Coronavirus Milano dai supermarket agli artigiani per le emergenze tutti i numeri utili

La maggior parte delle attività commerciali ha chiuso i battenti a causa delle misure per limitare la diffusione del coronavirus. Restano però aperte quelle che garantiscono i servizi essenziali per i cittadini e numerose consegnano la merce a domicilio. Il Comune a questo proposito ha pubblicato una mappa interattiva nel suo sito (vai alla mappa).  Di seguito i negozi che restano aperti e ricevono i clienti.

Coronavirus, i supermercati aperti a Milano

Esselunga (fino al 3 aprile) dal lunedì al sabato lavora dalle 7.30 alle 20. La domenica dalle 8 alle 15. Carrefour dal lunedì al sabato aperto dalle 7.30 alle 19. La domenica dalle 8.30 alle 15. Coop (fino al 12 aprile) lavora dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20. Resta chiusa di domenica. Pam-Panorama dal lunedì al sabato aperto dalle 8.30 alle 20. La domenica dalle 8.30 alle 15. Conad lavora dal lunedì al sabato. Lidl è aperto dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19. La domenica dalle 8.30 alle 13.

Coronavirus, le iniziative nei supermercati di Milano

Si moltiplicano le iniziative dei supermercati a supporto delle famiglie. Coop Lombardia da lunedì propone CoD@Casa, che permette di prenotare online l’ora in cui fare la spesa per evitare la fila. L’iniziativa sarà sperimenta da lunedì in 5 negozi di Milano: l’Ipercoop di piazza Lodi, Bonola e Baggio e i superstore di Arona e Palmanova. Il servizio è facile da utilizzare: si accede al sito del negozio, ci si registra, si sceglie la fascia oraria (il numero di posti a disposizione è limitato) e si ottiene una ricevuta da mostrare all’ingresso, anche dal cellulare. Esselunga, invece, potenzia con uno sconto del 15% sulla spesa totale i buoni distribuiti dai Comuni e istituisce una corsia preferenziale, con priorità di ingresso e una cassa dedicata, per i clienti over 65, disabili e donne in gravidanza. Il servizio si aggiunge a quello riservato a volontari e personale sanitario, attuato anche da Carrefour, che dalle 7.30 alle 8.30 riserva l’ingresso prioritario agli over 60.

Coronavirus, un sito per monitorare le code al supermercato

Il sito FilaIndiana.it è la piattaforma che permette di monitorare le persone che si trovano in coda fuori dai supermercati e, quindi, il tempo di attesa stimato per poter entrare.

Coronavirus, la spesa a domicilio

Da Carrefour express via Edolo 26: telefono 338 72 54 499; via Grossich 3: telefono 366 75 47 254; via Gianella 21: telefono 388 72 54 499; via Sismondi 35: telefono 366 69 96247. Si può ordinare la spesa al telefono, scegliendo su un catalogo con ottanta prodotti di prima necessità, e riceverla a casa al massimo entro la mattina successiva. Il servizio è riservato ai cittadini che abbiamo più di sessant’anni.

Coronavirus, la Cineteca di Milano “apre” l’archivio online

Un regalo a tutti gli amanti del cinema e non solo, per rendere meno pesante l’isolamento imposto dal coronavirus. La Cineteca di Milano ha messo a disposizione, in streaming gratuito, gli oltre 500 film presenti nel suo archivio. Grandi classici per adulti e ragazzi, in bianco e nero o a colori, con un “calendario” in continuo aggiornamento e la programmazione presentata quotidianamente sulla pagina facebook, con tanto di consigli per la scelta delle pellicole. Per accedere all’archivio dei film basta registrarsi sul sito (https://www.cinetecamilano.it/).

Coronavirus, gli artigiani da chiamare per le emergenze

L’ordinanza regionale del 21 marzo ha stoppato i cantieri e le attività di manutenzione rinviabili, che a Milano equivale a fermare oltre 3.300 imprese di impiantisti (tra elettricisti, idraulici e ascensoristi), senza considerare quelle che ogni giorno arrivavano dalle altre province per lavorare. Il provvedimento, però, consente agli artigiani di “uscire” per servizi “inderogabili”, quindi per garantire ai cittadini l’intervento in caso di urgenza. Così, considerando solo le imprese artigiane (adatte a rispondere a singole chiamate), in città – secondo Confartigianato Lombardia – ci sono 1.010 elettricisti, 681 idraulici e 36 ascensoristi. Per individuare il professionista più vicino si può usare la funzione “ricerca impiantisti” sul sito della Camera di Commercio di Milano. (https://www.milomb.camcom.it/ricerca-impiantisti)

Coronavirus, i negozi di prodotti per la stampa a Milano

Didattica a distanza e smart working, senza considerare la necessità di munirsi dell’autocertificazione per spostarsi all’esterno, rendono le stampanti di casa strumenti preziosi. Per questo tra i negozi che possono rimanere aperti sono inclusi quelli che vendono cartucce, toner e altro materiale per la stampa. Alcune attività si sono organizzate anche per fare la consegna a domicilio e nella mappa del Comune, nella categoria “altro”, ne sono segnalate almeno cinque.

