AGI – “Negli anni passati abbiamo vissuto la frantumazione della rappresentanza, si sono affermati nuovi partiti in modo nuovo e prorompente, se vogliamo ricomporre il quadro non è possibile farlo con una legge che costringa sensibilità diverse nello stesso involucro. Questo artificio condurrebbe all’instabilità e alla precarietà. Piuttosto bisogna contribuire a perseguire uno strumento che possa dispiegare appieno la capacità di favorire la rappresentanza democratica di tutte le forze che recuperino magari dall’assenteismo i cittadini sfiduciati. Ovviamente poi queste forze dovranno fare accordi programmatici di alto profilo per generare governi fondati su programmi chiari e una prospettiva solida e feconda”.

Con queste parole nel suo intervento in aula al Senato, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, traccia la strada politica per la sua auspicata maggioranza di M5s-Pd-Leu ed europeisti per questa legislatura, per la prossima campagna elettorale e per il futuro della politica italiana.

Il maggioritario fu introdotto nella legislatura dal 1992 al 1994. I premier dell’epoca furono Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi. Alle successive elezioni maggioritarie del 1994 FI, Lega, An e Ccd vinsero, ma ruppero la loro alleanza in meno di un anno. Da allora il maggioritario ha consentito una legislatura quinquennale stabile solo dal 2001 al 2006 con governi di centrodestra, guidati ininterrottamente da Berlusconi. Le altre legislature con il maggioritario hanno sempre visto cambiamenti di premier e di maggioranze, come nel caso del Conte I e del Conte II.

L’intervento di Conte ha ricalcato, questa mattina, in larga parte il testo di ieri mattina alla Camera. Il premier cita Mattarella, la Presidenza Biden e anche Elsa Morante con il romanzo ‘L’isola di Arturo’ per sottolineare la novità di Procida capitale della cultura 2022. Conte vede il pericolo di “rabbia” sociale e “scontri violenti”: “Servono un Governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e della delicatezza dei compiti, servono donne e uomini capaci di rifuggire gli egoismi e di scacciare via la tentazione di guardare all’utile persona. Servono persone disponibili a riconoscere l’importanza della politica. La politica è la più nobile tra le arti e tra i saperi, se indirizzata al benessere dei cittadini. Quando la politica si eclissa questa istanze rischiano di essere ai margini o, peggio di sfociare in rabbia o nello scontro violento”.

Per questo motivo Conte chiede anche al Senato il voto di M5s, Pd, Leu ed europeisti. I numeri sono più incerti rispetto alla Camera, dove il premier ha ottenuto la maggioranza assoluta. “Chiediamo – dice Conte a palazzo Madama – un appoggio limpido, un appoggio trasparente, che si fondi sulla convinta adesione a un progetto politico. Certo i numeri sono importanti, oggi lo sono ancor di più. Questo è un passaggio fondamentale nella vita istituzionale del nostro Paese ed è ancora più importante la qualità del progetto politico”.

Resta la chiusura nei confronti di Italia viva: “In questi giorni ci sono state continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacita’ di decidere. Vi assicuro che e’ complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza”.