Visite Articolo:
100

Si parlerà del futuro del polo automobilistico lucano all’attivo promosso dalla Fim Cisl Basilicata che si terrà martedì prossimo, 21 giugno, a Matera (Hotel San Domenico, ore 10), per l’occasione aperto al mondo istituzionale e imprenditoriale per un confronto a tutto campo. Hanno già aderito all’iniziativa, tra gli altri, l’assessore regionale alle Attività produttive Alessandro Galella, il presidente di Confindustria Basilicata Francesco Somma e il sindaco di Melfi Giuseppe Maglione. L’appuntamento di Matera cade alla vigilia di una nuova riunione del tavolo nazionale sull’automotive, programmata dal ministro Giorgetti per il 23 giugno. Intervenendo nei giorni scorsi ad una iniziativa di Forza Italia a Roma, il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano – che sarà tra i protagonisti dell’evento materano – ha preannunciato che la Fim, oltre a ribadire “i ritardi accumulati come paese nel rendere esecutive scelte di politica industriale necessarie per salvaguardare il settore e l’occupazione”, chiederà “scelte precise rispetto alla partenza degli investimenti nel settore e alle posizioni che il governo intende assumere in seno al Consiglio Ambiente dell’UE”.

Uliano è tornato sul voto dell’Europarlamento per il blocco della produzione di auto diesel e benzina dal 2035 parlando di “tempesta perfetta” sulla filiera automobilistica italiana: “Sono ormai anni che stiamo sollecitando il governo sulla necessità di politiche industriali per gestire le transizioni in corso nel settore. Davanti a cali del 50 per cento nelle produzioni diesel e benzina – ha sottolineato Uliano – stiamo avendo già ripercussioni nella componentistica, vedi i casi della Bosch e della Marelli a Bari, della Vitesco a Pisa e della Denso di San Salvo. Quando si fanno operazioni di forzatura verso la decarbonizzazione come quella attuale – ha aggiunto il segretario della Fim Cisl – andrebbero messe in campo politiche di sostegno alla re-industrializzazione del settore per dare la possibilità alle aziende di ripensare le nuove produzioni, soprattutto della componentistica, di cui l’Italia è leader in Europa, mentre oggi la catena del valore dell’elettrico è quasi tutta estera”.

“Bisogna prendere coscienza che non ci sarà nessuna transizione green – ha avvertito Uliano – se questa non è accompagnata da politiche di sostenibilità sociale”, per questo “servono fondi per gli ammortizzatori sociali e per formare le persone sulle nuove produzioni, ma oggi su questo fronte siamo molto in ritardo rispetto a paesi come Germania e Francia”. Il tavolo sull’automotive che si è insediato quasi un anno ha stanziato solo 8 mld per i prossimi otto anni, ovvero un miliardo all’anno per la riconversione industriale. Lo scorso aprile sono stati deliberati gli incentivi all’acquisto delle nuove auto green, per i prossimi tre anni per 650 milioni. “Sono risorse che seppur necessarie – ha sottolineato il segretario della Fim – rischiano di drenare nei prossimi anni le risorse necessarie alla re-industrializzazione del settore. Oggi sono prioritarie le scelte di politica industriale sulla catena del valore della componentistica, favorire il processo di re-industrializzazione sui fronti della motorizzazioni elettriche e su digitalizzazione, connettività, guida autonoma e software che sempre di più riguardano le auto della mobilità del futuro”.