. Soltanto grazie ai riflessi dell’autista, che ha immediatamente sterzato, la donna non è stata colpita.

I passeggeri sono immediatamente scesi per aiutare la donna a rialzarsi. Circa 15 minuti dopo, l’uomo che l’aveva spinta è ripassato nello stesso punto. Lei ha cercato di parlargli, ma lui l’ha semplicemente ignorata, proseguendo la sua corsa. La polizia di Londra ha chiesto a chiunque riconosca l’uomo nei filmati di farsi avanti e denunciarlo.

E quindi ora esiste una foto di Clemente Mastella con Lenny Kravitz

08 ago 2017 – 12:16
E quindi ora esiste una foto di Clemente Mastella con Lenny Kravitz

Domenica il cantante Lenny Kravitz ha visitato Capri insieme all’imprenditore Diego Della Valle. Secondo i giornali, i due sono stati in un celebre locale dell’isola e poi Kravitz ha scattato alcune foto con i suoi fan. Tra gli altri ha incontrato anche l’ex ministro della Giustizia e sindaco di Benevento Clemente Mastella – molto amico di Della Valle – che oggi ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una fotografia dell’incontro.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?app_id=&channel=http%3A%2F%2Fstaticxx.facebook.com%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2Fr%2FXBwzv5Yrm_1.js%3Fversion%3D42%23cb%3Df2cbfb45d326178%26domain%3Dwww.ilpost.it%26origin%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.ilpost.it%252Ff23aeaa3481e6b8%26relation%3Dparent.parent&container_width=708&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fphoto.php%3Ffbid%3D10209210861697283%26set%3Da.10209210861857287.1073741830.1493145183%26type%3D3%26theater&locale=it_IT&sdk=joey&width=600

 

Il cortometraggio di danza moderna con Ellen Page

08 ago 2017 – 11:45
Il cortometraggio di danza moderna con Ellen Page

Da un paio di giorni è su Vimeo un cortometraggio in cui l’attrice canadese Ellen Page balla insieme alla coreografa Emma Portner. La canzone che si sente, e che dà il titolo al video, è “Slack Jaw” dei Sylvan Esso, il duo electro-pop formato da Amelia Randall Meath e da Nicholas Sanborn. Il video è senza parole e anche senza grandi contorni: ci sono una sedia e le due protagoniste che ballano.

https://player.vimeo.com/video/228488753

L’angosciante trailer di “Mother!” con Jennifer Lawrence

08 ago 2017 – 11:44
L'angosciante trailer di "Mother!" con Jennifer Lawrence

È online il primo trailer di Mother!, il film drammatico (e forse un po’ horror) del regista statunitense Darren Aronofsky che sarà in concorso al Festival di Venezia. Mother! uscirà nei cinema italiani a fine settembre e parla di una coppia la cui vita relativamente tranquilla si complica “all’arrivo di un nuovo ospite”. Gli attori principali saranno Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Ed Harris e Kristen Wiig. Aronofsky non dirigeva un film dal 2014: Noah, il più recente, non era stato ben recensito; prima aveva diretto Requiem for a Dream, The Wrestler e Il cigno nero. Si parla molto poco, nel trailer, ma i rumori e la colonna sonora fanno venire una certa ansia.

Flick, Montanari, Settis: il circolo di Virginia Raggi

TONY GENTILE / REUTERS

L’annuncio Virginia Raggi lo aveva lanciato in campagna elettorale. Poco prima di essere eletta, in un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo, la sindaca di Roma aveva proclamato la volontà di istituire accanto all’assessorato alla Crescita culturale un “board Cultura”. Non se n’era saputo più nulla fino a ieri, quando, ad oltre un anno dall’annuncio di Raggi, il Campidoglio ha comunicato ufficialmente “la partecipazione del Prof. Flick al costituendo “board Cultura””. Un componente dunque c’è e che componente: il giurista e accademico Giovanni Maria Flick, già Ministro di grazia e giustizia del primo Governo Prodi e poi Presidente della Corte costituzionale. Indicato nei giorni scorsi come possibile membro del cda di Zètema, la holding comunale dei servizi culturali, farà parte invece del “board Cultura”.

