Metro chiuse a Roma, i pm: “Via i sigilli a Repubblica”. Sit in dei negozianti: “Riaprite subito”

Selezione per 20 nuovi tecnici. Biglietti al tornello con il bancomat, si spera nello sponsor

di LORENZO D’ALBERGO

Tre rimedi per uscire dall’imbarazzo. Tre strategie da mettere in campo nel breve, nel medio e nel lungo periodo per lasciarsi alle spalle il disastro delle scale mobili che ha eliminato dalla linea A le stazioni di Repubblica, Barberini e Spagna. Atac prova a uscire dall’angolo e a recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi tra gli improperi dei commercianti che ieri hanno manifestato in piazza, degli impiegati del centro storico e degli studenti. Costretti a levatacce immeritate per arrivare in tempo a scuola o al lavoro, attendono novità dalla municipalizzata dei trasporti.

Ieri le prime notizie. La più importante è il dissequestro da parte della procura dei due impianti, quello collassato e l’altro che si vede nei video pubblicati su internet, protagonisti dell’incidente dello scorso ottobre che per vittime ha avuto gli ultrà del Cska Mosca in trasferta a Roma. Atac si metterà subito al lavoro su quegli impianti, con l’obiettivo di riaprire la stazione il prima possibile.

L’azienda di via Prenestina giovedì ha stretto un accordo con Otis, il produttore delle gradinate automatiche, per un piano straordinario di controlli. Partenza martedì da Spagna, chiusa per ” precauzione ” dal direttore di esercizio, per poi trasferirsi a Repubblica e da lì alle altre fermate del centro. Da San Giovanni a Flaminio, ogni fermata ha almeno un impianto ko. ” Al termine verrà rilasciata dal costruttore una documentazione che attesti l’efficienza degli impianti ” , spiegano dagli uffici di Atac. Per poi promettere uno sprint anche su Repubblica: lì si punta a riaprire, una volta ottenuto il via libera del ministero dei Trasporti, dopo aver rimesso in sesto le quattro scale mobili rimaste fuori dall’incidente dei tifosi russi. L’obiettivo è di rendere la fermata disponibile ai passeggeri prima del previsto, prima di metà maggio. Un piccolo sconto di pena per pendolari e turisti a cui l’azienda chiede “scusa per i disagi”.

Fin qui la prima mossa. La seconda prevede la sostituzione in massa dei responsabili d’esercizio degli impianti di traslazione. Dominus del servizio, capaci di deciderne le sorti con una sola firma, si sono dimessi in 10 subito dopo lo scoppio delle polemiche sugli impianti di risalita e adesso, per sostituirli, Atac ne cerca 20 con una selezione interna. Dovranno avere le giuste competenze per passare gli esami del Mit, la fedina penale pulita e la residenza a Roma per evitare futuri inconvenienti con i turni.

Ultimo passo, guardando al futuro e riprendendo la lezione londinese, è il progetto di rilanciare il servizio della metropolitana con una revisione dei tornelli. Atac cerca aziende in grado di modificarne 700 a fronte di una spesa da almeno 1,9 milioni di euro per permettere ai passeggeri di acquistare biglietti singoli o giornalieri strisciando la carta di credito direttamente ai varchi delle stazioni delle metro A, B e C, della linea Roma- Lido e della Roma-Viterbo. Un progetto a costo zero per la municipalizzata, da presentare entro la metà di settembre e sperimentare per almeno un anno e mezzo dall’entrata a regime. Così l’azienda, ancora immersa nel caos delle scale mobili, proverà ad attrarre nuovi passeggeri.

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