L’Antitrust scrive agli influencer: “La pubblicità deve essere sempre palese”

L’Autorità ha scritto a Fedez, Ferragni, Belen, Marcuzzi, Tatangelo, Satta, oltre alle società titolari di marchi ‘occulti’

Influencer e pubblicità: le indicazioni dell’Antitrust

Quello che dicono loro, gli influencer, diventa subito un imperativo categorico, un ‘must’ da seguire, un messaggio di grande impatto commerciale. Per questo motivo l’Autorità Antitrust, con la collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, ha inviato una serie di lettere di moral suasion perché la pubblicità risulti sempre palese.

Destinatari delle missive, tra i nomi notissimi, ci sono, secondo indiscrezioni, Fedez, Ferragni, Belen, Marcuzzi, Tatangelo, Melissa Satta, oltre alle società titolari dei marchi visualizzati senza l’indicazione evidente della possibile natura promozionale della comunicazione.

“La pubblicità – si legge nel comunicato – deve essere sempre trasparente”. Per sollecitare la massima chiarezza sull’eventuale contenuto pubblicitario dei post pubblicati, l’Autorità ha individuato criteri generali di comportamento e ha chiesto di rendere chiaramente riconoscibile la finalità promozionale, ove sussistente, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’inserimento di avvertenze. A titolo esemplificativo e alternativo, le possibilità sono diverse: #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio. 

“Considerato che il fenomeno del marketing occulto – ha spiegato l’Autorità – è ritenuto particolarmente insidioso, in quanto è in grado di privare il consumatore delle naturali difese che si ergono in presenza di un dichiarato intento pubblicitario, l’Autorità sollecita tutti gli operatori coinvolti a vario titolo nel fenomeno a conformarsi alle prescrizioni del Codice del Consumo, fornendo adeguate indicazioni atte a rivelare la reale natura del messaggio, laddove esso derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, ancorché basato sulla fornitura gratuita di prodotti”.

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