Biella, i cuccioli di cinghiale affidati a un’azienda di salami

Polemica per la gestione degli animali, entrati in un giardino, da parte delle guardie venatorie: la madre uccisa e i piccoli in macelleriadi CARLOTTA ROCCI

L’allarme è scattato qualche giorno fa quando un cinghiale adulto, femmina, è comparso in un giardino privato di Bioglio, in provincia di Biella, in compagnia dei suoi cinque cuccioli nati da pochissime ore. La padrona di casa si è spaventata e ha chiamato il numero unico 112. Sono arrivati i carabinieri e  una guardia venatoria della provincia di Biella. Alla fine la madre è stata abbattuta perché giudicata pericolosa. I piccoli, invece, sono stati “risparmiati”, ma non per molto, visto che gli uffici provinciali hanno deciso di affidarli a un’azienda che alleva cinghiali a fini alimentari. I cinque cuccioli sono insomma salvi fino a quando non arriverà il momento di farne salami.

La notizia ha indignato le associazioni animaliste della zona, che ora hanno lanciato una campagna per salvare i cinque cuccioli e affidarli ad un ente che possa prendersene cura e magari “reinserirli in natura dopo essere stati sterilizzati”.

“Sapevamo che per questa decisione ci avrebbero attaccato – commenta Giorgio Mosca, dirigente della Provincia di Biella che da tre anni si è accollato anche la gestione dell’attività venatoria – Ma ci troviamo tra l’incudine e il martello perché  cinghiali sono un problema: provocano incidenti e distruggono i campi e infatti è in atto una politica di contenimento. Ma quando poi ci troviamo a gestire queste emergenze veniamo attaccati perché non salviamo mamma e cuccioli”. Chi ha deciso di affidare i piccoli all’azienda alimentare sostiene che in natura sarebbero morti perché troppo piccoli per sopravvivere senza la mamma. “Con il senno di poi forse anche la madre si sarebbe potuta salvare perché non era così pericolosa, ma in quel momento è stata presa una decisione diversa”, spiegano ancora dalla Provincia.

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