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Esattamente oggi, 40 anni fa, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa venne assassinato dalla mafia assieme alla moglie e all’agente di scorta. Un dolore indelebile che ha lasciato una traccia profonda in tutti noi. A 40 anni di distanza, però, vi sono ancora tanti punti oscuri sul suo assasinio e sulla sparizione di una valigetta contenente documenti scottanti riguardanti indagini che stava svolgendo.

Dalla Chiesa aveva chiesto poteri speciali per combattere la mafia così come aveva combattuto il terrorismo ma concretamente non gli furono mai concessi. Ampie le zone d’ombra che rimangono ancora sulla sua uccisione; del resto, le indagini hanno stabilito che dietro a quel delitto vi è stata una convergenza di interessi tra Cosa Nostra e settori della politica e dell’economia.

Mi piace ricordare quello che il generale suggeriva: “Chiunque pensasse di combattere la mafia nel pascolo palermitano e non nel resto d’Italia non farebbe che perdere tempo”. Possiamo solo sperare che non si smetta di seguire il suo monito continuando una dura lotta alle mafie, su tutto il territorio nazionale. Questo è l’unico modo per poter onorare la memoria di questo servitore dello Stato.

Gianni LEGGIERI

Consigliere Regionale M5S Basilicata