La Cina con l’imbroglio suo dai: ora è boom contagi.

La pessima gestione dell’emergenza provoca la caduta dei vertici del Partito Comunista Cinese, sia quelli della provincia di Hubei sia quelli del centro dell’epidemia, la città di Wuhan.

Va precisato però che il balzo nel conteggio dei contagi è conseguente alla decisione delle autorità sanitarie cinesi di cambiare il sistema di classificazione dei nuovi casi nell’area più colpita, l’Hubei, questa volta probabilmente dietro indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Molti esperti infatti avevano criticato che, qualche giorno fa, Pechino avesse deciso di circoscrivere il numero dei nuovi contagi soltanto ai pazienti con sintomi evidenti, febbre e tosse, escludendo quelli positivi al test ma asintomatici. Un criterio che aveva di fatto rallentato la crescita della curva delle infezioni. Ma il calo appunto in realtà era dovuto ad una sorta di escamotage ed ecco perché, variando di nuovo il sistema dai circa 45mila casi di mercoledi sera la National Health Commission del governo cinese è passata a segnalarne oltre 60mila ieri mattina. Boom che si spiega con la decisione delle autorità cinesi di inserire tra i casi confermati della provincia di Hubei anche quelli riferiti a pazienti con diagnosi clinica di Covid- 19 ma non ancora sottoposti al test, in particolare coloro che presentano le lesioni interstiziali tipiche della polmonite. Un decisione, assicurano i sanitari, finalizzata ad una «diagnosi precoce» che possa «garantire a tutti i pazienti nella provincia di Hubei » cure immediate.

E che ora finalmente le autorità sanitarie si siano decise ad aggredire il coronavirus con più forza nell’epicentro dell’epidemia è confermato dall’appello a donare il sangue lanciato ai guariti. Zhang Dingyu, direttore del Jinyintan Hospital di Wuhan, ha spiegato che stanno conducendo ricerche «sul plasma dei pazienti guariti che ha molti anticorpi e questo potrebbe aiutarci con la ricerca e forse nella cura dei pazienti».

E nella città di Huanggang son stati sigillati interi complessi residenziali: gli abi tanti non possono uscire senza autorizzazione. Nelle altre zone dell’infezione i criteri di classificazione restano quelli precedenti conseguenti al test specifico, come spiega Mike Ryan, responsabile delle emergenze per l’Organizzazione mondiale della sanità. «La Cina ha segnalato 13.332 casi clinicamente confermati di Covid19 nella Provincia di Hubei ma la maggior parte di questi casi si riferisce agli inizi dell’epidemia e d è dovuto a un cambio nel metodo di diagnosi e conteggio dei casi».

L’Oms ieri ha anche confermato che fuori dalla Cina sono stati registrati 447 casi in 24 Paesi e due morti: dopo il primo decesso nelle Filippine ieri il primo morto in Giappone. L’Oms comunque intende monitorare con attenzione quanto sta accadendo nei paesi considerati più «vulnerabili» perché meno attrezzati come quelli dell’Asia centrale.

Le ultime decisioni delle autorità sanitarie di Hubei sono comunque tardive e dunque non bastano per salvare le teste dei responsabili. Rimossi ieri il segretario del partito comunista di Hubei, Jiang Chaoliang, sostituito da Ying Yong già sindaco di Shanghai. Il Global Times riferisce che anche il capo del partito comunista cinese di Wuhan, Ma Guoqiang è stato sostituito con Wang Zhonglin, segretario del partito di Jinan, capoluogo della provincia di Shandong.

Rimpasto anche ai vertici dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao.

Viterbo, dimessa da ospedale, ragazza di 16 anni trovata morta nel suo letto

L’adolescente, che accusava problemi di salute da diversi giorni, ieri era stata portata in ospedale. I sanitari, dopo alcuni controlli, l’avevano dimessa

Indagano i carabinieri sulla morte di Aurora G., 16 anni, trovata senza vita questa mattina nel suo letto dai genitori a Montefiascone, comune in provincia di Viterbo. L’adolescente, che accusava problemi di salute da diversi giorni, ieri era stata portata in ospedale. I sanitari, dopo alcuni controlli, l’avevano dimessa.

