l CdA respinge le dure critiche del ministro alla gestione


Il consiglio di amministrazione di Industria Italiana Autobus – l’azienda nata dall’accorpamento tra Breda Menarini e Irisbus – ha «deliberato di conferire mandato ai propri legali per valutare le complessive ricadute delle dichiarazioni del vicepremier Luigi di Maio e dell’onorevole M5S Generoso Maraia» . Tradotto: i vertici del gruppo stanno pensando di querelare gli esponenti pentastellati, rei di aver pesantemente criticato l’atteggiamento dell’azienda nei giorni scorsi.
Venerdì scorso, infatti, il Ministro dello Sviluppo Economico aveva fatto sapere su Facebook di non voler « accettare ricatti da chi ha già usufruito di strumenti finanziari messi a disposizione col fine di portare soluzioni, ed invece ha usato queste aperture per fare tutt’altro». E pochi giorni più tardi il parlamentare irpino ha rincarato la dose, attaccando duramente la gestione di Stefano Del Rosso e di tutta l’attuale proprietà – che avrebbe dimostrato di « non saper costruire autobus » – in un’intervista rilasciata a un giornale avellinese.
Da qui, la decisione di attivare i propri legali «al fine di tutelare gli interessi della Società, dei propri azionisti, dei dipendenti e degli stakeholders presso ogni sede competente». Anche se la speranza, fanno sapere dall’azienda, è che con il Governo esista ancora uno « spazio di ragionamento » per riuscire a sbloccare la situazione, che è in fase di stallo ormai da due mesi. La vertenza, lunga e complicata, si è infatti nuovamente arenata a inizio luglio, lasciando in sospeso i lavoratori che ora temono il fallimento. I 154 dipendenti dello stabilimento di Bologna a luglio hanno ricevuto solo il 70% dello stipendio, e le probabilità di ricevere il saldo in tempi brevi si fanno sempre più flebili.