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“Ci sono tanti modi per vedere, ascoltare, dire, gustare, toccare. Tutto dipende da come ci poniamo difronte alla realtà della vita, con le sue gioie e i suoi dolori, con le sue ombre e le sue luci, con il duello con la morte. Tutto dipende dall’equilibrio interiore che si riesce a trovare esprimendo quella bellezza che ogni essere umano possiede. Solitudini, incomprensioni, mancanza di affetto, discriminazioni offuscano spesso gli orizzonti di una vita più bella, vera, autentica. Soprattutto un non vedente è capace di vedere e scrutare ciò che a volte chi possiede la vista non riesce: vigile e pieno di luce anche quando le delusioni e i tradimenti degli ideali affondano nei sentimenti, nei progetti che crollano. Mani che si muovono nello scrivere poesie, nel dipingere, nel realizzare ciò che di più bello e di sacro si porta dentro. Ma anche le tristezze, il buio dell’esistenza che fa sprofondare nelle tenebre. Leggere la propria vita e presentarla agli altri attraverso racconti, versi poetici, preghiere, tradizioni e immagini è sicuramente un dono grande: chi è capace di raccoglierlo di certo potrà arricchirsi e gustarlo, vincendo la miopia di una esistenza sciapa e scolorita, per scrutare orizzonti lontani nei quali ci si immerge e si diventa un tutt’uno. Ringrazio gli autori di questo testo che davvero “con gli occhi, con il cuore e con le mani” aiutano a sentire i palpiti della vita che, feconda e sempre più gravida, partorisce altra vita. Li ringrazio perché aiutano a riempire gli occhi di cielo mentre ancora le mani di Dio, come all’inizio di ogni cosa, servendosi delle nostre mani, impastano, modellano, tracciano la bellezza e la santità di un’esistenza che ha bisogno di essere solo vissuta e pienamente e amata”.

✠Don Pino