Migranti, la Mare Jonio a Lampedusa nonostante il divieto. Salvini: “E’ favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”

La nave italiana con 49 migranti a bordo disobbedisce all’alt della Guardia di Finanza che sale a bordo: “Siamo in pericolo di vita, insensato non attraccare”. La Guardia Costiera autorizza il punto di fonda. Il sindaco dell’isola: “Li accogliamo, il porto è aperto”di GIORGIO RUTA (A BORDO DELLA NAVE MARE JONIO)

La Mare Jonio, la nave italiana del progetto Mediterranea che ieri ha salvato 49 migranti a largo della Libia, è a ridosso di Lampedusa. La Gdf è salita a bordo e il sindaco di Lampedusa Totò Martello dice che i porti non sono chiusi e i 49 migranti sono i benvenuti. E l’ex sindaco Giusi Nicolini aggiunge: “La circolare Salvini è un’oscenità giuridica”. Questa la situazione poco prima delle 9 dopo una mattinata cominciata all’alba in modo concitato. Mentre Matteo Salvini a SkyTg24 dice: “La nave non entra in porto”. E aggiunge: “Questo non è un salvataggio ma favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. O c’è l’autorità giudiziaria, che prescinde da me, che riterrà che questo non sia stato un soccorso, perché mi sembra evidente in base agli elementi certi e ad altri che sono oggetto di approfondimento che c’è un’organizzazione che gestisce, aiuta e supporta il traffico di esseri umani, oppure il ministero dell’interno non indica nessun porto”.

E Di Maio: “Non sarà un nuovo caso Diciotti”. La Mare Jonio chiede l’evacuazione di un migrante che ha una sospetta polmonite mentre Casarini fa un appello: “Siamo a pochi metri da Lampedusa, sarebbe strano non attraccare qui”.

Migranti, la Mare Jonio a Lampedusa nonostante il divieto. Salvini: "E' favoreggiamento dell'immigrazione clandestina"

La Mare Jonio a ridosso di Lampedusa e la Gdf che sale a bordoCondividi  

Momenti di grande tensione tra la nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea, e la Guardia di Finanza. E alla fine, qualche minuto dopo le 7, la Guardia Costiera autorizza un punto di fonda e la nave si dirige a ridosso a di Lampedusa dove arriva circa alle 7.30 e si ferma lì, a un miglio e mezzo dal porto. Poco dopo le 8 la Gdf sale a bordo della nave. Il giornalista di Repubblica a bordo dell’imbarcazione conferma che la Gdf ha vietato via radio l’ingresso nelle acque territoriali, quindi la Mare Jonio avrebbe trasgredito. L’imbarcazione, scortata da due unità militari, si trovava con una cinquantina di naufraghi (di cui uno in gravi condizioni) e dieci dell’equipaggio in balia del mare forza 7 a un’ora da Lampedusa, circa 10 miglia. Per questo l’ordine è stato disatteso dal capitano della nave.

“Non ci fermiamo, siamo in pericolo di vita”. La Mare Jonio risponde all’alt della Guardia di Finanza

Spiega Luca Casarini, capo missione, a Repubblica: “Abbiamo fatto presente che siamo in una situazione di emergenza con onde alte tre metri, 50 naufraghi a bordo oltre l’equipaggio. Dobbiamo mettere in sicurezza la vita delle persone per questo stiamo andando a ridossare verso l’isola di Lampedusa”. Ecco l’audio dello scontro tra i finanzieri e la nave con i migranti naufraghi: “Rimorchiatore Mare Ionio da pattugliatore guardia di finanza Paolini, vi intimiamo l’alt, fermate le macchine, arrestate i motori”. Risponde il capitano della Mare Jonio: “Non possiamo arrestare nessuna macchina, qui siamo in pericolo di vita comandante, ci sono tre metri di onda”. “Siamo in condizioni di pericolo di vita”, ripete
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fonte repubbica.it

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