Sul corpo della giovane, che è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, sarà probabilmente disposta l’autopsia per stabilire la causa della morte.

Anche un primario di Ragusa indagato per le gare truccate nella sanità

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C’è il primario di urologia del Giovanni Paolo II di Ragusa nell’indagine della procura di Catania che ieri ha investito la sanità catanese. E’ Francesco Curto dirigente dell’Urologia del nuovo ospedale di Ragusa e componente della commissione tecnica della gara di bacino.  Il primo capo d’accusa è di concorso in turbativa d’asta. Gli indagati sono Giuseppe Morgia, direttore dell’Urologia del Policlinico di Catania; Sebastiano Cimino, ex capogruppo del Mpa al Comune di Catania e collaboratore di Murgia; Tommaso Massimo Castelli, dirigente medico dell’Urologia del Rodolico e membro della commissione tecnica; Federico Nicolosi, dirigente medico dell’Urologia e coordinatore della commissione tecnica; Francesco Curto, dirigente dell’Urologia dell’ospedale civile di Ragusa e componente della commissione tecnica della gara di bacino; Antonino Di Marco, rappresentante di prodotti sanitari per la Bua Srl; Massimiliano Tirri, agente e responsabile commerciale della Bua Srl e genero del legale rappresentante dell’impresa; Davide Della Porta, capo area Sud della Karl Storz endoscopia Italia Srl; Sebastiano Antonio Caudullo, agente di commercio per conto della Presifarm Srl, che commercializza i prodotti della multinazionale americana Bd Bard; Maurizio Francesco Lagattolla, agente commerciale della Boston Scientific Spa; Pasquale Gianfranco La Rosa, dirigente dell’Urologia del Garibaldi Nesima e membro della commissione tecnica della gara di bacino; Sebastiano Chiaramida, rappresentante legale della Chirmedical di Chiaramida Sebastiano e distributore dei prodotti medicali della Cook Italia Srl; Domenico Fabio Guarcello, dipendente della C. Bua Srl. In totale gli indagati sono 17. Tutti insieme avrebbero “turbato” la gara di bacino da 55milioni di euro. “In particolare – scrive la Procura – con collusioni e mezzi fraudolenti turbavano la regolarità della gara in quanto Morgia, pur non avendo alcun ruolo formale, dopo aver formulato lotti su misura per la Bua Srl, formando il capitolato tecnico formalmente firmato tra gli altri da Cimino, suo stretto collaboratore, gestiva di fatto tutta la procedura di gara, rivelava notizie riservate al Tirri e al Di Marco, soprattutto in merito alle rimostranze avanzate dai concorrenti della Bua per consentire loro di preparare ad ogni occasione le opportune contromisure, suggeriva dichiarazioni da depositare…concordava con Di Marco e Tirri la documentazione tecnica da inviare per falsare le comparazioni tecniche con eventuali concorrenti come avvenuto nel caso del prodotto fibre, interloquiva indebitamente su sollecitazione di Sebastiano Caudullo, sulla eventuale riformulazione dei lotti in modo da individuare la soluzione per escludere concorrenti evitando per quanto possibile ricorsi delle ditte concorrenti, come la Di Emme Import Srl, rassicurava Maurizio Lagattolla sull’esito delle riunioni della commissione esternando il suo controllo sulla stessa commissione, contattava e di fatto dirigeva nella loro opera i membri della commissione tecnica di gara Castelli, Nicolosi e Curto, dettando loro i tempi e suggerendo decisioni da adottare per escludere eventuali concorrenti delle ditte”.

Incentivare la cultura attraverso le immagini e la passione per le professioni legate all’industria dell’audiovisivo

4S7A8097Per incentivare la cultura della legalità attraverso le immagini e la passione per le professioni legate all’industria dell’audiovisivo, la casa cinematografica CinemaSet di Antonio Chiaramonte ha lanciato una serie di opere cinematografiche rivolte alle scuole.