Coronavirus, le pescherie aperte a Milano

A Milano le pescherie sono una decina e tutte stanno lavorando. L’obbligo di rimanere in casa, infatti, porta le persone a cucinare piatti più elaborati, così le richieste di pesce aumentano. “Chi acquista in negozio non ha cambiato le sue abitudini, mentre i tanti che ordinano a domicilio comprano più prodotti e li congelano” spiega Angelo Valentini, consigliere di Assofood Confcommercio, che nella sua pescheria ha visto quadruplicare le richieste di consegna a casa dei clienti.

Coronavirus, i ristoranti a domicilio

Nella sua mappa interattiva il Comune di Milano permette ai cittadini di individuare le attività commerciali che consegnano a domicilio i prodotti di prima necessità più vicine alla loro abitazione. Foodys.it, Glovo, Deliveroo, JustEat, UberEats sono tra le società più utilizzate per la consegna di cibo a domicilio.

Coronavirus, i negozi di ortofrutta aperti a Milano

Tutti gli oltre 100 negozi di ortofrutta di Milano sono al lavoro e il 90 per cento effettua consegne a domicilio. “L’obbligo di rimanere a casa – spiega Gianluigi Zaffaroni, presidente dei dettaglianti ortofrutticoli di Confcommercio – spinge le persone a dedicarsi di più alla cucina. Per questo aumentano le richieste di prodotti, soprattutto verdure, che di solito sono acquistati di meno perché necessitano di lavorazioni lunghe. E cresce l’attenzione per la qualità”.

Coronavirus, le macellerie aperte a Milano

Tutte le 80 macellerie presenti a Milano continuano a lavorare. In quanto alimentari, infatti, non hanno subito restrizioni. È cambiato però il modo di fare la spesa, spiegano dall’Associazione macellai di Confcommercio: “Si compra di più con meno frequenza e aumentano le richieste per la consegna a domicilio”. Alcune attività prevedevano già questo servizio, altre si sono organizzate di recente: nella mappa interattiva del Comune ne sono segnalate più di venti.

Coronavirus, le panetterie aperte a Milano

Tutti i 120 panifici dell’Associazione panificatori di Confcommercio Milano lavorano. Il 10 per cento, che ha deciso l’attività al pubblico, infatti, continua a consegnare a domicilio. Servizio, questo, fornito da 52 negozi in città. Oltre al pane, il prodotto che va per la maggiore, nei forni si vendono anche dolci, comprese le colombe pasquali. Il consiglio è di contattare il proprio panettiere di fiducia, che potrebbe già consegnare a domicilio, o consultare la mappa del Comune.

Coronavirus, le enoteche che consegnano a domicilio

A Milano le enoteche sono circa 50 e la metà effettua la consegna a domicilio. “Si tratta di un servizio già previsto, soprattutto sotto le feste, ma ora le richieste sono moltissime”, spiega Massimo Malfassi, vicepresidente di Assofood Confcommercio Milano, che nella sua enoteca riceve circa 60 chiamate di clienti al giorno. Per il momento non ci sono limiti alla scelta, poiché le “cantine” sono piuttosto fornite. Alcune enoteche sono segnalate anche nella mappa del Comune.

Coronavirus, i negozi di caffè che consegnano a domicilio

Non potersi fermare al bar di fiducia non impedisce di prendere un buon caffè. Sono molti i negozi specializzati nella vendita di caffè, cialde, capsule e prodotti affini ad essersi organizzati per consegnare a domicilio. La mappa interattiva del Comune segnala diversi negozi, da La Bottega del caffè, in zona Chiesa Rossa, a La Cialdina, passando per Matic e la storica Torrefazione Hodeidah, solo per citarne alcuni. Si ordina online, al telefono o via mail.

Coronavirus, le lavanderie aperte a Milano

In questi giorni d’emergenza è aperto il 30 per cento delle circa 2.000 lavanderie del Milanese. Il lavoro è drasticamente calato, sia per le limitazioni alla circolazione sia perché stando a casa le persone hanno meno bisogno della tintoria. Due negozi su dieci lavoravano già con il servizio a domicilio, ora, però, “anche altre attività si sono organizzate per ritirare e riconsegnare il materiale, per venire in contro ai clienti” spiega Gabriella Platè, presidente di Assosecco.

Coronavirus, le farmacie aperte a Milano

Le farmacie restano aperte, al servizio dei cittadini. A Milano, stando ai dati forniti da Federfarma, ce ne sono 436. Di queste una quindicina lavora abitualmente con orario continuato, mentre le altre continuano a seguire l’orario canonico. Per far fronte all’emergenza coronavirus Federfarma e il comitato regionale Lombardia della Croce Rossa hanno creato CRIProntofarmaco. Chi ha più di 65 anni, non è autosufficiente o si trova in quarantena può chiamare (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19) lo 02 3883350 per ricevere le medicine a casa. L’elenco delle farmacie è disponibile sull’app La tua farmacia e sul sito federmarmamilano.it (https://www.federfarmamilano.it/elenco_farmacie.asp)

Coronavirus, i benzinai aperti a Milano

I circa 280 distributori di carburante presenti a Milano sono tutti al lavoro, “anche se – spiegano da Figisc Anisa, Sindacato provinciale gestori impianti stradali carburanti – gli introiti sono calati del 90 per cento”. E in città la situazione è peggiore che in provincia, poiché il traffico veicolare è quasi azzerato e non ci sono i trasporti pesanti. Pesa anche la chiusura degli autolavaggi. I distributori seguono il normale orario di lavoro dalle 7 alle 19.

