Carlo Infanti presenta “in nome del popolo italiano” il racconto sui veri colpevoli della morte Yara Gambirasio, un libro che scagiona Massimo Bossetti

download.jpgPrendetevi un po’ di tempo e leggete l’estratto del libro di Carlo infanti “in nome del popolo italiano” sull’omicidio di Yara Gambirasio in cui, sotto forma di romanzo, si offre un’ipotesi molto precisa (e davvero sconvolgente) su chi sia l’assassino
2. infanti è stato consulente della difesa di massimo bossetti e la sua teoria si basa su documenti, indizi, ricostruzioni e verifiche: “so di aver trovato molti elementi che se presentati in aula durante i processi, forse bossetti non sarebbe in galera. vi invito a non fermarvi alle parole, cercate le verifiche, leggete il libro e poi chiedete agli addetti ai lavori di dimostrare, come ho fatto io, che mi sbaglio…”

Chi è il vero assassino di Yara Gambirasio? A questa domanda cerca di rispondere Carlo Infanti nel suo libro Nel nome del popolo italiano, che ripercorre il processo a Massimo Bossetti sotto l’aspetto legale, ma anche mediatico ponendo seri dubbi sulla colpevolezza del muratore di Mapello.

Verità morale e verità processuale

A detta del consulente, non essendo stata raggiunta una verità processuale è bene consegnare al popolo italiano, almeno una verità morale ed è per questo che infanti invita a leggere il suo libro con attenzione e senza pregiudizi. “Non posso neppure fingere di non sapere che per quelle indagini il Bossetti, ora in attesa della sentenza della Suprema Corte di Cassazione per l’assassino della tredicenne di Brembate di Sopra rischia la pena dell’ergastolo. Lo scrittore, già consulente della difesa del muratore di Mapello, rivela: “So di aver trovato molti elementi che se presentati in aula durante i processo, forse Massimo Bossetti non sarebbe in galera.

L’analisi del Dna

Su Dagospia, l’autore spiega: “Non è dignitoso sapere che il Dna estrapolato dai leggins e dagli slip della giovane Yara, non ha rispettato le procedure previste dal nostro Codice di procedure penale”.Come è preoccupante scoprire che i consulenti della procura, incaricati di analizzare i Dna raccolti, sbaglino l’analisi del Dna di Natan Gambirsaio. Un Dna – spiega Infanti – raccolto con un tampone sterile in quantità abbondante e conservato in una provetta sterile, c’è da domandarsi come abbiano fatto a non sbagliare quello di Ignoto 1 che certamente era per quantità molto inferiore, per qualità degradato e per giunta misto. Come non è dignitoso trovare documenti che dimostrano che Yara è certamente stata rivestita”.

Gli elementi raccolti

L’elenco degli elementi raccolti è sterminato, dettagliatissimo e Infanti sfida anche a sottoporlo agli addetti ai lavori per dimostrare che si sbagliano. Infanti sottolinea errori e mancanze che di fatto “tolgono dignità alla sentenza” contro Bossetti: “Non accontentatevi – dice ai lettori – leggete il mio libro, verificate ogni singolo passaggio e scoprirete che chiedere dignità nei processi e nelle sentenze partendo da quelli di Massimo Bossetti non è solo un semplice schieramento tra innocentisti e colpevolisti, ma un dovere civile”.

Carlo Infanti

FONTE:  https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/yara-libro-infanti-dubbi-bossetti/

download.jpg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.