Visite Articolo:
116

Presidente Sergio Mattarella,

non riusciamo a contare il numero di lettere a Lei inviate in passato dalla nostra associazione, evidentemente considerate non degne di risposta.

Torniamo a Lei dopo le Sue dichiarazioni in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Dichiarazioni così pregne di vuota retorica da ferire profondamente noi tarantini.

Con il rispetto che si deve al Capo della nostra nazione, intendiamo sottolineare alcuni passaggi del Suo discorso, permettendoci di analizzarli alla luce della cruda realtà che investe quotidianamente Taranto e i suoi figli.

“Il tema ‘Dignità, libertà e giustizia per tutti’ richiama, quest’anno, a traguardi che non sono stati raggiunti in tante parti del mondo”, Lei afferma giustamente. Noi vorremmo aggiungere che, tra le tante parti del mondo, non ci si dovrebbe dimenticare di inserire l’Italia, il Suo e nostro Paese.

Vorremmo umilmente ricordare che giusto il 12 gennaio di quest’anno, solo undici mesi fa, la Commissione per i Diritti Umani dell’ONU, l’organismo che nel 1948 adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha presentato un rapporto alquanto duro su quelle che ancora oggi sono ritenute “zone di sacrificio umano”.

L’esistenza di tali zone”, si legge nel rapporto, “è una macchia sulla coscienza collettiva dell’umanità”.

Con parole rabbiose, la Commissione ci presenta una realtà insopportabile: “Spesso create attraverso la collusione di governi e imprese, queste aree sono l’opposto dello sviluppo sostenibile, danneggiando gli interessi delle generazioni presenti e future; le persone che ci abitano sono sfruttate, traumatizzate e stigmatizzate, sono trattate come usa e getta, le loro voci ignorate, la loro presenza esclusa dai processi decisionali e la loro dignità e i loro diritti umani calpestati”.

Dopo questi due passaggi, la Commissione elenca alcuni casi emblematici di “zone di sacrificio umano”. Per quanto riguarda l’Europa occidentale, viene presentata questa situazione:

L’acciaieria Ilva di Taranto, in Italia, da decenni compromette la salute delle persone e viola i diritti umani scaricando enormi volumi di inquinamento atmosferico tossico.

I residenti nelle vicinanze soffrono di livelli elevati di malattie respiratorie, malattie cardiache, cancro, disturbi neurologici debilitanti e mortalità prematura.

Le attività di pulizia e bonifica che avrebbero dovuto iniziare nel 2012 sono state posticipate al 2023, con l’introduzione da parte del Governo di appositi decreti legislativi che consentono all’impianto di continuare a funzionare. Nel 2019 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha concluso che l’inquinamento ambientale continuava, mettendo in pericolo la salute dei ricorrenti e, più in generale, quella dell’intera popolazione residente nelle aree a rischio”.

Naturalmente, Taranto risulta essere un caso eclatante a livello mondiale, ma noi tarantini immaginiamo che altre zone della nostra bella Italia siano più o meno nelle stesse condizioni. Taranto è uno degli oltre 40 siti di interesse nazionale che per legge dovrebbero essere bonificati, presidente Mattarella.  Per legge! Quella legge che ci insegnano a rispettare fin dalle scuole elementari.

Così, Lei ci trova perfettamente d’accordo quando afferma che “colpiti sono sempre i più vulnerabili e indifesi”, e che “la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani impegna tutti i membri della Comunità internazionale a comportamenti coerenti con tali altissimi e irrinunciabili principi”. Resta, però, in noi l’amara constatazione le Sue siano soltanto parole di circostanza; parole che non rendono giustizia a bambini cui è stato negato il diritto di crescere in salute e in un ambiente salubre, che non recano alcun conforto a genitori condannati alla pena capitale dell’eterna sofferenza, che condannano le maestranze a occupazioni più vicine alla vergogna della schiavitù che alla nobiltà del lavoro; che calpestano il lavoro pulito di attività secolari del nostro territorio a favore di produzioni altamente inquinanti; che offendono la bellezza di cui Taranto e la sua provincia tutta sono ambasciatrici italiane nel mondo.

Affidiamo la conclusione di questa nostra proprio alle Sue parole, confidando, questa volta, in una risposta, anche alla luce dell’azione inibitoria presentata da dieci nostri aderenti più un bambino contro Acciaierie d’Italia spa, Acciaierie d’Italia Holding spa e Ilva in as. Azione che ha spinto il Tribunale di Milano, che nutre seri dubbi sulla legittimità dei cosiddetti decreti salva-Ilva, a rivolgersi, con una propria ordinanza, direttamente alla Corte di Giustizia Europea.

“La Repubblica Italiana, in aderenza al dettato costituzionale e in spirito di autentico multilateralismo, conferma il suo impegno a favore delle iniziative di difesa e promozione dei diritti umani sviluppate sia in ambito nazionale sia nel contesto internazionale”.

In ambito nazionale, appunto.

Distinti saluti.

Associazione Genitori tarantini