Coronavirus, i negozi di elettronica aperti a Milano

I piccoli negozi di elettronica nel Milanese sono una settantina e circa la metà è aperta. Secondo le disposizioni possono continuare a lavorare le attività non specializzate, per rispondere ai bisogni dei cittadini, dall’acquisto di lampadine all’assistenza per tv o altri apparecchi. “Si tratta di negozi di vicinato – spiega Pietro Buscemi, presidente di Assomultimedia -. Tra quelli chiusi molti hanno lasciato ai clienti i propri contatti e forniscono consigli al telefono”.

Coronavirus, le officine aperte a Milano

Officine e gommisti, secondo quanto previsto dal decreto del governo, possono rimanere aperti. Lo stop al traffico e la difficoltà di reperire i pezzi, però, hanno drasticamente ridotto il lavoro, che per molte attività riguarda le “uscite per emergenza”, spesso per intervenire su auto con la batteria scarica.

Coronavirus, le edicole aperte a Milano

Delle 380 edicole presenti a Milano circa 300 continuano a lavorare. Sempre più attività, per venire in contro alle esigenze dei lettori, si sono organizzate per consegnare giornali e riviste a domicilio. La posizione delle oltre 50 edicole che effettuano questo servizio si individua sulla mappa interattiva realizzata dal Comune (vai alla mappa).

Coronavirus, le librerie che consegnano a domicilio

Le misure adottate per contrastare il coronavirus hanno imposto la chiusura delle librerie, ma i librai indipendenti non hanno abbandonato i loro lettori. In molti si sono organizzati per raggiungerli con consigli di lettura sui social e per consegnare a domicilio i volumi ordinati online. Lo fanno, per esempio, Il covo della ladra e Isola Libri. Tra le iniziative più strutturate c’è Libri da asporto, ideata da NW, società di consulenza e marketing editoriale, che permette alle piccole librerie indipendenti di spedire gratuitamente (i costi sono coperti da fondi degli editori) i volumi. Al progetto aderiscono vari negozi milanesi, qui la lista completa. libridaasporto.it

Coronavirus, le tabaccherie aperte a Milano

Alcuni dei 1.100 tabaccai di Milano hanno abbassato le saracinesche. Continua a lavorare, seppure con orario ridotto, circa il 60 per cento delle attività, anche se in centro il dato scende fino al 40 per cento, poiché dopo la chiusura di uffici e negozi i clienti sono diminuiti drasticamente. Così, l’indicazione per evitare di spostarsi inutilmente – spiegano dalla sezione provinciale della Federazione italiana tabaccai – è di verificare al telefono se il negozio in cui si intende andare sia aperto.

Coronavirus, gli uffici dell’anagrafe di Milano aperti

Restano chiusi gli uffici del Comune dedicati all’anagrafe, l’unico aperto – a cui si accede solo su appuntamento – è quello centrale, in via Larga 12. Le pratiche gestite in questi giorni, per sbrigare le quali si può concordare un incontro chiamando lo 020202, sono quelle “urgenti e indifferibili”. Pratiche che non comprendono il rinnovo delle carte d’identità, la cui validità è stata prorogata fino al 31 agosto 2020. Fino a venerdì, poi, sono annullati tutti gli appuntamenti relativi a pubblicazioni di matrimonio, unioni civili e separazioni e divorzi. Per scaricare i certificati anagrafici è sufficiente accedere al Fascicolo del cittadino, mentre per ricevere atti ed estratti di nascita o per chiedere il cambio di residenza si può seguire la procedura guidata online.

Coronavirus, numeri utili: la sanità

800 894 545 È il numero verde dedicato a chi ritiene di avere dei sintomi riconducibili al coronavirus per chiedere indicazioni sulla struttura alla quale rivolgersi.
112 È il centralino unico per le emergenze. Non è espressamente dedicato al coronavirus, ma a qualsiasi tipo di emergenza da quelle sanitarie a quelle relative alla sicurezza.
1500 È il numero di pubblica utilità attivato dal ministero della Salute per le domande dei cittadini sul coronavirus. Rispondono dirigenti sanitari e mediatori culturali.
800 318 318 È il numero verde che aiuta nell’attivazione di una serie di servizi come la consultazione di ricette online o la consegna a casa di spesa e farmaci.
800 942 425 È il numero verde dedicato ai pazienti affetti da diabete che hanno bisogno di informazioni e supporto in questi giorni di isolamento sociale e di riduzione di visite e prestazioni ambulatoriali.
02 70 635 020 È il numero del servizio donatori di Avis Milano, da chiamare per chiedere informazioni e per prendere appuntamento per recarsi a donare il sangue rispettando le disposizioni di sicurezza.
02 89 28 1188 È il numero dell’Ospedale veterinario San Francesco di Milano, dotato di un pronto soccorso veterinario in funzione H24, sette giorni su sette.

