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E’ stato approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 13 giugno, il nuovo regolamento sulla organizzazione del servizio di celebrazione dei matrimoni civili e delle unioni civili, che attraverso un disciplinare regolamenta i riti civili fuori dalla casa comunale. Il disciplinare per la celebrazione dei riti civili fuori dalla casa del Comune, prevede una serie di caratteristiche e requisiti necessari, tra questi il fatto che gli immobili dovranno trovarsi in forma temporanea, nella piena disponibilità giuridica del Comune, ovvero tali luoghi (palazzi storici, parchi, giardini, ecc.), anche se di proprietà di privati dovranno essere messi nella condizione di disponibilità comunale attraverso idoneo titolo giuridico (contratto di comodato d’uso, di locazione, di usufrutto, ecc.). Saranno particolarmente indicati immobili o luoghi in possesso di un riconosciuto valore storico, artistico, archeologico, che possa dare lustro all’importanza dell’evento e all’immagine della Città.

Naturalmente si tratta di luoghi o immobili necessariamente all’interno nel territorio comunale. Nei requisiti del disciplinare si legge anche che devono essere accessibili al pubblico, disabili compresi, devono essere forniti di servizi e agibili in base alle vigenti disposizioni normative attinente agli immobili destinati ad attività aperte al pubblico; rispettare i requisiti previsti dalla legge in materia di conformità urbanistica ed edilizia, sicurezza, impiantistica ed antincendio. I locali dovranno essere adeguatamente decorosi, in relazione alla funzione pubblica ed istituzionale cui saranno destinati, e comunque confacenti alla solennità della circostanza. Il proprietario e/o possessore dovrà, in occasione di tali celebrazioni, garantire il requisito dell’esclusività della fruibilità del luogo per tale funzione inibendone l’accesso al pubblico esterno per altri utilizzi.

“Si tratta di un cambio di passo importante – commenta il Sindaco Bennardi – il fatturato totale del comparto Matrimoni è pari a 33 miliardi di euro, nel segmento del wedding nazionale che comprende matrimoni italiani e stranieri, il fatturato è di 10 miliardi di euro e il Sud Italia è in testa sul numero di matrimoni realizzati in Italia, Sud 37,9 %; Nord 37,7%; Centro 24,3%. Sono dati che ci offre l’Associazione Nazionale Events Luxury Wedding. Dopo la pandemia che di fatto ha messo in ginocchio il settore, l’industria dei matrimoni riparte con 30mila eventi per 100mila occupati. Considerando i matrimoni annullati o rimandati dal 2020 ad oggi, si può benissimo immaginare oltre che auspicare una ripartenza nei prossimi mesi, considerando anche le comunioni e cresime. Se a ciò si aggiunge l’appeal di una città come Matera e la magia che sa offrire nel desiderio di sposarsi in una città senza tempo, questo atto amministrativo può essere davvero determinante per una ripartenza economica e occupazionale nel settore del turismo matrimoniale. Non solo, ma la possibilità di poter scegliere location diverse ed esterne rispetto alla sola casa comunale per il giorno del proprio matrimonio o unione, offre una risposta importante al diritto dei cittadini di avere un luogo consono rispetto alle proprie aspettative. A tal proposito ringrazio il presidente della commissione consiliare Mario Montemurro per il lavoro svolto, l’assessore Maria Pistone e tutti i consiglieri che hanno collaborato in commissione e votato a favore in consiglio per questo provvedimento.”