L’iniziativa è già partita con la proiezione del film Io Ho Denunciato scritto da Paolo De Chiara e coaudiuvato dall’avvocato Enzo Guarnera e diretto dal regista Gabriel Cash che sta ricevendo consensi in tutte le parti d’Italia. Come dicevamo prima, l’inizio di queste serie cinematografiche rientrano nell’ambito di un Piano Nazionale Cinema per la Scuola grazie anche alla rassegna nazionale “Da Sempre, piu’ di Prima “ promossa dall’avvocato Enzo Guarnera  e da vari enti istituzionali insieme ad  associazioni di volontariato del territorio   consiste in un ricco programma di film sulla cultura della legalità  per avviare confronti e dibattiti su varie tematiche a carattere sociale. La casa cinematografica CinemaSet ha  selezionato per il 2020 le seguenti tematiche : criminalità organizzata e  femminicidio.

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Una delle forme artistiche più influenti del nostro tempo è il cinema – cosi esordisce il produttore cinematografico Antonio Chiaramonte – la creazione di un mondo migliore inizia con una cittadinanza informata e non c’è forma di comunicazione più universale dell’immagine. Io ho sempre considerato i film un potente strumento per aumentare la consapevolezza dei problemi importanti non trattati correttamente dai mezzi di informazione. L’obiettivo è quello di fornire ai ragazzi le informazioni e le prospettive indispensabili per la creazione di una società più giusta, sostenibile e democratica. E’ fondamentale costruire una speranza ai giovani ed è per questo motivo che ho iniziato a produrre film a tema educativo, formativo e scolastico.“

Non è un caso infatti che l’ultimo film prodotto da Antonio Chiaramonte “Io Ho Denunciato” ha riscosso tantissimo successo tra i giovani studenti, la cinegiornalistica italiana lo ha definito uno dei film più efficaci della storia cinematografica a favore della legalità.

Elimina una notizia negativa dal web

Togliere una notizia da Google o eliminare il proprio passato è un compito arduo ma non impossibile. Per questo motivo abbiamo chiesto il parere ad un esperto in cancellazione di notizie negative dal web che ci illustra come muoversi.

Stiamo parlando di Cristian Nardi della società di WEB REPUTATION  – RTS  consulente per molti studi legali, opera in molte città d’Italia tra cui Venezia, Padova, Treviso e Ferrara.  Fondatore della piattaforma web privacygarantita.it si occupa del delicato compito di eliminare notizie non gradite da Google. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti privati e professionisti che richiedono a norma di leggere di rimuovere il proprio nome dalla rete.

Qual è il danno che può causare all’immagine e alla reputazione un articolo scandalistico?

Le posso rispondere con una domanda: quanto vale per lei la sua reputazione? quindi la risposta equivale al danno.  Vederci apparire il proprio nome tra le prime pagine dei motori di ricerca per molti comporta serie problemi, come ad esempio un prestito negato in baca, o meglio ancora vedersi sfuggire un affare. Purtroppo il nostro interlocutore prima prendere qualsiasi decisione istintivamente interroga la rete, uno scenario molto inquietante sotto questo punto di vista, in quando non prevale più il rapporto di buona fede, ma tecnico.

Cos’è fondamentale nel vostro lavoro?

Io credo la massima riservatezza e la garanzia del risultato. C’è da dire che noi privacygarantita.it partiamo sempre da una semplice chiacchierata con il cliente, gratuita e senza impegno, cercando insieme una soluzione al problema.

In pratica come si cancella una notizia informazione dalla rete?

Ci sono diverse soluzioni, ad esempio nel caso di divulgazione di foto, video, intime e senza consenso bisogna rivolgersi subito alla Polizia Postale  oppure ad una persona esperta in reputazione che sappia come muoversi nell’immediato. Ma purtroppo in alcuni casi parliamo di procedure lunghe dove a monte prevale una vera denuncia, anche se negli ultime tempi la giurisprudenza ha fatto grandi passi avanti e in alcuni casi eccezionali come la diffusione di un video hot tramite WhatsApp la rimozione è immediata. Nell’era digitale chiunque può pubblicata una notizia in rete senza essere rintracciato. A questo proposito Google ha messo online un modulo per la richiedere la rimozione dai link non desiderato, una soluzione che non sempre funziona.