Coronavirus, numeri utili: i servizi

Nella sua mappa interattiva il Comune di Milano permette ai cittadini di individuare le attività commerciali che consegnano a domicilio i prodotti di prima necessità più vicine alla loro abitazione.
Foodys.it, Glovo, Deliveroo, JustEat, UberEats sono tra le società più utilizzate per la consegna di cibo a domicilio. Il sito FilaIndiana.it è la piattaforma che permette di monitorare le persone che si trovano in coda fuori dai supermercati e, quindi, il tempo di attesa stimato per poter entrare.

Coronavirus, numeri utili: i centri antiviolenza

Casa di accoglienza delle donne maltrattate onlus (02 55 015519) è uno dei Centri antiviolenza della rete D.i.Re, organizzati per operare anche durate questo periodo di emergenza coronavirus. È aperto con accoglienza telefonica attiva e gestione delle situazioni di emergenza.

Coronavirus, numeri utili: igiene ambientale e trasporti

Amsa numero verde 800 332 299; Atm: 02 48607607, attivo tutti i giorni, dalle 7,30 alle 19,30 e fino alle 24 solo per informazioni e supporto al trasporto passeggeri con disabilità.

Esce su citymilano.com l’intervista di Nicole Stafani: Età, vita privata, altezza

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Ecco l’intervista in esclusiva di Nicole Stefani fitness model,  atleta, che sta facendo impazzire il web  

Facendo un piccolo bilancio della tua vita cosa ne verrebbe fuori?

Posso ritenermi soddisfatta al momento delle mie scelte e del mio percorso di vita credo di essere esattamente dove dovrei ed è una sensazione unica. Non mi sento arrivata anzi, penso di essere solo all’inizio e ho voglia di imparare, sperimentare e lasciarmi sorprendere ogni giorno.

NICOLE STEFANIA (8)

Parlaci dell’amore: cosa rappresenta nella tua vita?

Domanda di riserva?! Purtroppo non sono mai stata molto fortunata in amore, sono una ragazza che ama raramente ma quando amo, amo molto, amo forte, amo con tutta me stessa, non sono quel genere di persona che si tira in dietro o scappa davanti ai sentimenti preferisco viverli. Nonostante le delusioni non rinuncio all’amore, spero di tornare un giorno a provare di nuovo quelle sensazioni per qualcuno. Per il momento colmo il vuoto come posso, dedicandomi al lavoro e alle mie passioni.

Artisticamente, qual è la modella a cui vorresti somigliare?

I miei canino estetici sono differenti da quelli di una comune modella, preferisco i fisici atletici e muscolosi sulle donne. Al momento nella mia top ten di perfezione al primo posto c’è LAUREN SIMPSON atleta e modella.

NICOLE STEFANI  intimo

Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?

Al momento sono totalmente concentrata e focalizzata sul mio lavoro, nella vita sono club manager di una catena di palestra la HUT FIT. Grazie a loro sono cresciuta molto sia professionalmente che personalmente e spero in una carriera in ascesa. Nella vita sono anche una fotomodella e faccio animazione nei locali, amo tutto di questo lavoro in primis mi fa stare bene, mi rende felice, libera, amo posare e trasmettere emozioni. La fotografia per me è arte allo stato puro. Al momento sono in una fase di sperimentazione personale nel campo della fotografia ho provato moltissimo generi e penso di aver trovato la mia dimensione nel nudo.

Come sei nella vita privata?

Chi mi conosce sa, io sono CAOS puro. La normalità non mi appartiene sarò sempre una contro corrente, una ribelle fa parte della mia indole. Con me non ci si annoia mai.

Cosa vorresti che le persone capissero di te?

Vorrei che la smettessero di giudicare senza conoscere perché quello che vedono è solamente quello che io voglio che vedano, non la vera me quella la riservo a chi ritengo sia il meglio per me, vorrei che capissero che non ho bisogno di stare su un piedistallo per essere felice, che fare la modella non è sinonimo di essere poco intelligente e superficiale.

Quali sono i ricordi della tua infanzia a cui particolarmente sei legata?

Io sono cresciuta e vivo tutt’ora in provincia di Brescia in campagna, quando ero piccolo avevamo una piccola fattoria da lì il mio amore per gli animali avevamo un piccolo vigneto dietro casa, ricordo come fosse ieri la vendemmia, era una tradizione di famiglia ci riunivamo tutti per raccogliere l’uva e fare il vino riesco ancora a sentirne l’odore.

Sei favorevole e contraria alla chirurgia platica?

Credo che una persona sia libera di fare del proprio corpo ciò che vuole se il fine è quello di stare meglio con se stessi perché no. Io personalmente mi ritengo fortunata non c’è nulla al momento che cambierei del mio aspetto. Credo inoltre che nella vita ci siano altre priorità più importanti della chirurgia plastica se non necessaria.

