AGI – Via al secondo round di consultazioni per il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, che oggi a Montecitorio incontra le delegazioni delle principali forze politiche: l’ex presidente della Bce vedrà i rappresentanti di Pd, Iv, Leu, Fdi, Fi e Lega, mentre domani alle 12.45 sono attese le parti sociali. Possibile anche un vertice con le forze politiche che sosterranno l’esecutivo, riferiscono fonti parlamentari.

Draghi ha già messo sul tavolo le linee guida che dovrebbero caratterizzare l’attivita del nuovo governo: velocizzare il programma di vaccinazione anti Covid; interventi sul lavoro, vera e propria emergenza in vista dello stop al blocco dei licenziamenti a marzo; investimenti (non più risorse a fondo perduto) per le imprese muovendosi su due direttrici: turismo e infrastrutture. Infine, ma non ultima per importanza, la scuola, con l’ipotesi di prolungare il calendario scolastico nei primi mesi estivi così da consentire agli studenti il recupero dei giorni persi a causa della pandemia e mettersi subito all’opera per organizzare a settembre l’avvio del nuovo anno scolastico con tutte le cattedre già assegnate.

Il premier incaricato, parlando con le delegazioni delle forze politiche ‘minori’, ha già indicato le riforme da mettere in campo per mettere al sicuro le risorse del Recovery plan. Tre quelle indicate dall’ex numero uno della Bce: fisco, giustizia civile e Pubblica amministrazione. E poi il capitolo ambiente: l’obiettivo è una riconversione del sistema produttivo.

Nessun accenno, invece, ai tempi: quando scioglierà la riserva, quando è ipotizzabile il voto di fiducia in Parlamento. Non solo. Draghi delude chi si attendeva di avere una prima bozza della possibile futura squadra: nessun nome, solo la garanzia che sceglierà “i migliori”, nessun accenno di organigramma, né tantomeno anticipazioni sulla composizione (se saranno ministri tecnici, politici o, come appare sempre più probabile, un mix).

L’unico riferimento più ‘politico’ l’ex numero uno della Bce lo fa sulla maggioranza, che deve essere “solida”. I partiti aspettano le prossime mosse di Draghi, ma al netto del malessere che ancora persiste nel Movimento 5 stelle, non ci saranno veti da parte delle forze politiche. Neanche appunto dalla delegazione M5S che oggi dovrebbe chiedere solo garanzie sul programma. La base pentastellata si esprimerà tra mercoledì e giovedì sulla piattaforma Rousseau, decisione questa che spiazza i gruppi parlamentari, anche per la tempistica che nei fatti – osserva un ‘big’ M5s – blocca il lavoro di Draghi.

La Lega è sempre più orientata verso il via libera all’esecutivo e il Carroccio fa sapere che è pronto a votare il regolamento sul Recovery Fund al Parlamento europeo, segnale ulteriore dell’apertura ‘europeista’ del movimento di Matteo Salvini. Confronto aperto anche all’interno del Pd, dove dopo la nascita del governo si aprirà la strada al congresso. “Con l’ipotesi – dice un ‘big’ del Nazareno – che questo governo arrivi fino alla nomina del Capo dello Stato e poi ci sia il voto”. Ma il programma Draghi sembra di fine legislatura.