Sarà il giorno più difficile per Mario Draghi, che vedrà oggi la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle, capitanato dal suo leader ideologico Beppe Grillo, giunto a Roma per le consultazioni del Presidente incaricato.

Pioggia di sì al governo Draghi

E mentre la maggioranza ha fatto quadrato attorno all’ex Presidente della BCE, per senso di “responsabilità, assieme a Forza Italia, che ha dato il suo appoggio, ed Italia Viva di Matteo Renzi, che ha pronunciato un sì incondizionato, qualche perplessità in più desta il consenso con condizioni della Lega di Matteo Salvini, che apre alla fiducia con qualche paletto.

Un centro-destra che si è spaccato, lasciando fuori Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che ha ribadito il no alla fiducia o perlomeno un’astensione, ribadendo la posizione di voler andare al voto.

Più che Maggioranza Ursula un mercato

Le consultazioni del M5S saranno invece precedute da un pre-vertice del Movimento, dove Grillo tenterà di convincere i reticenti, con l’appoggio dell’ex Premier Giuseppe Conte, che è atteso all’appuntamento. Proprio sulla figura di Conte si gioca la partita, che potrebbe vederlo assumere un incarico nell’esecutivo di Mario Draghi, probabilmente agli Esteri. Resta poi la questione del voto sulla piattaforma Rousseau, che Casaleggio ha letteralmente imposto.

Al di là delle insidie e degli ostacoli che ancora si frappongono al cammino di Draghi verso Palazzo Chigi, sembra ormai quasi certa una maggioranza più larga del modello Ursula.

Superata questa giornata, il Presidente del consiglio incaricato ascolterà le parti sociali, prima di dare il via ad un secondo breve giro di consultazioni, probabilmente nella giornata di lunedì. Sarà poi la volta dei programmi e della squadra e su questo punto Draghi s giocherà il sì definitivo dei partiti, anche quelli che hanno subordinato il consenso ad un programma o un posto nel nuovo esecutivo.

Le scommesse su fiducia e “squadra”

In ogni caso le consuete “scommesse” dei bookmaker danno la fiducia a Draghi quasi certa a 1,30 ed il no al nuovo governo più improbabile a 2,20.

Per il Ministero più “pesante”, quello dell’Economia, sembra ormai tramontata l’ipotesi di un re-incarico a Roberto Gualtieri, le cui quotazioni sono schizzate a 12,50, appena dietro a Vittorio Colao che si gioca a 15,50. Il favorito sarebbe il direttore di Bankitalia Daniele Franco, dato a 2,75, seguito a poca distanza dal membro del Comitato esecutivo della BCE, Fabio Panetta, e dal vicedirettore di Bankitalia, Federico Signorini, che compongono la triade sul podio.

All’Interno si attende un testa a testa fra Luciana Lamorgese e Giancarlo Georgetti, mentre per la Giustizia sono in corsa due donne, il rientro di Paola Severino dato un soffio più avanti di Marta Cartabia, seguite da Raffaele Cantone e, più indietro, Sabino Cassese.

C’è poi quel posto agli Esteri che, se fossero confermate le voci circolate nelle ultime ore, spetterebbe a Giuseppe Conte, che ha già promesso di “stare vicino” agli amici del Movimento in questa delicata fase istituzionale.