Ci sono persone che ti hanno aiutato in momenti difficili?

Si mi ritengo molto fortunata sono circondata da persone che mi amano, apprezzano e sostengono nel momento del bisogno. Le mie amiche oltre a essere le mie più grandi  fan e motivatrici sono la famiglia che mi sono scelta e mio fratello l’amore della mia vita.

Un tuo sogno nel cassetto?

Sogno un giorno di poter dare tranquillità alla mia famiglia e di essere un modello da seguire per altre ragazze che come me da zero si sono fatte da sole.

È impossibile solo se pensi che lo sia

Commissario Arcuri: “altro che ritorno normalità siamo nel pieno dell’emergenza”

ROMA – Il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri non usa giri di parole per inviduare il giusto atteggiamento dei cittadini in questa fase dell’epidemia, quasi in contemporanea con l’analogo appello lanciato dal ministro della Salute Roberto Speranza: “La nostra battaglia contro il Coronavirus – ha detto il commissario – prosegue senza sosta dobbiamo però evitare di cominciare a pensare che stiamo vincendo, che abbiamo costretto avversario in un angolo e stiamo per avere il sopravvento: gli indicatori ci dicono solo che stiamo cominciando a contenerne la portata. Ma la sua dimensione seppure non uniforme è ancora rilevante. Bisogna astenersi dal pensare che sia già arrivato il momento di tornare a normalizzare comportamenti”. E ancora:  “Non è il momento di pensare alla normalizzazione e ai calendari, continuiamo come abbiamo fatto finora”.

“Ognuno – ha aggiunto – deve fare la sua parte con lo stesso civismo che abbiamo dimostrato di avere. Alcune immagini diffuse sui social (quelle delle vie piene di persone nonostante i divieti, ndr) non vanno prese ad esempio, vanno deplorate. Dobbiamo fare di tutto per evitare che i sacrifici di tutti noi vengano vanificati”.

Ventilatori, posti letto e mascherine

Nel suo punto stampa, stamattina, il commissario all’emergenza ha fatto il punto delle situazione dei dispositivi sanitari essenziali nelle terapie intensive e in quelli di protezione.  “Abbiamo distribuito a ieri sera 1.679 ventilatori alle regioni. Cinque giorni fa erano 1.280. Oggi ne distribuiremo altri 133”.  Riguardo ai posti letto, ha detto che quelli “in terapia intensiva erano 5.179 all’inizio, sono diventati 9.284, cioè il 79% in più. Quelli nei reparti infettiva e pneumologia che erano 6.198 ora sono 34.320, oltre 4 volte di più. Stiamo facendo uno sforzo gigantesco”.

Danila Cattani presenta il suo VIDEO che spopola su Instagram

Tornata  martedì 24 aprile dall’America Danila Cattani Atleta, Personal Trainer Fotomodella Dopo due giorni di viaggio interminabili e un sacco di voli cancellati sono riuscita a partire da Miami . Ora sono a casa de miei genitori ma in un piccolo appartamento a sé stante poiché per le direttive del governo sono obbligata a stare in isolamento preventivo per 14 giorni prima di poter stare con altre persone, in questo caso la mia famiglia.

 

 

 

Intervista  Angelica Preziosi  della Pupa e il secchione e viceversa 

 

Intervista  Angelica Preziosi  della Pupa e il secchione e vicerversa .

IMG_20200331_171521Sei stata una dei concorrenti più amati della Pupa e il secchione, ma come sei arrivata fino a questo punto? Raccontaci la tua storia “Tutto questo è stato possibile grazie al pubblico da casa , il merito è loro, mi seguono in tanti, durante il percorso non è stato semplice per me ,ci sono stati giorni in cui avevo mancanza delle mie abitudini dei miei cari ,famiglia ,amici però sono stata fino alla fine tutto il mese di riprese e sono arrivata in finale “

Chi è stato il tuo compagno di avventura? Dagli 3 pregi e 3 difetti…”Raffaello Mazzoni ,è stato durante il programma gentile altruista e sincero difetti poco coinciso nel parlare ,ma chi non ne ha?!

Hai mai provato qualcosa per lui ? “No mai ,sempre stima e amicizia niente di più siamo amici .”

Lui invece ha mai provato qualcosa per te? “Si ma ha accettato la cosa e siamo rimasti amici.”

Con chi hai legato di più nel programma? “Sono stata bene con tutti indubbiamente ho legato di più con il mio secchione Mazzoni ,poi anche Stella ,Marina , Santagati “

Quale prova della Pupa e il Secchione ti è piaciuta di più? “direi la prova Trap è stata molto divertente !

