Bus dirottato, Di Maio: “Lo ius soli non è in agenda di governo”

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Il vicepremier ad Agorà: “È giusto però dare la dare la cittadinanza al bambino di origine egiziana che ha chiamato i soccorsi”. Salvini: “Folle che qualcuno mi accusi per giustificare Sy”

È d’accordo sul dare la cittadinanza italiana a Rami, il ragazzo egiziano nato a Milano che ha salvato i compagni del bus dirottato a San Donato milanese. Ma lo ius soli, la legge sulla cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia rimasta al palo nella scorsa legislatura, “non è nel contratto né nell’agenda di governo”. A ribadirlo è il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di Agorà su RaiTre che aggiunge: “Questi temi vanno affrontati a livello di cittadinanza europea”. 

Per Di Maio il modello italiano di sicurezza è da migliorare, coordinando di più le forze di polizia. “C’è un progetto di sicurezza nazionale che presto sarà presentato – aggiunge il capo politico del M5s – occorre iniziare a muoverci sulla prevenzione, non solo sulla repressione. L’Italia deve iniziare a dotarsi di una National Security Strategy sul modello Usa. Ci sta lavorando il ministro Trenta, dietro la guida di Palazzo Chigi”. L’obiettivo è “mettere in rete i ministeri degli Interni, della Difesa e dei Trasporti con i nostri servizi della sicurezza”. E, precisa, che “non si tratta di un affronto a Salvini”.

Il ministro dell’Interno da parte sua ribatte a Mattino 5 sulla vicenda del bus dirottato: “Folle che qualcuno mi accusi per giustificare Ousseynou Sy (il dirottatore del bus, ndr)”. E continua: “Quello che mi ha dato fastidio in queste ore  è stato che qualche intellettualone e anche qualche politico a sinistra provasse quasi a giustificare e a comprendere questo delinquente che con benzina, pistole e coltelli minacciava 51 bimbi, dicendo che insomma un pò di colpe Salvini ce l’ha”. E conclude: “Se espelli gli immigrati clandestini e poi li giustifichi, se riduci gli sbarchi e contrasti gli scafisti qualcuno si arrabbia, questa è un’idea folle: difendere la sicurezza e i confini del mio Paese -ha aggiunto il titolare del Viminale- non può essere l’alibi per nessun delinquente di prendere in ostaggio un solo bambino. Quindi chi la pensa così vada a prendersi il Maalox”.

Quanto al tema migranti, secondo il ministro dello Sviluppo economico l’Italia è diventata “il palcoscenico dell’immigrazione”. Il riferimento è quanto è accaduto con la ultima ong della nave Mare Jonio: “Un potere dello Stato, la magistratura, ha riconosciuto che c’erano le condizioni per sequestrare l’imbarcazione”, aggiunge.

Sull’arresto del presidente del consiglio comunale di Roma Marcello De Vito, Di Maio taglia corto: “Non vedo il caso Roma, vedo il caso De Vito. La Giunta deve andare avanti per portare a casa una missione difficilissima, mettere a posto la città di Roma”. E rivendica: “Il Movimento può continuare a camminare a a testa alta. Noi 30 secondi dopo mettiamo fuori le persone. Le altre forze politiche in parlamento non fanno così. In 10 anni è l’unico caso di corruzione ed è uno shock. Appena abbiamo appreso che è stato arrestato l’ho cancellato per sempre dal M5S”.

Alla domanda se il nuovo segretario del Pd Nicola Zingaretti sia meglio di Matteo Renzi, Di Maio poi risponde: “Per me tutti sono meglio di Renzi, ma questo non vuol dire che superino la sufficienza. Mi aspetto che dal Pd con Zingaretti ci sia un cambio di rotta sul reddito di cittadinanza e sul salario minimo orario”.

Infine, sul tema della maggioranza in bilico al Senato  – come si è potuto verificare ieri in occasione del voto di sfiducia al ministro Toninelli – il vicepremier rassicura: “Non c’è nessuna preoccupazione”:

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