Per concludere come bisogna comportarsi?

la rimozione dei link non è un lavoro del tutto semplice, bisogna conoscere tecniche di SEO e di posizionamento ed esperienze nel settore legale e di diritto altrimenti si rischia di fare danni.  La mole di difficoltà che si incontrano sono molte, come gli spessi imprevisti, anche lì dove esiste la possibilità di appellarsi al diritto all’oblio, noi consigliamo di contattaci per semplice consiglio l’abbiamo fatto molte volte, siamo consapevoli dell’imbarazzo che causa questo tipo di problema, ed avvolte un consiglio può migliorare la vita.

Oscar 2020: Leonardo DiCaprio per la prima volta sul red carpet con Camila Morrone

Leonardo DiCaprio e Camila Morrone (22enne modella e attrice, è la figlia di primo letto di Lucila Solá, compagna di Al Pacino) fanno un altro passo avanti durante gli Oscar 2020. La coppia è stata paparazzata per la prima volta nel gennaio 2018, ad Aspen, in Colorado. Da allora Leonardo e Camila sono stati fotografati spesso insieme anche per strada. mano nella mano, al Coachella e al festival di Cannes. Agli Oscar 2020 sono arrivati separatamente, ma hanno preso posto uno accanto all’altra durante la cerimonia. Sembra poco?


Chi segue l’attore lo sa: è la prima volta che si presenta a un evento così importante con la fidanzata, nonostante i numerosi flirt prima d’ora aveva concesso questo privilegio solo a Gisele Bündchen, con la quale è stato fidanzato dal 2000 al 2005. Che con Camila sia la volta buona?Giancarlo Bergamotta:

Esce su break magazine l’intervista di Francesca Marinaro : Il Fascino Discreto Di Un Successo Nascosto

Francesca marinaro

Per farti conoscere meglio dai tuoi fan ci racconti in breve alcune tue tappe importanti della tua carriera?

una delle tappe più importanti della mia vita riguarda il mondo della musica, in quanto all’età di 13 anni ho intrapreso a suonare uno strumento musicale il violino, iniziando così a fare parte di un’orchestra musicale dove giravamo di città in città per fare concerti, concorsi, esibizioni, questo nella mia carriera mi ha dato tanto sia a livello umano che professionale. Ho fatto anche diverse sfilate per diversi brand. Nel 2019 ho partecipato a miss Italia, ma per problemi personali ho lasciato nonostante mi sia classificata alle prime sfilate. Nonostante siano state brevi queste esperienze mi hanno insegnato

tanto. Una tappa molto importante è quella per cui lavoro ora ovvero il mondo del make up un settore che apre diversi mondi.

 

Hai il desiderio di una carriera nel mondo dello spettacolo? Se sì, cosa nello specifico?

mi piacerebbe lavorare nel mondo dello spettacolo sia per moda ma anche nel mondo

dello spettacolo (recitazione, fotomodella)

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi?

i miei prossimi progetti riguardano approfondimenti sul make up studi su studi

accompagnati da viaggi. Settore musicale. Recitazione.

 

C’è un personaggio dello spettacolo con cui vorresti lavorare?

sinceramente?!in particolare no! Perché stimo tutti, in quanto credo che ognuno ha

una caratteristica diversa, ognuna necessaria.

Quando conta per te la bellezza?

conta sì! Ma non tantissimo perché quello che conta di più in noi esseri umani è quello

che abbiamo dentro (caratteristiche,passioni,valori e tanto altro) credo che queste

siano le caratteristiche più importanti che creano la bellezza.

Se ti dovessi rivolgere a tutti i tuoi fan cosa ti sentiresti di dire?

che tutti possono avere tutto nella vita. i limiti li creano solo noi nelle nostre teste!

L’importante è crederci!

C’è una foto di te a cui sei particolarmente legata, e perché?

si,in particolare quella con il mio violino! Perché mi suscita emozioni perché la musica nella Vita in fondo un po’ ci salva.

C’è un forte senso di autocritica per arrivare ad avere un fisico a questi livelli?

come dicevo prima al dilá del fisico e della bellezza nella vita conta ben altro.

