Gigante Gentile trionfa al supplementare

La Virtus sbanca Masnago (90-85) con 32 punti di Ale, strappando due punti preziosi per la Final Eight di Coppa Italia. Varese annuncia ricorso

Trentadue punti di Alessandro Gentile, 7 di fila, solo suoi, negli ultimi 2’ del supplementare, da -2 a +5, giustiziando una Varese ormai sfinita, danno alla Virtus una vittoria non scintillante, ma preziosa, nonchè utile pure all’autostima, per non sentirsi più segnata nei finali a rovescio. Ci aveva provato a perderla, la Segafredo, incastrando nefandezze nel tempo regolare, soprattutto quando non era stata capace di fare un fallo, sull’ultimo attacco lombardo a -3, e ne aveva subito, al secondo tentativo, l’ovvia bomba di Wells. Nell’overtime, Caja non aveva più squadra (fuori per falli Okoye e Ferrero, i migliori, dopo Waller e Hollis, non a referto), eppure l’ha guidata fino a un minuto grasso dal gong, quando la Virtus è passata con le spallate del suo uomo più forte (14/23, voto 8.5), che si è così fatto perdonare pure i due tiri-partita falliti al 40’. C’è stato di tutto, dentro il Santo Stefano a Masnago, che, a dire dei dirigenti locali, non è ancora finito. Annuncia infatti ricorso il club lombardo per un’azione d’attacco nel supplementare mal amministrata dagli arbitri con l’istant replay (stoppata di Slaughter su Wells, rimessa varesina con qualche secondo utile, palla data invece agli ospiti per i 24″ spirati). L’azione, per un errore del tavolo, era effettivamente durata più dei 24″. Incolpevoli sia i giocatori di Varese che di Bologna.
Per ora, alla fine, ci sono stati i due punti preziosi in proiezione Coppa Italia. La prestazione, di nuovo, è stata alterna, a lungo opaca, contro una rivale modesta e monca, ma tenere in difesa è stato il prodromo per sfondare poi in attacco: con l’uomo solo al comando, ma pure con Aradori (5/9 a 10 rimbalzi, con utile concentrazione di cose buone nel finale, voto 7), Umeh (5/9, 6.5) e Baldi Rossi (4/8, 7 da cervello aggiunto), in assenza di Lafayette, a lungo di Slaughter (1/1, 6) e Lawson (2/4, 5.5), sempre di Ndoja (0/3, 5).
Cronaca. Fuori Waller e pure Hollis di qua, Lafayette di là, guida subito, per Ramagli, Stefano Gentile. Caja ci mette meno d’un minuto a mostrare la zona: solo sulle rimesse, per ora, e Baldi Rossi gliela buca subito, da tre. Ma sarà l’unica tripla nel quarto di una Virtus affannata in attacco e più solida dietro: sempre avanti, comunque, anche di 7, tranne un breve -1 firmato da Ferrero, capitano coraggioso.
Secondo quarto, guida Pajola e, da tre, si rivedono Lawson e Umeh: 25-20, ma i troppi palloni che arrivano in area, dove Lawson è margarina, costano l’immediato sorpasso: 27-25. La partita vira sul viavai, su e giù per il campo con più errori che bellezze, ed è un passo che non premia la Segafredo: difatti, quasi solo con contropiede e transizione, Varese si issa al suo primo +4 (36-32), sfruttando le altrui sventatezze assortite. La Vu s’aggrappa agli assist di Baldi Rossi, il più lucido contro la tignosa difesa di Caja, ma al tè ci va sotto: 36-38.
Ripresa. Apre di nuovo Baldi Rossi, da tre, poi Gentile col trattore e lo stesso Fbr in entrata: ancora +5, ma dura niente. Le percussioni di AleGent tengono la Vu avanti, e soprattutto Ferrero sale a quattro falli. La Virtus non riesce ad allungare, così al 29’ torna avanti Varese, su antisportivo di Aradori: 53-51. E gol in solitudine di Tambone per il +4 alla sirena.
Ultimo giro. Varese coglie subito un +6, ma qui sbaglia di tutto e la Vu respira: 57 pari a 7’. Umeh sorpassa (60-59), Okoye replica con un prodigio dall’angolo e soprattutto Ferrero, tornato dentro, è sempre lui: da tre, 64-60. Da tre anche Ale e, soprattutto, a ruota, finalmente Aradori, per il sorpasso (68-66 a 3’15”). Di nuovo Ferrero, 69-68, Slaughter coi liberi (70-69). Quinto di Ferrero su Ale in palleggio, Ale stoppa Okoye e, in attacco, segna il +3 a 50”. Un libero di Slaughter per il +4, Wells per il 71-73, un libero Aradori a 24”: 74-71. La Vu lascia storditamente la tripla prima a Natali poi a Wells. Gol, pari a 10”. L’ultimo tiro è di Ale. Anzi, due. Stoppato, poi fuori. Overtime.
Cinque minuti di paura. 0/2 di Stefano per aprirli, Cain per il +2 varesino, Tambone per il +3, sempre raggiunti da Aradori. L’ex ravennate si mangia il +4 in contropiede da solo (passi). Ale prima pareggia poi sorpassa (83-81). Slaughter stoppa Wells a 48”, l’instant replay rileva pure un’infrazione di 24”. E al secondo 24 Ale dall’angolo, impiccato da tre, fa partita: 86-81. Seguono tanti liberi, ma nulla cambia più.
Varese-Virtus 85-90 dts
Varese: Wells 13, Avramovic 8, Okoye 18, Ferrero 17, Pelle 6, Tambone 9, Natali, Cain 14.
Virtus: Gentile S. 7, Aradori 17, Gentile A. 32, Baldi Rossi

10, Slaughter 5, Pajola, Umeh 12, Ndoja, Lawson 7.
Arbitri: Biggi, Aronne, Morelli.
Note: liberi: Va 13/21, Bo 16/23. Da due: Va 24/44, Bo 22/36. Da tre: Va 8/25, Bo 10/32. Rimbalzi: Va 43, Bo 39.
Parziali: 5’ 4-9, 10’ 14-17, 15’ 27-28, 20’ 38-36, 25’ 45-47, 30’ 55-51, 35’ 66-63, 40’ 74-74, 45’ 85-90. Massimo vantaggio V: +7 (13-6) al 7’. Massimo svantaggio: -6 (51-57) al 31’.

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