di Stefano De Angelis

Da lontano, a prima vista, sembra una struttura ultramoderna blindata. Una sorta di mega hangar. I più fantasiosi potrebbero pensare a un complesso spaziale con tanto di navicelle o adibito alle sperimentazioni segrete del terzo millennio. Qualcuno potrebbe domandarsi: ma cosa accade all’interno? Più ci si avvicina, però, e l’immaginazione sfuma lasciando il passo alla realtà.
Entrati nell’anello di asfalto che costeggia la costruzione s’intravedono alcuni colori: giallo, azzurro, rosso. Sono le tinte dei seggiolini che si affacciano sul prato verde, nuovo di zecca, un tappeto da biliardo, lungo 105 metri e largo 68. Poi ci sono gli spazi aperti ricavati tra i mastodontici muri di sostegno: sono gli ingressi, curva sud, curva nord, distinti est. È la nuova casa del Frosinone calcio, un impianto all’avanguardia, futuristico. Una bomboniera.
È la fortezza dei Leoni ciociari, a caccia del ritorno in serie A. Tubolari e travi di ferro formano una sorta di schermo a protezione dello stadio, imponente, sorto sulle ceneri del vecchio Casaleno. È tutto coperto, non serviranno più ombrelli e mantelle. Il colpo d’occhio è d’effetto, l’impatto è notevole. «Lo abbiamo realizzato in tempi record, abbiamo fatto un miracolo» ha sottolineato il presidente del club, Maurizio Stirpe, nel primo discorso tenuto a «casa Frosinone».
Dentro è una meraviglia, lo sarà ancora di più con i tifosi assiepati sugli spalti a pochi metri dai giocatori. Barriere trasparenti di vetro antisfondamento separano il pubblico dal campo. È come se non ci fossero, però: sembrerà di stare sul terreno. Un’emozione. È una particolarità anche questa, che fa dello Stirpe uno stadio sul modello inglese.
Non è così per tutta la tribuna, elegante e spaziosa. Un blocco a parte. Si erige dietro le panchine delle squadre, comode: poltroncine colorate di giallo e azzurro, fondo in erba sintetica, quasi dei salotti. Il settore (composto da tribuna centrale nord e sud, laterale nord e sud, superiore nord e sud per un totale di 3.259 posti a sedere tra cui 17 per disabili, da tribuna autorità -186 posti -, d’onore -154 – e da 16 palchi da 8 posti ciascuno e uno centrale da 16) si estende con una pendenza verso l’alto che, gradualmente, aumenta la distanza dai protagonisti del match. Lo spettacolo, però, sarà comunque entusiasmante e imperdibile.
Dopo le ultime file di seggiolini, in cima ci sono la tribuna stampa (76 postazioni con aree per le riprese tivù), dieci salottini da 8 posti ciascuno e sala Gos, gruppo operativo sicurezza. Lo stadio Città di Frosinone, intitolato a Benito Stirpe, cavaliere del lavoro e padre del patron Maurizio (una grande scritta bianca campeggia all’ingresso della tribuna centrale), ha una capienza di 16.125 spettatori, 1.035 per gli ospiti, sistemati in uno spicchio circoscritto a lato della curva sud, che potrà ospitare 2.845 supporter giallazzurri. Il cuore della tifoseria, la curva nord, ne potrà contenere 3.903 più 17 per disabili. Poi, al centro del semianello, tra le due curve, c’è la tribuna est, i distinti per intenderci, con 4.517 posti (17 per disabili).
Ad arricchire l’impianto, punti ristoro, un’area hospitality e uno store per il merchandising. Tra gli obiettivi c’è anche quello di realizzare un museo del Frosinone calcio sotto la pancia della tribuna. E’ solo l’inizio. Oggi il sogno diventa favola per un nuovo ciclo del club.