Ma cos’è esattamente il “board Cultura”? Di cosa si occuperà nello specifico e in che termini? Nell’annuncio sul blog di Grillo la sindaca non si soffermava sulla definizione, sottolineando però che questo “board” (dall’inglese, in italiano “comitato”) “ospiterà le grandi menti dell’arte e dello spettacolo per dare lustro e nuova vita a un settore (quello culturale, ndr) che deve tornare ad essere il cuore pulsante di Roma”.

Dal Campidoglio hanno spiegato ad HuffPost che si tratta di un organismo composto da personalità di grandissimo prestigio chiamato a stimolare la riflessione e l’elaborazione collettiva sul futuro di Roma come capitale culturale mondiale.

Nel comunicato stampa diramato per annunciare il “sì” di Flick si scrive che il “board Cultura” “vedrà la luce il prossimo autunno”, qualche beninformato suggerisce la fine del prossimo ottobre, ma a quanto risulta ad HuffPost per l’istituzione di questo organismo non sarebbe ancora stata approvata alcuna delibera. E il sindaco Raggi, da oggi è in ferie e vi resterà per una decina di giorni. Uno degli ultimi suoi incontri è stato proprio con l’ex ministro Flick. Il quale, raggiunto al telefono qualche ora dopo il colloquio in Campidoglio, ha spiegato: “Mi era stata prospettata l’idea di occuparmi della società Zètema, ma poi, al termine del confronto con il sindaco Raggi, abbiamo convenuto che è meglio che il mio contributo sia più attinente ai miei studi, al mio campo di interesse. Vivo a Roma dal ’62-’63 e sono ben lieto di offrire il mio contributo alla città, attraverso la lettura, l’interpretazione e l’applicazione dell’articolo 9 della nostra Costituzione – al centro di un mio recente libro – dunque per quel che attiene la tutela del patrimonio artistico storico e ambientale e lo sviluppo della cultura. La mia idea – ha aggiunto – è quella di guardare al passato per progettare il futuro e penso che a Roma di occasioni per lavorare in tal senso ce ne siano proprio tante. L’obiettivo è dare ai beni culturali la vocazione di beni comuni. Resto convinto che la valorizzazione e la tutela dei beni artistici storici e ambientali vadano inquadrate in una logica non tanto e non solo di profitto ma di fruibilità da parte di tutti”.

Quanto a quel che sarà il board Cultura “non posso dire molto su questo – ha risposto Flick – la sindaca ha detto che intende farlo decollare per ottobre, in autunno insomma, ma non è scesa nei dettagli. Posso solo dire, ripeto, che sono lieto di partecipare a questo organismo, lavorando in una dimensione a me più congeniale rispetto ad una dimensione strettamente amministrativa quale può essere la partecipazione alla gestione di una società come Zètema”.

Insomma, Flick ci sta. Ma chi lo affiancherà? Anche in questo caso bisogna tornare indietro di un anno, con la Raggi fresca di elezione che si apprestava a nominare la giunta e non aveva designato come assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo, che poi diventerà anche suo vice. Pare che, allora, del “board Cultura” si parlasse piuttosto intensamente.

Il 28 giugno 2016, lo storico dell’arte Tomaso Montanari dichiarava: “Sì, ho detto di sì a Virginia Raggi quando mi ha chiesto la disponibilità a entrare nel board di saggi per la cultura, ma non c’è ancora nessun atto formale”. Oggi all’HuffPost spiega: “Sono rimasto ancora lì, non sono stato ricontattato. All’epoca mi fu chiesto di fare l’assessore e dissi di no, ma accettai la proposta di entrare a far parte del “board Cultura”. D’altra parte, quale persona di buon senso può rifiutare di dare il proprio contributo per lo sviluppo culturale e la tutela dei beni artistici ed ambientali di Roma?”. E oggi, se le venisse riproposto accetterebbe ancora? “Vorrei capire meglio come stanno le cose – risponde Montanari – Ho grande stima dell’assessore Bergamo, ma avrei bisogno di vedere di cosa si tratta. Un anno fa, quando fui chiamato c’era una situazione di grande confusione e tensione, si stava formando la giunta. Quindi ora dovrei capire meglio”.

