lardo e lo facciamo a cubetti. Prima lo tagliamo a listarella e poi in tanti cubi in maniera tale che tutti omogenei si scioglieranno allo stesso modo. Facciamo il trito di erbette, con il coltello le sminuzziamo in maniera piccola piccola. Passiamo poi al limone: nella ricetta originale non c’è. Secondo lo chef Giorgione possiamo prendere la buccia, senza il pane ( la parte bianca).

Aiutiamoci con un pela patate e ricaviamo un “nonnulla” ( pochissimo”. Lo sminuzziamo e lo uniamo alle erbette. Cominciamo a fare un composto unico con il lardo le erbette e il limone. Ora prendiamo l’aglio: gli togliamo la camicetta, l’animella e tritiamo al coltello anche questo. Uniamo tutto insieme e diamo un’altra tritata, dobbiamo formare una vera e propria poltiglia. Prendiamo quindi una padella e una metà la mettiamo nella padella facendola sciogliere. Dopo un minuti caliamo anche la polpa di pomodoro e lasciamo andare per una decina di minuti giusto il tempo di restringere.

Fatto questo, prendiamo la pentola e riempiamola d’acqua. Caliamo la pasta e poi saliamo. Scoliamo bene ( deve essere bello asciutto) e poi caliamo nel sugo amalgamiamo bene. Poco prima di impiattare, a fuoco spento aggiungiamo l’altro trito e giriamo giusto un altro po’. Buon appetito.