Per le donne che vorrebbero intraprendere questa strada cosa consigli?

CREDERCI.

Cose cambiato negli ultimi cinque anni nella tua vita?

Il lavoro perché mi ha aperto nuovi mondi.

Un regalo che ti piacerebbe ricevere in questo momento?

un viaggio.

He cose il successo?

sicuramente avere successo ti dà tante soddisfazioni! Ma rimanere sempre con i piedi

per terra senza sentirsi mai arrivati.

Ultima domanda il senso della vita?

per me la vita è fatta di attimi!Attimi belli e brutti entrambi necessari

Per insegnarci qualcosa! Ma molto importante è emozionarsi in ogni attimo che sia

bella che sia brutto perché le emozioni in fondo è una parte di motore per vivere.

Quindi vivete a pieno tutto! Ma dico tutto!.

 

 

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

La cantante è scomparsa a Modena dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 85 anni tra pochi giorni. Era l’ultima delle grandi eredi di Callas e Tebaldi

di ANGELO FOLETTO

Sorella di latte di Luciano Pavarotti di cui poi fu amica e compagna di palcoscenico speciale, Mirella Freni (Modena il 27 febbraio 1935) è stata la più schietta interprete della grande scuola sopranile italiana post-Callas/Tebaldi.

Bambina prodigio per le pioneristiche telecamere Rai, consigliata nello studio del canto da Beniamino Gigli, esordiente il 3 febbraio 1955 al Comunale della sua città (Micaela in Carmen di Bizet, uno dei suoi personaggi caratterizzanti) ha cantato per cinquant’anni esatti, salutando il palcoscenico dal Metropolitan di New York dove fu assidua e amatissima per decenni con uno straordinario Galà nel 2005.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

Mirella Freni con un giovane Luciano Pavarotti

Allieva di Luigi Bertazzoni e Ettore Campogalliani, maestri di vecchia, impeccabile, e intransigente, scuola vocalistica, orientata musicalmente da Leone Magiera (suo primo marito), come cantante e interprete non ha sbagliato nulla; “e se è successo, non ci ho pensato un attimo a tornare indietro”. Il secondo personaggio della vita, Mimì, lo fece per la prima volta al Regio di Torino nel 1958. Seguirono gli esordi a Glyndebourne nei ruoli mozartiani di Susanna e Zerlina (Don Giovanni lo registrò nel 1966 con Otto Klemperer) e nel 1962, Nannetta in Falstaff, cantava per la prima volta alla Scala.

Quando questo ‘suo’ teatro le dedicò una grande-serata omaggio nel 2015, l’applauso che l’accolse all’entrata in scena dimostrò ch’era ancora considerata di casa, e una regina. L’ammirazione si mescolava alla gratitudine per una carriera artistica di serietà e coerenza ferree. “Lirico” per (auto)definizione – “un soprano col colore e la bellezza della voce, che deve cantare bene senza forzare; sono sempre stata onesta nei confronti della mia voce” – ha messo a disposizione tecnica e intelligenza a un repertorio vario. E dopo una prima fase di esplorazione dei personaggi naturali, tra cui FaustMireille e Roméo et Juliette di Gound, ha azzardato confronti arditi (Elvira in Ernani, Violetta in Traviata ad esempio) salvo poi lasciarli decantare, abbandonarli del tutto s’era meglio oppure (è il caso di Tosca e Cio-Cio San) destinarli allo studio di registrazione. Imponendo la semplicità empatica e disarmante della non-diva e una professionalità senza compromessi: accorta ma perspicace nelle decisioni; intransigente anzitutto con se stessa.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

Mirella Freni (a destra) nel 1998 all’inaugurazione del teatro comunale di Modena. Con lei, da sinistra, Raina Kabaivanska, Luciano Pavarotti, Nicolaj Ghiaurov

