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A  Canosa di Puglia, a  poche ore dalla chiusura della campagna elettorale , il candidato consigliere comunale  Giosuè Gilberto Di Molfetta della lista civica  Borgo Antico,  a sostegno del candidato Sindaco Giuseppe Mario Tomaselli presenta alcune priorità del sue programma elettorale.

“Molti, in questi giorni, mi hanno chiesto le ragioni della mia candidatura. Non sono un professionista della politica, non ho

tessere di partito, non vengo dai banchi del consiglio comunale. Posso vantare solo un’ esperienza professionale da molti anni, a livello nazionale e internazionale. Da cittadino, naturalmente, ho sempre partecipato alla vita di questa comunità, collocandomiall’interno dell’area dell’ agricoltura, ristorazione, eventi regionali e internazionali.

Perché, allora, la decisione di questo impegno diretto, in prima persona, come Aspirante Candidato Consigliere Comunale della lista

”BORGO ANTICO”, con la candidatura di Giuseppe Tomaselli a Sindaco? A livello emozionale ha pesato molto il debito di riconoscenza che ho maturato nei confronti di questa città, che mi ha visto crescere, mi ha dato la possibilità di studiare, di formare una famiglia,di avviare un’attività professionale ricca di soddisfazioni, soprattutto di vivere in una città dignitosa, laboriosa, tranquilla, solidale.

A livello più meditato, mi ha spinto ad accettare questa sfida la consapevolezza che la nostra città sta cambiando profondamente ed è dovere di ognuno di noi adoperarsi perché il cambiamento non si traduca in un peggioramento delle

condizioni di vita e delle prospettive per i nostri figli. Nel mio programma elettorale ricorrono spesso parole come solidarietà, sicurezza e autotutela sociale, partecipazione, coesione sociale. Sono valori che dobbiamo riscoprire, abbandonando

egoismi, personalismi, contrapposizioni sterili. C ha ormai abbandonato la condizione di piccola città burocratico-professionale e si avvia verso una nuova stagione della sua vita, che sarà quella di una città medio-piccola, dove debbono

integrarsi qualità del lavoro e condizioni di vita, offerta ambientale e servizi avanzati tipici della città moderna. Solo così si potranno rilanciare e rafforzare, in termini nuovi, il ruolo e la funzione di CANOSA, quale capoluogo Archeologico della

Daunia e indispensabile punto di riferimento per la Puglia. Ogni discorso programmatico deve, perciò, integrarsi nel contesto dell’area vasta, cioè della piccola ma densa conurbazione metropolitana dell’hinterland canosina. Al centro del mio programma, ci sono progetti perla tutela delle persone, soprattutto quelle che hanno problemi di salute, giovani e anziani, sono quelli che definisco obiettivi solidale ed emozionali. Il primo: i giovani. Dobbiamo essere consapevoli che per questa città non può esserci futuro se non riusciamo a fermare l’esodo dei nostri figli e nipoti. Sono giovani di qualità, legati a CANOSA, ai quali noi dobbiamo offrire innanzitutto attenzione e fiducia.

Sono i naturali interlocutori per la gestione dei tanti contenitori vuoti presenti in città. L’integrazione deve essere il primo passo,

organizzando una rete di forte attrattività, come può essere nel campo del turismo, gastronomia,

archeologia, artigianato, sport, agricoltura, e tante altre attività. Ed in rete vanno posti i centri di eccellenza, che pure ci sono in città. Penso ai diversi Istituti scolastici che abbiamo come vere grande opportunità di insegnamento e poi di lavoro per i nostri giovani. L’altro obiettivo emozionale è quello delle donne. Ho notato che se ne parla poco, eppure le donne

sono i primi ammortizzatori della crisi economica e dei tagli al Welfare. Sono le donne che, sacrificando opportunità di lavoro e di

realizzazione personale, suppliscono alle carenze dello Stato in materia, ad esempio, di servizi per l’infanzia e di assistenza agli anziani.

Un’amministrazione comunale che si rispetti deve liberare queste energie, mettendo a disposizione

servizi di assistenza domiciliare, asili nido e altre opportunità. E, infine, l’obiettivo della coesione sociale. CANOSA è una piccola città, ci si conosce tutti. Quante volte abbiamo detto o sentito questa frase? Ma se la conoscenza diventa occasione di

pettegolezzo, di calunnia, di egoismi e di contrapposizione, allora la dimensione medio-piccola della città si trasforma da pregio in

difetto. E invece della conoscenza reciproca deve nascere la riconciliazione, la solidarietà, la partecipazione, la cittadinanza attiva. Chi avrà la bontà di leggere il programma troverà molte indicazioni che vanno in questa direzione: il bilancio partecipato, forme di consigli di quartiere, la consulta dei disabili, dello sport, della cultura, il forum giovanile, la partecipazione delle associazioni all’attività amministrativa. La città deve entrare nel Palazzo, non per reclamare privilegi, ma per offrire collaborazione e per pretendere trasparenza e legalità.C’è bisogno della collaborazione di ciascuno di noi, perché si tratta di contribuire alla crescita della città dove abbiamo amato vivere e dalla quale non vorremmo che i nostri figli fuggissero. Perché questo sogno si realizzi io metto adisposizione la mia esperienza, la miaprofessionalità, il mio tempo che sarà dedicato interamente all’attività amministrativa, ma soprattutto il mio cuore e il mio amore che ho da sempre per la nostra CANOSA”.