Da uomo a cyborg? Basta la melanina

ROMA Siamo vicini ai cyborg misti uomo-robot? Non esattamente, ma un altro passo assolutamente decisivo in questa direzione è stato fatto. Qualcosa – per restare in un ambito più concreto e meno controverso – che potrà prestissimo avere importanti applicazioni nella medicina. Infatti già abbiamo nei corpi umani dei dispositivi bio-meccanici e bio-elettronici, dal pacemaker ad altre realtà. Ma essi sono ancora realizzati in materiali estranei al corpo e che come tali danno problemi. Il metallo ad esempio a contatto con le cellule lascia comunque una piccola cicatrice. A volte tali meccanismi vengono rivestiti con altri materiali appositi, per minimizzare i danni, ma anche questo ha delle controindicazioni.

La capacità conduttiva

Ma ora la soluzione potrebbe essere – letteralmente – a portata di mano, e la svolta è italiana, anzi napoletana. Un gruppo di ricercatori napoletani infatti ha dimostrato la capacità conduttiva della melanina, per cui sarà possibile realizzare meccanismi che trasmettano impulsi elettrici nel corpo “fabbricandoli” con la pelle umana. “Ci sono tutta una serie di motivi – dice a Metro il dottor Alessandro Pezzella dell’Università di Napoli, autore della ricerca con il dottor Paolo Tassini dell’Enea – per cui è importante avere materiali in grado di trasferire impulsi elettrici verso una realtà biologica.  Un esempio è il pacemaker, ma esistono dispositivi di lettura elettrica intercranica, letture dei potenziali elettrici intercellulari, fino alla recente invenzione di una sinapsi artificiale. La problematica principale è la reazione dei tessuti all’elettrodo. La reazione più comune è una reazione fibrotica. Se invece si potesse usare materiale organico comincerebbe tutta un’altra storia. Per questo le ricerche sulla melanina hanno una storia lunga, ma finora si era concluso che aveva basse capacità di condurre elettricità”.

Approccio capovolto

Ma proprio con questa ricerca italiana tutto è cambiato, e si è arrivati a un nuovo inizio. Come è stato possibile? “Noi – continua Pezzella – abbiamo capovolto l’approccio. Invece di individuare come sempre nell’acqua il fattore incrementante della conduzione elettrica, abbiamo eliminato l’acqua sotto vuoto, e abbiamo scoperto che la melanina in quelle circostanze subisce una riorganizzazione strutturale per la quale aumenta moltissimo la conducibilità elettronica. Questo apre alla possibilità di usare la sostanza naturale della melanina come interfaccia della comunicazione di stimoli elettrici da e per le cellule. Così diventa davvero più concreta l’entrata nel mondo della bioelettronica, del cyborg, dell’interfaccia uomo-macchina. Qualcosa che può dare una svolta in molti ambiti medici, a partire ad esempio da malattie come il Parkinson. Questa elettronica riassorbibile, e volendo biodegradabile (persino programmando in anticipo la tempistica del ciclo vitale del meccanismo) chiude il ciclo in senso virtuoso”.

Made in Napoli

È un risultato di enorme livello internazionale, e i ricercatori ci tengono a sottolineare come sia “made in Napoli”. “Aver studiato questo fenomeno in Italia è n risultato di grande soddisfazione, e ancor di più per l’area di ricerca napoletana, la quale dimostra ancora una volta il suo valore su cui investire nonostante le difficoltà, e in più rinnova una tradizione che nel campo degli studi sulla pelle ha una secolare tradizione all’avanguardia nel mondo”. Basti infine ricordare che la melanina esiste in grandi quantità in tutti i corpi umani, ed è ad esempio quella che dà il colore nero a occhi e capelli (ma ce l’hanno tutti, anche chi ha colori diversi), ed è diffusa nella pelle, dove i nei sono appunto accumuli di melanina. Anche se adesso per questi studi essa viene sintetizzata in laboratorio a partire dal suo precursore, perché è persino più semplice che prenderla dal corpo umano. Che ancora una volta si dimostra la miglior macchina esistente.

fonte:http://www.metronews.it/19/03/26/da-uomo-cyborg-basta-la-melanina.html

OSVALDO BALDACCI

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