Con quello di Montanari, circolavano anche altri nomi di possibili componenti del “board Cultura”: si parlava dei giuristi, Gustavo Zagrebelsky, nel 2004 presidente della Corte Costituzionale, e Paolo Maddalena, e dell’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis. “Non so assolutamente nulla, non sono mai stato contattato e non ho mai ricevuto una proposta di questo tipo – ha spiegato Settis all’HuffPost – Vivo a Pisa e non ho mai visto di persona la signora Raggi”.

Come Settis non sono stati contattati l’urbanista Vezio De Lucia e lo scrittore e giornalista, Vittorio Emiliani, gran conoscitore del mondo della cultura romana, i cui nomi, riferiscono i beninformati, pure erano stati ventilati quando, appena insediata la giunta di Raggi, in Campidoglio tirava vento di grande attivismo e il “board Cultura” pareva cosa fatta.

E invece al momento gli unici elementi certi sono la volontà della Raggi di seguire personalmente la questione, visto che – fa notare qualcuno dal Campidoglio – più che dall’assessore e vicesindaco Bergamo l’iniziativa è stata lanciata dal sindaco ed è stata lei ad incontrare Flick -, il “sì” di Flick, che gli conferisce un indubbio e notevole prestigio, e l’annuncio che “vedrà la luce il prossimo autunno”.

Previsioni ottimistiche? Si vedrà. Restano gli interrogativi sulla composizione e le modalità di funzionamento del “board Cultura”. Non si può non notare che, anche se ad esempio Flick vive a Roma dal principio degli anni ’60, tra i nomi che sono circolati non c’è un romano di nascita. Magari è solo un caso. Passando al piano più strettamente operativo, si è detto che il board Cultura affiancherà l’assessore: ma in che modo lo farà? Ancora, e questo è tema molto caro ai Cinque Stelle: sarà a costo zero?

“Non lo so, ma non sarebbe certo un problema”, ha risposto Flick. E Montanari: “Non so, ma credo di sì. Con un bilancio come quello del Comune di Roma darei per scontato che il contributo dei partecipanti al “board” sarà a costo zero. Qualunque altra ipotesi sarebbe moralmente insostenibile”.

Aldo Vincent

Aldo Vincent

LA MIA BIOGRAFIA
 
– Vi scrivo senza occhiali perche’ non li trovo piu’, scusate i ceroglifici…
– Ritengo indispensabile la circoncisione del cuniculum e ve lo annego
 
Per intanto allegro mio profilum vite:
 