Quale invece ti ha messo in difficoltà? “ Non ho voluto fare la prova ‘nudi alla meta ’ e alla finale i    ’bigliettini ‘ sempre per lo stesso motivo ,sono stata coerente nel percorso non volevo spogliarmi non perché sia bigotta assolutamente ,ma perché non ritenevo che fosse necessario e non mi rappresentava ,in quel contesto non ne vedevo il motivo ,di fare questo , penso che il nudo possa essere anche una forma non volgare , se si pensa a grandi artisti di fotografia arte  cinema tutto sta nel contesto e il motivo cosa si vuole esprimere  ”

Trovi che il nudo sia volgare? “No, come dicevo dipende tutto dal contesto , può essere più volgare una persona vestita che nuda “

Ti senti ancora con Mazzoni? ”Si, siamo amici e sono contenta di questo, abbiamo dimostrato di volerci bene e sono felice per questo.”

Ti senti ancora con il Pupo Marco dopo che ti ha fatto la richiesta? ”No finito il programma, non l’ho voluto vedere, l’ho ringraziato ,ma non era l’uomo che cercavo nella mia vita. Oggi sono fidanzata e si chiama Matteo il mio compagno”

Chi sceglieresti tra Marco e Mazzoni? “La bellezza non è tutto come dicevo e lo continuo a sostenere sono le imperfezioni che fanno innamorare e rendono unica la persona , ma nessuno dei due scelgo Matteo il mio fidanzato”

In futuro come ti piacerebbe intraprendere altre esperienze televisive? “Si mi piacerebbe, ho tanti aspetti del mio carattere che non sono emersi ,mi piacerebbe poter continuare e crescere in questo ,poter lavorare nell’intrattenimento della TV “

Per chiudere come ti vedi tra 10 anni ? “ Felicemente sposata  mamma di  due meravigliosi bambini , soddisfatta della vita che è un dono meraviglioso “

CORONAVIRUS, TISO(LABOR): “PATRONATI SONO DI PUBBLICA UTILITÀ. NOI CI SIAMO”

“In più occasioni, il ministero del Lavoro ha dichiarato il ruolo dei patronati come di pubblica utilità: in questo momento di grande emergenza, legata al Coronavirus Covid – 19, dunque, tutti i dipendenti delle nostre sedi territoriali si stanno adoperando con dedizione e spirito di sacrificio per venire incontro alle esigenze dei cittadini: figure professionali e competenti che ringraziamo di cuore per l’impegno profuso”. A sottolinearlo, in una nota, è Carmela Tiso, presidente del patronato Labor, con una rete di centinaia di sedi in tutta Italia, promosso e sostenuto dalla Confeuro, la Confederazione degli agricoltori europei e del mondo.

Il presidente Carmela Tiso, poi, sottolinea: “In questa fase delicata per tanti cittadini, Labor ha deciso di non chiudere, anzi si è messa a completa disposizione di tutta la comunità, secondo le normative e le procedure di legge. Stiamo lavorando quotidianamente, garantendo assistenza assidua e costante tramite appuntamenti telefonici e informazioni telematiche al fine di soddisfare tutte le richieste della cittadinanza. Il tutto nella massima sicurezza e nel rispetto del diritto alla salute di utenti e operatori”.

Una attività importante e un ruolo fondamentale anche e soprattutto alla luce delle normative governative, emanate in queste settimane. “In primis, il decreto Cura Italia – aggiunge il presidente Labor, Carmela Tiso -, che disciplina ad esempio i congedi parentali, i permessi e le indennità una tantum per i lavoratori autonomi: provvedimenti fondamentali per i cittadini in questo momento di difficile congiuntura economica e finanziaria. Chiunque voglia rivolgersi a noi di Labor, dunque, troverà una risposta pronta, gratuita e immediata in questa fase di grande emergenza sanitaria, che il paese sta attraversando. Noi ci siamo e ci saremo”.

ROMA – Più di 100.000 persone hanno contratto il coronavirus Sars-Cov-2 dall’inizio dell’epidemia, i contagi giornalieri sono calati sensibilmente da un giorno all’altro – si è passati dall’11% al 2% sul giorno prima

ROMA – Più di 100.000 persone hanno contratto il coronavirus Sars-Cov-2 dall’inizio dell’epidemia, i contagi giornalieri sono calati sensibilmente da un giorno all’altro – si è passati dall’11% al 2% sul giorno prima – e resta ancora molto alto il numero dei morti. “Solo nella Grande Guerra l’Italia ha visto una crisi simile dal punto di vista sanitario. È la più grande emergenza degli ultimi 100 anni”, ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Ma un messaggio da parte degli scienziati che interpretano questi dati arriva: questo decremento dei nuovi positivi – anche se fatto nel giorno in cui sono stati certificati 23.392 tamponi, il dato più basso degli ultimi sei giorni – dimostra che le misure prese finora stanno funzionando e che non bisogna mollare. E’ decisivo mantenere ancora le distanze tra le persone. Per il momento la priorità è questa, hanno ripetuto più volte sia Borrelli, che Franco Locatelli, direttore del Consiglio superio della Sanità.

