**Architetta e designer. Nata a Oviedo, in Spagna, vive a Milano dalla fine degli anni ’80. È stata allieva, al Politecnico, di Achille Castiglioni. Nel 2001 ha aperto il suo studio che lavora in più ambiti: industrial design, interni, allestimenti, architettura.

Proviamo a pensare alla casa dei sogni, ma senza per forza legarci a un’idea di forma. Pensiamo ad altri legami evocativi che ci possano aiutare a cambiare il nostro abitare. Da una “casa dei sogni” a una “casa nei sogni” che appartiene a quel mondo che ci accompagna ogni notte, in apparenza incoerente, scollegato, atemporale. Dove i nostri piccoli avatar alati scendono leggeri, perché i sogni non pesano.

Mancano dei pezzi ma ne nascono di nuovi ancora da immaginare, oggetti ibridi che galleggiano e lentamente cercano dove posarsi, anche alla rovescia.

Nuovi equilibri, nuove gravità, nuove utopie. Orizzonti del pensiero collettivo. Tentiamo di non restare intrappolati nelle nostre preferenze; avventuriamoci nel rizoma, nella rete dei nostri sogni.

cappellaio matto

Credi ancora che sia un sogno, non è vero?

alice

Ma certo, è solo un’invenzione della mia mente.

cappellaio matto

Questo vorrebbe dire che non sono reale?

alice

Temo di sì, ma non mi sorprende che io sogni un mezzo matto.

cappellaio matto

Ma dovresti essere mezza matta anche tu per sognare uno come me.

alice

Evidentemente lo sono…

Mi mancherai quando mi sveglierò.

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