 
Io sono cresciuto in una famiglia dove non avevamo niente. Mia madre non
poteva avere figli e cosi‚ mi aveva partorito una vicina di casa.
Mia madre era cattolica e mio padre ateo e cosi‚ prima di mangiare mi
obbligavano a dire le preghiere.
Ma potevo bestemmiare dopo la frutta.
Adesso io sono agnostico e mia moglie era nichilista.
Ci siamo amati per oltre dieci anni, ma poi, purtroppo, sapete come vanno
certe cose insomma, si’, l’ho dovuta sposare.
Tra le tante cause che ci hanno portato al divorzio, la principale era che non
sapevamo senza quale religione dovevamo allevare i nostri figli.
Quand’ero bambino era appena finita la guerra e vivevamo in tale miseria che
quando finalmente siamo diventati poveri abbiamo dato una festa.
Mi ricordo un giorno aprendo la credenza era scappato fuori un topo con le
lacrime agli occhi per la fame.
Questo per farvi capire in che clima sono venuto su.
Stavo sempre solo in casa e la mamma andava a lavorare e quando tornava mi
chiedeva: -Cosa è successo oggi, caro?- Io avevo una fervida fantasia:
-Oggi ho visto Superman- la mamma sapeva che fantasticavo un poco e mi
prendeva tra le sue braccia e mi diceva:
-Caro, rifletti bene prima di rispondere, dividi il sogno dalla realta‚ parla
di cose concrete e lascia che il sogno rimanga nel tuo cuore- e io mi fermavo
a riflettere e poi mi illuminavo:
-Si, ora so ! –
-Dimmi, su dimmi –
-È caduto il papa‚ dal tetto –
Non era la prima volta che avevamo una disgrazia in famiglia. Due anni prima
mia zia che era venuta dalla campagna ad aiutare la mamma, stirando le tende
era caduta dalla finestra.
Ma fu Marisa a causare la mia prima crisi mistica. Era una contadinotta venuta
dalla campagna, anche lei, per aiutare la mamma nelle faccende domestiche.
Quando mia mamma rientrando un giorno mi domandò‚ cosa fosse successo io in
preda all’eccitazione non seppi trattenermi e le dissi:
-Miracolo, miracolo, Marisa stava per essere assunta in cielo! –
-Quando e‚ successo?-
-Di pomeriggio, era sul letto e gridava ” o dio vengo, o dio vengo.”
Per fortuna c’era sopra di lei il papà‚ che la teneva giu‚ attaccata al letto
con tutte le forze altrimenti a quest’ora non c’era piu‚.
Quanti ricordi. Se chiudo gli occhi… mi addormento.
 
Clicca qui per leggere Il racconto U_G_O La Creazione 
I SITI DOVE TROVANSI LE MIE IMMONDE CAZZATE
 
ULTIMISSIME
http://www.geocities.com/SoHo/Coffeehouse/7677
 
INVECE
http://www.bis.it/gnomiz/serva/sommario.htm
 
CRONACHE ITALIANE
http://www.corrieredicaracas.com/
 
IL GRILLO SPARLANTE
http://www.qui-italia.it/
 
COMMENTI
http://www.affaritaliani.it/
 
CONTROCAMPO
http://www.pepper.it/num19/varie/controcampo.htm
 
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Inserito 25 gennaio 1999

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– Vi scrivo senza occhiali perche’ non li trovo piu’, scusate i ceroglifici…
– Ritengo indispensabile la circoncisione del cuniculum e ve lo annego
 
Per intanto allegro mio profilum vite:
 
 
Io sono cresciuto in una famiglia dove non avevamo niente. Mia madre non
poteva avere figli e cosi‚ mi aveva partorito una vicina di casa.
Mia madre era cattolica e mio padre ateo e cosi‚ prima di mangiare mi
obbligavano a dire le preghiere.
Ma potevo bestemmiare dopo la frutta.
Adesso io sono agnostico e mia moglie era nichilista.
Ci siamo amati per oltre dieci anni, ma poi, purtroppo, sapete come vanno
certe cose insomma, si’, l’ho dovuta sposare.
Tra le tante cause che ci hanno portato al divorzio, la principale era che non
sapevamo senza quale religione dovevamo allevare i nostri figli.
Quand’ero bambino era appena finita la guerra e vivevamo in tale miseria che
quando finalmente siamo diventati poveri abbiamo dato una festa.
Mi ricordo un giorno aprendo la credenza era scappato fuori un topo con le
lacrime agli occhi per la fame.
Questo per farvi capire in che clima sono venuto su.
Stavo sempre solo in casa e la mamma andava a lavorare e quando tornava mi
chiedeva: -Cosa è successo oggi, caro?- Io avevo una fervida fantasia:
-Oggi ho visto Superman- la mamma sapeva che fantasticavo un poco e mi
prendeva tra le sue braccia e mi diceva:
-Caro, rifletti bene prima di rispondere, dividi il sogno dalla realta‚ parla
di cose concrete e lascia che il sogno rimanga nel tuo cuore- e io mi fermavo
a riflettere e poi mi illuminavo:
-Si, ora so ! –
-Dimmi, su dimmi –
-È caduto il papa‚ dal tetto –
Non era la prima volta che avevamo una disgrazia in famiglia. Due anni prima
mia zia che era venuta dalla campagna ad aiutare la mamma, stirando le tende
era caduta dalla finestra.
Ma fu Marisa a causare la mia prima crisi mistica. Era una contadinotta venuta
dalla campagna, anche lei, per aiutare la mamma nelle faccende domestiche.
Quando mia mamma rientrando un giorno mi domandò‚ cosa fosse successo io in
preda all’eccitazione non seppi trattenermi e le dissi:
-Miracolo, miracolo, Marisa stava per essere assunta in cielo! –
-Quando e‚ successo?-
-Di pomeriggio, era sul letto e gridava ” o dio vengo, o dio vengo.”
Per fortuna c’era sopra di lei il papà‚ che la teneva giu‚ attaccata al letto
con tutte le forze altrimenti a quest’ora non c’era piu‚.
Quanti ricordi. Se chiudo gli occhi… mi addormento.
 
