Gerusalemme, ambasciata Usa: scontri tra manifestanti e forze dell'ordine
(reuter)
E’ il giorno della cerimonia che coincide con i 70 anni dalla fondazione dello Stato d’Israele. Tensioni e scontri nei Territori e Gaza. L’esercito avverte: “Non oltrepassate i confini”. In 15mila sono scesi in piazza e si dirigono verso il confine. Morti e feriti
GERUSALEMME – Si sono avvicinati alla frontiera e hanno lanciato pietre in direzione dei soldati che hanno risposto sparando. Alcune media riferiscono di 16 morti e decine di feriti. In massa si stanno preparando ad attraversare il confine. Gli Stati Uniti oggi spostano la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, confermandone il riconoscimento di capitale d’Israele. Una mossa che da quando è stata annunciata, sei mesi fa, ha provocato forti tensioni, condannata dai palestinesi e celebrata da Israele.
lla cerimonia di apertura, che coincide con il 70esimo anniversario della fondazione di Israele,  non parteciperà Donald Trump che con ogni probabilità invierà un video messaggio. Presenti diplomatici americani, Ivanka Trump e il marito Jared Kushner. “Ritorno a Gerusalemme con grande gioia”, ha scritto Ivanka su Instagram. “Sono onorata di parte della delegazione che rappresenta il presidente Trump, la sua amministrazione e il popolo americano a questa storica cerimonia”, ha aggiunto.
L’ambasciata si trova all’interno del consolato nell’area residenziale di Arnona, blindata per l’occasione, a pochi passi dal kibbutz di Ramat Ramachel, alla periferia meridionale della città. E’ prevista la ricerca di uno spazio più grande dove spostarla definitivamente. Migliaia di palestinesi si sono già radunati lungo il perimetro che separa Israele dalla Striscia di Gaza. Dalla fine di marzo, le proteste e le manifestazioni da parte palestinese, hanno già provocato più di 40 vittime, tutte palestinesi, uccise dalle forze armate israeliane. Per sette venerdì consecutivi i giovani di Gaza hanno in massa partecipato alle manifestazioni che prendono il nome de “La marcia del ritorno”, precedenti il giorno della Nakba, la “catastrofe”, come i palestinesi considerano la nascita dello Stato d’Israele nel ’48.

Gerusalemme Capitale, scontri a Gaza tra palestinesi e esercito israeliano

Tutto avviene nonostante la forte opposizione del mondo arabo, dei palestinesi, dell’Onu e di gran parte della comunità internazionale, Ue compresa, tutti preoccupati che questo passaggio segni la fine della soluzione a 2 Stati.  Sul fronte europeo saranno quattro su 28 le nazioni dell’Ue a essere presenti a Gerusalemme: Austria, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca. Una scelta che sarà seguita, almeno per due di loro (Repubblica Ceca e Romania, seppur con svariate polemiche all’interno degli stessi Stati), dalla decisione di spostare, anche se con tempi e modalità diverse, la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.  Non ci saranno – secondo i media – né la Russia né l’Egitto.
Superblindata tutta l’area intorno all’ambasciata e al confine. Lo Stato ebraico dice di non volere un’escalation ma ribadisce che nessun palestinese potrà superare impunemente il confine. Chi vuole restare illeso, avvertono i militari, non si avvicini. Ma gli avvertimenti servono a poco. Già nelle prime ore della mattinata, a Gaza, camion e autobus sono stati inviati in vari punti della città per trasportare i manifestanti al confine con Israele dove sono state organizzate le proteste denominate “Giorno dell’Ira”. Dagli altoparlanti delle mocheee i muuezzin esortano la popolazione a unirsi in massa alle proteste per raggiungere la cifra di un milione di manifestanti.