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“Le aree con criticità ambientali della Basilicata sono tante e vanno costantemente monitorate e bonificate.

Per questo è importante tenere alta l’attenzione sui rilievi in corso in una cava dismessa di Garaguso, in provincia di Matera, dove, secondo un’inchiesta della magistratura, alcuni anni fa, potrebbero essere stati sotterrati dei rifiuti nocivi e sullo stato di salute delle acque della diga del Pertusillo dove da qualche settimana sono state avvistate delle ampie chiazze di macchie scure”. Lo ha sostenuto in una nota l’eurodeputata del Sud e della Basilicata Chiara Gemma.

“Le due vicende sono emblematiche e devono servire come monito per controllare e preservare il territorio e il patrimonio ambientale lucano. E’ necessario – ha aggiunto Gemma – capire se nella cava dismessa di Garaguso siano stati interrati dei rifiuti pericolosi ed è giusto che l’Arpab regionale abbia tranquillizzato i cittadini assicurando che le macchie nelle acque del Pertusillo sono originate da alghe naturali e non da fattori inquinanti”.

“Ma non basta – ha specificato l’europarlamentare -.Per evitare che situazioni simili si ripetano bisogna, prima di tutto, tenere sotto stretta osservazione le aree a rischio. Quindi, è molto interessante il progetto ‘Lucas Ambiente e Salute’, annunciato alcune settimane fa dalla Regione Basilicata, che garantirà l’attivazione virtuosa di un sistema di prevenzione, tutela e cura che descriverà scientificamente gli scenari del territorio lucano e gli eventuali impatti nelle 11 aree di maggiore rischio individuate nei siti industriali contaminati di Tito Scalo, Ferrandina e Pisticci; in Val D’Agri e nella Valle del Sauro per le estrazioni petrolifere; nel Metapontino per il Centro Enea-Trisaia; nel Vulture per il Termovalorizzatore Fenice; a Barile e Matera per i due cementifici; a Potenza per la Ferriera; nell’Area Nordoccidentale del Pollino per la Centrale elettrica del Mercure”.

“Il progetto ‘Lucas Ambiente e Salute’ non sarà la soluzione – ha precisato l’on. Gemma – ma potrà sicuramente contribuire a monitorare e far comprendere gli effetti degli inquinanti nel tempo e creare maggiori condizioni di consapevolezza e partecipazione da parte dei cittadini lucani”. Le azioni operative del progetto ‘Lucas’ si svilupperanno in sinergia con altri interventi previsti dal Pnrr nel campo della prevenzione ambientale e sanitaria e verranno gestite dai Dipartimenti e dalle Agenzie competenti della Regione Basilicata e da una serie di soggetti scientifici, universitari e di ricerca, pubblici e privati.Le attività dovrebbero iniziare a febbraio prossimo a seguito di un finanziamento di 25 milioni di euro erogato dalle società petrolifere che operano in Basilicata.