La sua musicalità duttile al di là della bellezza e tornitura riconoscibili tra mille della voce, l’ha resa il soprano dei grandi direttori. Da Herbert von Karajan, con cui in gioventù creo una Mimi idiomatica (nell’edizione fatta nel 1963 alla Scala con Franco Zeffirelli; insieme anche nella poco apprezzata Traviata dell’anno successivo; e negli anni Settanta Desdemona, Elisabetta del Don Carlo e Aida al Festival di Salisburgo) a Giuseppe Sinopoli che la volle nei suoi radicali Puccini. Da Riccardo Muti (con lui Elvira nei Puritani e in Ernani, in una delle otto inaugurazioni di stagione della Scala; ancora in Don Pasquale e Leonora della Forza del destino) a Gianandrea Gavazzeni che negli ultimi anni ne stuzzicò e plasmò la personalità da tragedienne in Adriana Lecouvrer e soprattutto Fedora, suo ultimo ruolo in Scala (14 giugno 1996). Senza dimenticare gli incontri storico-verdiani con Claudio Abbado (Amelia nel Simone Boccanegra e Elisabetta, nel Requiem), Carlo Kleiber (che migliorò ancora la Desdemona ‘di’ Karajan), Riccardo Chailly (Matilde in Guillaume Tell) o Seiji Ozawa e Vladimir Delman per Eugene Onegin di Tchajkovskij.

Favorita anche dalla vicinanza del grande basso Nicolai Ghiaurov, suo marito dagli anni Ottanta, Tatiana fu sua più toccante e credibile identificazione nei grandi personaggi del compositore russo, di cui cantò anche Dama di Picche e Pulzella di Orleans che a Washington, nel 2005, fu la sua ultima opera cantata in teatro.

L’influencer non influenza più? Laura D’amore sfiore 350.000 follower

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Qualche giorno fa ha fatto letteralmente il giro del mondo il fatto che un’università italiana avesse aperto un corso di laurea in influencer, questo strano e redditizio mestiere per cui, se per qualche motivo hai molti follower sui social media, se sei una personalità online, ti pagano per promuovere un prodotto o un servizio con un post o un video su Instagram. Qualcuno si è scandalizzato, ma secondo me sbagliando bersaglio: quando si studia non si sbaglia mai e questo è effettivamente un fenomeno da studiare. Basta farlo in fretta, perché non è detto che fra tre anni, quando arriveranno i primi laureati, gli influencer ci saranno ancora.

I segnali di crisi sembrano inequivocabili. Secondo un’indagine pubblicata dal Wall Street Journal, la capacità degli influencer di ingaggiare i propri follower verso un determinato brand è in netto calo in tutti i settori: la percentuale di persone che mettono un like a un post sponsorizzato su Instagram, in un anno è scesa sotto il 5 per cento, per attestarsi in media attorno al 3,5 per cento. Sono statistiche importanti perché nel frattempo il mercato degli influencer è diventato una cosa seria: quest’anno potrebbe chiudersi a quota 8 miliardi di dollari, che sono ancora pochi rispetto agli investimenti totali in pubblicità, ma sono quasi quindici volte quello che si spendeva nel 2015.

Le agenzie pubblicitarie ormai hanno un listino prezzi ufficiale che varia in base ai follower: si va dal nano influencer, meno di 10 mila follower, che costa 500 dollari a post; alla “celebrity”, che ha decine di milioni di follower e il cui post può costare alcuni milioni di dollari, come ha rivelato l’avvocato della cantante Ariana Grande (165 milioni di follower), in un curioso contenzioso legale: un ditta di abbigliamento per teenager, non potendosi permettere il suo ingaggio, ha fatto ricorso a una sosia. La ditta nel frattempo è fallita, ma quello che rischia di fallire è il mercato degli influencer.

Il problema non è tanto quello, annoso, per cui i follower te li puoi comprare a botte di mille per volta (si va dai 16 dollari Instagram ai 49 per YouTube). Il problema è la crisi di rigetto fra i follower veri. Nessuno qui vuole idealizzare una età dell’oro di Instagram, che è pur sempre il social della vanità, ma all’inizio era un luogo dove persone vere postavano cose in un certo senso autentiche. Provavano a venderti un’immagine idealizzata di sé stessi. Adesso dietro quei sorrisi stampati provano a venderti qualunque altra cosa.