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Sono tanti gli ovicoltori e i trasformatori pugliesi che non parteciperanno alla campagna olearia 2022. A lanciare l’allarme sono Confagricoltura e Associazione frantoiani di Puglia, secondo cui quella attuale sarebbe l’annata più difficile del settore. Tantissime olive lasciate sugli alberi, giacenze abbondanti, frantoiani che non avviano la molitura, per una produzione inferiore del 40% rispetto all’annata precedente, dovuta anche agli aumenti fuori controllo dei prezzi dei concimi ed alla trasformazione.

Nei magazzini della regione è stoccato oltre il 32% dell’olio nazionale, circa 65mila tonnellate, con una netta prevalenza di olio extravergine d’oliva: in questo ambito il 52,7% è di origine italiana, mentre il prodotto di origine europea è il 40,1%. Da qui la richiesta di Confagricoltura Puglia di provvedimenti di sostegno immediati, per evitare ripercussioni ulteriori sui consumatori e sul comparto di produzione, già stremato dalla Xylella.