Nei primi incontri con le delegazioni parlamentari in vista del voto di fiducia, il presidente incaricato Mario Draghi ha esplicitato quelle che saranno le linee guida della sua politica fiscale, che potrebbe sfociare in una riforma organica del sistema: nessuna patrimoniale e nessuna flat tax, la progressività fiscale (si contribuisce in base a quanto si guadagna) non si tocca. Piuttosto, è possibile intervenire con una revisione dell’Irpef.

Il progetto di mettere mano all’Imposta sui redditi delle persone fisiche era già parte dell’agenda del Conte bis, che prevedeva di realizzarla entro quest’anno. L’obiettivo era l’abbassamento delle aliquote volto a ridurre il carico fiscale sul ceto medio

Le aliquote attuali

Posto che chi rientra nella no tax area fino a 8.174 euro l’anno l’Irpef non la deve considerare, restano cinque gli scaglioni di reddito da considerare ai fini dell’applicazione delle aliquote Irpef, che vanno dal 23% al 43% a seconda del proprio reddito.

Le aliquote Irpef 2020

  1. fino a 15.000 euro aliquota Irpef 23%: imposta dovuta 23% del reddito
  2. da 15.001 a 28.000 euro aliquota Irpef 27%: 3.450,00 27% sul reddito che supera i 15.000 euro
  3. da 28.001 a 55.000 euro aliquota Irpef 38%: 6.960,00 38% sul reddito che supera i 28.000 euro
  4. da 55.001 a 75.000 euro aliquota Irpef 41%: 17.220,00 41% sul reddito che supera i 55.000 euro
  5. oltre 75.000 euro aliquota Irpef 43%: 25.420,00 43% sul reddito che supera i 75.000 euro

Possibile revisione aliquote

Non si hanno ovviamente numeri su come potrebbero cambiare le aliquote, ma l’idea di Draghi sarebbe quella ridurre le aliquote relative ai redditi medio-bassi. Secondo quanto ricostruito dall’Ansa, questo taglio potrebbe essere compensato attraverso il riordino delle detrazioni (tax expenditures) che complessivamente costano al fisco 300 miliardi di gettito ogni anno.

Giù le tasse sul lavoro

Il principio di fondo, in linea con la filosofia espressa a più riprese da istituzioni internazionali come l’Ocse, sarebbe quello di ridurre le tasse sui redditi da lavoro, e aumentare i prelievo su rendite e patrimoni, pur senza introdurre una vera patrimoniale.

Il nodo politico

Naturalmente la sintesi politica tocca a Draghi, che dovrà far digerire alla Lega di Salvini il no alla flat tax, vecchio cavallo di battaglia del Carroccio. In via Bellerio dovranno farsi bastare l’assicurazione da parte dell’ex presidente BCE a non introdurre alcuna patrimoniale nè alcuna nuova tassa, palese od occulta.