I numeri

Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto quota 101.739. Rallenta nettamente la crescita di nuovi positivi. Oggi l’aumento del totale delle persone attualmente positive è di 1.648 malati in più (ieri erano 3.815 persone). Complessivamente in Italia ci sono quindi 75.528 da considerare attualmente positive. Purtroppo cresce ancora il bilancio delle vittime da Covid-19: nelle ultime 24 ore sono morte 812 persone (ieri erano 756), portando il totale a 11591. I guariti sono 14.620: rispetto al bollettino di ieri +1.590 nelle ultime 24 (ieri erano cresciute di 646). Il numero più alto di guarigioni da quando è iniziata l’epidemia.

Coronavirus, Borrelli: “Solo 1648 positivi in più rispetto a ieri e 1590 guariti. Ma non dobbiamo abbassare la guardia”

 

Borrelli: conseguenze penali per i positivi che escono di casa

“Chi è positivo ed esce ha un comportamento che non va tenuto per evitare il contagio ad altri connazionali, ma anche per le conseguenze penali molto importanti”, ha detto il capo della protezione civile.  “Ognuno di noi deve rispettare le indicazioni delle autorità, dobbiamo seguire l’indicazione di rimanere a casa e uscire solo per lo stretto indispensabile, perché solo rispettando queste misure riusciremo a sconfiggere il virus prima possibile”, ha detto ancora commentando il dato delle oltre 6 mila denunce fatte ieri dalle forze di polizia agli italiani che hanno violato i divieti. “E’ un comportamento che non va tenuto – ha aggiunto – bisogna evitare il contagio di altri persone”.

Locatelli (Css): i dati confermano il calo, le misure funzionano

“Stiamo assistendo a dei dati che, con la sola eccezione dei pazienti deceduti, ma per vedere un effetto su questo dato che più ci interessa abbiamo bisogno di un intervallo temporale maggiore, sono esattamente in linea con quelli degli ultimi giorni, cioè cala il numero dei soggetti che risultano positivi, pur a fronte di un numero di tamponi non inferiore a quello degli altri giorni, e il numero di chi ha bisogno di essere ricoverato in terapia intensiva non è più così marcatamente alto come all’inizio della scorsa settimana”, ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli nel punto stampa in Protezione Civile. “In più vorrei evidenziare il dato della Lombardia – ha fatto notare – nelle aree di Lodi e di Bergamo, il numero di eventi respiratori infettivi per i quali sono stati chiamati mezzi di soccorso è marcatamente ridotto, addirittura rispetto al 14-15 marzo siamo alla metà del numero di interventi richiesti. Questo ci conferma quanto le misure di contenimento sociale intraprese, per quanto abbiano condizionato la nostra libertà individuale, abbiano avuto un effetto importantissimo. Non dobbiamo abbassare la guardia”.

Locatelli: Picco? Non facile da prevedere. Valorizzo il calo della crescita dei positivi

“Sul picco mi sono già espresso, non è facile fare una previsione di 5-7-10 giorni. Ci sono varie ipotesi, preferisco valorizzare il rallentamento nella crescita degli infetti, della pressione sui pronto soccorso e la riduzione del carico sulle terapie intensive”, ha detto Franco Locatelli. E ha aggiunto: “Una stima su ‘R con 0’ (indice di contagiosità, ndr) non esiste al momento. Tutti i modelli sui cambiamenti dell’indice di contagiosità mostrano una chiara riduzione che porta verso il valore di 1 (un contagiato per ogni positivo, ndr), non ci siamo ancora. Manca ancora una valutazione degli ultimi giorni, ma la direzione è quella. Sarà importante attivare interventi per scendere sotto questo valore”.

Coronavirus, Locatelli: “Riaperture? Credo sia ancora tempo di misure stringenti ma la decisione spetta al premier”

Locatelli: certo un prolungamento delle misure restrittive

“Certamente ci sarà un prolungamento” delle misure ma la decisione sulla durata “è una scelta che spetta al decisore politico”, al presidente del Consiglio e al Consiglio dei Ministri. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli. “Stiamo vedendo dei risultati – ha proseguito – e questi risultati non li avremmo ottenuti senza le misure di contenimento. E questa è una ragione per continuare a fare questi sacrifici”.

Locatelli (Css) Css, al via 6 studi sui farmaci, anche a domicilio

“Sono stati attivati già sei studi clinici e altri due hanno avuto il parere favorevole dell’Aifa, e tra poco verrano ulteriormente attivati”, ha spiegato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli nel punto stampa. “Tra questi sottolineo due studi – ha aggiunto – il primo promosso dall’Oms per testare diversi approcci di terapia farmacologica per prevenire la replicazione virale. Uno studio a multibraccia, che arruolerà un numero di pazienti molto alto e ci consentirà di avere risposte solide e robuste sull’efficacia delle strategie. L’altro è uno studio controllato che andrà a investire i pazienti gestiti a domicilio. Questo dà un’idea precisa di quanto è efficiente il sistema italiano in termini di attivazioni di studi anche a livello domiciliare”.

Protezione civile: raccolte donazioni per 63,8 milioni

“Sul conto corrente del Dipartimento della protezione civile a poco fa erano state raccolte donazioni per 63.894.300 euro. Voglio ringraziare tutti gli italiani, i singoli e le aziende che hanno fatto donazioni piccole e grandi”, ha detto Borrelli spiegando che i soldi saranno investiti “nell’acquisto di dispositivi di protezione individuale, di ventilatori e di altri dispositivi medicali”.

