IMPEC SPA COSTRUIZIONE COSTRUZIONE Il Paese non può essere confinato a lungo”

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Il Paese non può essere confinato a lungo”. A parlare è il primo ministro francese, Edouard Philippe, illustrando davanti all’Assemblea Nazionale a Parigi il piano di graduale de-confinamento – la nostra “fase due”, per capirci – che scatterà ufficialmente da lunedì 11 maggio. Sempre che i nuovi contagi si mantengano fino ad allora sotto controllo, “fra i 1.000 e i 3.000” casi al giorno.

Il rigido lockdown decretato oltralpe il 17 marzo “è stato uno strumento efficace per contenere epidemia e per proteggere i più fragili”. Ma prolungare il confinamento “avrebbe effetti pesantissimi”, ha spiegato Philippe, arrivando ad evocare il rischio di una “implosione” con il “crollo dell’economia”. Quindi “progressivamente e prudentemente”, dal momento che il contagio arretra “in modo lento, ma regolare” dal 14 aprile, i francesi possono prepararsi alla fase del de-confinamento.

“Proteggere, testare, isolare”
La strategia che guiderà l’attuazione della “fase due” della Francia, prevista fino al 2 giugno, seguirà tre parole d’ordine: “Proteggere, testare, isolare”. E sarà flessibile, adattabile cioè in base alla situazione dei vari Dipartimenti, non tutti colpiti allo stesso modo dall’epidemia, e quindi distinti in zone “verdi” e “rosse” in base al numero dei contagi registrati. “Agire progressivamente, adattare localmente”, ha sottolineato il premier, insistendo anche sul fatto che nei prossimi mesi occorrerà “imparare a vivere con il Covid-19 e a proteggerci”. Anche perché è concreto il rischio di una seconda ondata di contagi, mentre difficilmente potremo avere un vaccino “prima di 12-24 mesi”.

Circolazione libera entro i 100 km
Il piano, più in dettaglio, prevede innanzitutto la libertà di circolazione senza obbligo di autocertificazione in un raggio di 100 chilometri dalla propria abitazione: le trasferte oltre i 100 chilometri saranno possibili “soltanto per motivi imperativi, familiari o professionali”. Insomma, “la riapertura non è il momento per andare a fare dei week-end fuori”. Via libera immediata anche alla riapertura delle saracinesche per i negozi al dettaglio di beni non essenziali e i mercati sia coperti che all’aperto, a condizione che siano in grado di garantire il rispetto delle misure sanitarie anti Covid-19. “I mercati, per cui il divieto è la regola e l’autorizzazione l’eccezione, saranno in generale autorizzati, solo se i sindaci o i prefetti ritengono di non essere in grado di far rispettare” le norme di sicurezza.

Regole di sicurezza rigide
Obblighi rigidi sono previsti dal Governo in particolare per il numero dei clienti presenti in negozio, il distanziamento minimo e la regolazione dei flussi di entrata e uscita. Le mascherine sono invece raccomandate sia per il personale sia per i clienti “quando le misure di distanziamento fisico non possono essere garantite”, e i commercianti potranno impedire l’accesso al negozio a chi si presenta senza protezione. Quanto ai centri commerciali i “prefetti potranno decidere di non aprire, oltre i reparti alimentari già aperti”, quelli di oltre 40mila metri quadri che secondo Parigi rischiano di suscitare spostamenti e contatti non necessari.

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