Abilash Tomy, 39 anni, capitano di Marina sta partecipando alla Golden Globe, il giro del mondo in solitaria, ed è in mare dal primo di luglio.


È una corsa contro il tempo quella per salvare Abilash Tomy, il navigatore solitario indiano alla deriva sulla Thuriya, a duemila miglia marine dalle coste australiane. Abilash, 39 anni, capitano di Marina sta partecipando alla Golden Globe, il giro del mondo in solitaria, ed è in mare dal primo di luglio: aveva già navigato per 10.500 miglia e si trovava in terza posizione sui diciotto concorrenti partiti dalle coste francesi quando, venerdì scorso, una tempesta particolarmente violenta, che si è addensata nell’Oceano indiano, ha spezzato l’albero maestro della sua barca, replica perfetta della Suhaili, il mitico dieci metri, con cui Robin Knox-Johnston vinse la prima edizione della gara, nel 1968.

Abilash, nato nel Kerala, nel 2013, come riporta l’Ansa – è stato il primo indiano a partecipare alla competizione, navigando per 151 giorni con successo, e sopravvivendo a due violente tempeste; anche lo scorso venerdì è sopravvissuto ad un mostro che correva con 70 nodi di vento, e gli schiantava addosso muri di onde alte fino a 24 metri, ma ha riportato gravi ferite alla schiena, che non gli permettono di muoversi dal pozzetto. E e ha il telefono satellitare fuori uso. Da allora, è riuscito solo a inviare un messaggio, in cui diceva di essere salvo ma gravemente ferito, e di non poter raggiungere il satellitare di emergenza, perché incapace di muoversi.

Mentre il mondo intero segue col fiato sospeso la vicenda, è scattata la gara internazionale per soccorrerlo: ieri due aerei militari, uno indiano ed uno australiano hanno volato sopra la Thuriya, ma nessuno è riuscito a mettersi in contatto. È il silenzio a far temere il peggio, anche se tutti ricordano che il capitano indiano, ribattezzato il secondo Pi, dal titolo di un film di successo, nel 2013 seppe sopravvivere per due settimane senza acqua, trasformando in potabile quella del mare, e riuscendo così a concludere la competizione. Tomy, il Capitano che ogni mattina, al risveglio, medita, lo cercano, tutti, da tutti i punti cardinali: un peschereccio privato francese naviga da ovest, una fregata australiana è partita da est con un elicottero a bordo, ma si calcola che ci vorranno almeno quattro giorni per raggiungerlo. Gli organizzatori della Golden Globe contano sull’irlandese Gregor McGuckin, il più vicino dei concorrenti tuttora in gara, che si trova a sole 90 miglia marine da Thomas. Gli altri undici, dalla partenza ad oggi si sono già ritirati in sette, navigano più a nord, e per questo sono riusciti ad evitare il peggio. La Thuriya aspetta, l’albero spezzato, che dondola tra le onde, adesso calme, di lato.