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Inserito 25 gennaio 1999

Roman Polanski, nuovi guai dall’America. Una donna accusa: “Ha abusato di me quando avevo 16 anni”

Robin M., assistita dall’avvocatessa Gloria Allread, ha dichiarato di essere stata “aggredita sessualmente quando ero una minorenne di 16 anni nel 1973”. “Io non l’ho superata – ha continuato la donna – e credo che Roman Polanski debba pagare per i suoi reati contro Samantha Geimer”

Nuovi guai giudiziari in America per il regista Roman Polanski. Dopo Samantha Geimer, la tredicenne che nel 1977 aveva accusato il cineasta di origini polacche di abusi sessuali, e Charlotte Lewis che nel 2010 lanciò la stessa accusa per un episodio del 1982 (quando aveva 16 anni), ora è la volta di Robin M., una donna che nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato di aver subito abusi nel 1973, all’età di sedici anni. Per il caso Geimer, Polanski si era dichiarato colpevole, salvo però fuggire dagli Usa prima della condanna e mai più tornato sul suolo statunitense.

Robin M., assistita dall’avvocatessa Gloria Allread, ha dichiarato di essere stata “aggredita sessualmente quando ero una minorenne di 16 anni nel 1973”. “Io non l’ho superata – ha continuato la donna – e credo che Roman Polanski debba pagare per i suoi reati contro Samantha Geimer”. Nei 44 anni passati dai presunti abusi, Robin M. ha raccontato la vicenda solo a un’amica perché temeva che il padre “facesse qualcosa che lo avrebbe portato in carcere per il resto dela vita”. Ma la decisione di accusare pubblicamente il regista è arrivata quando Samantha Geimer ha dichiarato pubblicamente di voler chiudere il caso e andare avanti con la propria vita. Sul piano penale, i fatti sono caduti in prescrizione, ma Robin M., come ha detto la stessa avvocatessa Allread, potrebbe intentare una causa civile anche se al momento ha deciso di non denunciare Polanski.

Harland Braun, avvocato del regista, ha messo in dubbio le dichiarazioni della donna, accusata di aver indetto una conferenza stampa al solo scopo di “generale clamore e forse provare a influenzare un giudice”, visto che il caso Geimer è ancora aperto. Un caso che ha fatto discutere per quarant’anni, con Polanski che nel febbraio scorso ha presentato richiesta (respinta dai giudici) di rientro negli Usa senza andare in prigione, dopo che, nel 1978, era scappato dopo soli 42 giorni di galera e mentre era in rilascio su cauzione, temendo di dover tornare in carcere per un periodo più lungo. Secondo l’accusa, il regista di Rosemary’s Baby e Il pianista avrebbe drogato e stuprato la tredicenne dopo una sessione fotografica, e le autorità americane non hanno mai rinunciato alla speranza di riportare Polanski in galera, tanto che il cineasta ha più volte rischiato l’estradizione nel corso di alcuni suoi viaggi in giro per il mondo. Nel 2003, poi, ha vinto l’Oscar come miglior regista per Il pianista, premio che non ha mai potuto ritirare.