Locatelli: contemperare salute ed economia

I test sierologici sugli anticorpi serviranno, ha spiegato il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css),  “per determinare la diffusione del coronavirus e avere informazioni rilevantissime sull’immunità di gregge, usando le informazioni per elaborare strategie fondate su dati solide per far ripartire il paese, specie per le attività produttive. Prioritaria è la tutela della salute, ma bisogna contemperare gli aspetti di economia per evitare i problemi di una situazione economica difficile”.

Studio statistico: il 16 maggio possibile azzeramento dei casi in Italia

Il periodo compreso fra il 5 e il 16 maggio potrebbe vedere il possibile azzeramento dei casi di coronavirus in Italia. È quanto emerge dai calcoli statistici pubblicati dall’Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanzia (Eief), basati sui dati forniti ogni giorno dalla Protezione civile. Sulla base dei dati del 29 marzo emergono inoltre delle stime per ciascuna regione, dalle quali emerge che il 6 aprile il Trentino Alto Adige dovrebbe essere la prima regione a vedere l’azzeramento dei casi, seguita il 7 aprile da Liguria, Umbria e Basilicata, e poi da Valle d’Aosta (8), Puglia (9 aprile), Friuli Venezia Giulia (10 aprile), Abruzzo (11),  Veneto e Sicilia (14 aprile), Piemonte (15) Lazio (16), Calabria (17), Campania (20), Lombardia (22), Emilia Romagna (28), Toscana (5 maggio).

 

Dimensione Suono Roma sostiene la raccolta fondi della Fondazione Agostino Gemelli a favore del Columbus Covid-2 hospital e la campagna per la donazione del sangue

Dimensione Suono Roma scende in campo nella impegnativa battaglia al Coronavirus schierandosi a sostegno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, cui fa capo il Columbus Covid-2 Hospital dedicato ai pazienti con Coronavirus Covid-19, che dispone di 59 posti letto di terapia intensiva e 80 posti letto singoli.

La trasformazione del Presidio Columbus in Covid Hospital Regionale è stata disposta dalla Regione Lazio per supportare l’hub regionale Ospedale Spallanzani nel fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto. La Fondazione ha quindi lanciato una campagna di raccolta fondi, “Emergenza Coronavirus”, per supportare medici e personale sanitario, dotandoli delle attrezzature necessarie a fronteggiare in sicurezza il Covid-19.

In un momento difficile come questo, siamo tutti chiamati a fare del nostro meglio. – spiega Edoardo Montefusco, Presidente del gruppo RDS – Quando il Policlinico Gemelli ha lanciato l’appello ponendo l’attenzione sulla mancanza di sangue e sulla necessità di una raccolta fondi per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, abbiamo subito pensato, come Dimensione Suono Roma, che anche noi dovevamo fare la nostra parte, sensibilizzando i nostri ascoltatori ed esortandoli a donare, con generosità. In un momento che ci vede isolati gli uni dagli altri, questo è un modo per dimostrare che ci preoccupiamo di chi soffre. Gli altri siamo noi.”

L’emergenza Coronavirus e la quarantena attualmente in atto hanno infatti determinato una preoccupante carenza di sangue, che potrebbe impedire l’effettuazione di molti interventi salvavita. Perché la mancanza di sangue uccide quanto un virus. Per questo, oggi più che mai, è molto importante donare il sangue ed è consentito semplicemente compilando l’autocertificazione.

Il Centro Trasfusionale del Policlinico Gemelli si trova al piano -1 dell’ala J, ed è raggiungibile attraverso un percorso esterno, quindi protetto e sicuro, tutti i giorni dalle 8:00 alle 12:00 (la domenica fino alle 11:00). I donatori possono parcheggiare comodamente e gratuitamente al Parcheggio P5, di fronte all’accesso esterno del Centro Donatori.

Per prendere appuntamento basta chiamare i numeri 06 3015.7262 o 06 3051.757 oppure inviare una e-mail a donatoriolgiati@policlinicogemelli.it

Tutte le informazioni e le modalità di donazione sono disponibili sul sito www.policlinicogemelli.it 

Ufficio Stampa Dimensione Suono Roma

Bortolan&Carnevali

Belinda Bortolan – cell. 335.7011993 – belinda@bortolancarnevali.com

Fabio Carnevali – cell. 335.6001832 – fabio@bortolancarnevali.com

Belle anche con il coronavirus : parola di Sonia Sangiorgio lookmaker

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La direzione strategica dell’Asst della Vallecamonica ha nominato Filippo Manelli 

La direzione strategica dell’Asst della Vallecamonica ha nominato Filippo Manelli quale nuovo primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Esine.

Classe 1968, Manelli è di Gavardo ed è arrivato in comando l’1 maggio dall’Asst Spedali Civili di Brescia, dopo che il direttore di lungo corso della struttura camuna, Matteo Soccio, aveva lasciato l’incarico dallo scorso 15 febbraio perché nominato direttore sanitario dell’Asst Lariana.