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“Nel periodo gennaio-settembre 2022 in tutta la Puglia è andato perso un terzo delle produzioni: da oltre il 50% delle olive al 35% della frutta e della verdura, del grano, delle foraggere per l’alimentazione del bestiame, del miele, con gravi danni anche sugli allevamenti di cozze e ostriche. Un quadro, questo, che ha condotto al riconoscimento dello stato di calamità per l’intera Regione”. A darne notizia è Coldiretti Puglia, che annuncia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

Gli agricoltori pugliesi hanno dovuto dire addio, negli scorsi mesi, ad una bottiglia di passata di pomodoro su 5 con l’esplosione dei costi di produzione, la siccità e le temperature roventi che hanno ridotto drasticamente il raccolto del pomodoro da salsa.Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima, che ha cancellato gli sforzi di produzione, costringendo ad ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante.

In Puglia più di un’impresa su 10 (pari all’11%) sull’orlo di una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma ben circa un terzo del totale si trova delle aziende agricole si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione.