AGI – È morto Emanuele Macaluso, storico esponente del Pci, di area migliorista, e attento osservatore della sinistra italiana.  Se n’è andato, a 96 anni. Era l’ultimo componente della storica segretaria del Pci diretto da Palmiro Togliatti che contava anche Longo, Amendola, Pajetta, Berlinguer, Alicata e Natta. 

Macaluso era nato a Caltanissetta nel 1924, il padre era un operaio delle ferrovie e la madre una casalinga. Si iscrisse clandestinamente al Pci già nel 1941, a soli 17 anni, nel pieno della seconda guerra mondiale.

E all’impegno politico coniuga quello sindacale: attivissimo come dirigente della Cgil, ne diviene segretario regionale in Sicilia nel 1947, l’anno insanguinato dalla strage di Portella della Ginestra. Quattro anni più tardi è eletto deputato regionale siciliano per il Partito comunista, incarico che manterrà per tre legislature.

In Sicilia, nel 1958 è l’artefice di uno scacco alla Dc rimasto nella storia. Macaluso riesce a convogliare sulla candidatura alla presidenza della Regione del democristiano Silvio Milazzo i voti di partiti di sinistra e di destra, ma anche quelli di fuoriusciti democristiani, mettendo così in minoranza il candidato ufficiale della Dc.

Una mossa spregiudicata, che molti criticheranno, ma che riceve il plauso di Togliatti. Quell’operazione politica orchestrata da Macaluso rimase epocale, tanto che derivò il vocabolo “milazzismo”, rimasto a lungo in auge nel linguaggio della politica italiana.

Esponente della destra del partito, i cosiddetti ‘miglioristi’, entra nella direzione del Pci nel 1960 e tre anni dopo è chiamato in segreteria ed eletto alla Camera dei deputati. Confermato deputato e poi senatore per diverse legislature, terminerà il suo mandato parlamentare nel 1992. L’anno prima aveva aderito al neo-nato Pds, dopo lo scioglimento del Pci.

Oltre ad essere stato un politico di primo piano, Macaluso è stato anche un grande giornalista. Terminata la guerra, giovanissimo, collabora con La voce della Sicilia. Dal 1982 al 1986 è direttore dell’Unità; poi nel 1996 fonda il mensile ‘Le ragioni del socialismo’ e dal 2011 al 2012 è l’ultimo direttore del Riformista.

Il ricordo del mondo della politica

In molto lo hanno voluto ricordare: “Anche chi non ne ha condiviso le idee può convenire che sia stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana”. Ha sottolineato nell’aula del Senato il premier Giuseppe Conte. 

“Ho conosciuto Emanuele Macaluso alla presentazione di un documentario sui minatori siciliani a Montecitorio. Il suo intervento su lavoro e giustizia sociale fu intenso e appassionato. È stato un protagonista assoluto della politica. Ci mancherà il suo sguardo libero e lucido”. Così il il presidente della Camera, Roberto Fico,

“Provo un dolore immenso. Al Pd, alla sinistra, all’Italia lascia in eredità il suo impegno civile e politico e il suo amore per la democrazia”. Scrive il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti. 

Per il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, “si è spento il faro. Resta la scintilla”

“Ho incontrato Macaluso solo negli ultimi anni della sua vita, apprezzando lo straordinario esempio di cultura, ironia, vis polemica. Un grande siciliano, una perdita per la sinistra italiana”. Scrive in un tweet il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni.