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*Commissione nazionale Sanità

Il Movimento 24 agosto per la Equità Territoriale, Presidente Pino Aprile, esprime seri dubbi sulle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico di rifiuti radioattivi al Sud, le cui caratteristiche “soddisfano” i criteri previsti nella Guida Tecnica n. 29 dell’ente di controllo ISPRA (oggi ISIN) oltre che i requisiti indicati nelle linee-guida della IAEA (International Atomic Energy Agency).

Il Mezzogiorno d’Italia paga già scelte programmatiche inaccettabili da parte di Governi miopi che hanno reso estremamente vulnerabile le comunità e il territorio in termini ambientali, sanitari, sociali ed economici.

E’ superfluo ricordare che il materiale radioattivo non è scevro di rischi potenziali per la salute umana e per l’ambiente anche in uno scenario di perfetta programmazione, realizzazione e gestione del trasporto e del sito di deposito; ancor di più in aree a vocazione turistica, naturalistica, agricola e gravata da problemi sismici e idrogeologici.

I principali centri che producono materiale radioattivo sono i siti nucleari in fase di smantellamento. Significativi, per la loro numerosità sul territorio nazionale, sono i centri di medicina nucleare, fra cui gli ospedali. Queste strutture trattengono la maggior parte dei rifiuti radioattivi che producono fino al loro completo decadimento, per poi smaltirli come rifiuti convenzionali. La restante parte viene conferita agli operatori del Servizio Integrato, il sistema di raccolta e gestione dei rifiuti radioattivi sanitari e industriali, che provvedono al loro stoccaggio nei propri depositi temporanei in attesa, previo trattamento e condizionamento, del conferimento al Deposito Nazionale.

In sintesi, le principali strutture in cui si producono e/o si stoccano rifiuti radioattivi sul territorio nazionale e che conferiranno questi rifiuti al Deposito Nazionale sono:

4 centrali in decommissioning (Sogin);

4 impianti del ciclo del combustibile in decommissioning (Enea/Sogin);

1 reattore di ricerca CCR ISPRA-1 (Sogin);

7 centri di ricerca nucleare (ENEA Casaccia, CCR Ispra, Deposito Avogadro, LivaNova, CESNEF -Centro Energia e Studi Nucleari Enrico Fermi- Università di Pavia, Università di Palermo);

3 centri del Servizio Integrato in esercizio (Nucleco, Campoverde, Protex);

1 centro del Servizio Integrato non più attivo (Cemerad).

La attuale proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee che porterà ad individuare il sito dove realizzare il deposito nazionale e parco tecnologico:

Il Movimento 24 agosto per la Equità Territoriale ritiene che esistano delle criticità riscontrabili in relazione ai seguenti aspetti (ISDE):

Insufficiente correlazione tra caratterizzazione, condizionamento e classificazione dei rifiuti radioattivi

Contraddittorietà tra classificazione dei rifiuti e loro destinazione

Contraddittorietà nell’individuazione delle responsabilità.

*Ambrogio Carpentieri, Marcello Fulgione, Antonio Marsiglia, Liliana Isabella Surabhi Stea, Elio De Lorenzis, Alessia De Bellis, Pippo Satriano