Trans Roma: Ecco la capitale delle prostitute Eur e Marconi

trans roma

Viaggio in due puntate nel mondo della prostituzione a Roma. Numeri e storie di un mercato che non conosce crisi. I transessuali di Tor Sapienza, la tratta delle nigeriane, i giovani “marchettari”, le invisibili prostitute cinesi e le ultime italiane. Chi sono i clienti, come si muove la polizia, fino a dove arriva lo sfruttamento.

PRIMA PARTE – Di giorno è più facile comprare sesso nella periferia nord della Capitale. Le rumene si vendono lungo la Salaria, davanti ai grandi studi televisivi. Le nigeriane, truccatissime, aspettano i clienti sulla Tiberina, subito dopo Prima Porta. Quando cala il sole, il mercato prosegue fiorente nel resto della Città Eterna. Su viale Palmiro Togliatti è un continuo via vai di clienti. Le ragazze dell’Est Europa affollano il marciapiede fin sotto gli archi dell’antico acquedotto Alessandrino. Le prestazioni più richieste sono quelle dei transessuali, particolarmente attivi nella zona dell’Eur. Fino all’alba presidiano l’area residenziale attorno al ristorante panoramico della città, il Fungo. Ci sono anche le prostitute cinesi, che però non esercitano in strada. I rapporti sessuali si consumano in anonimi pied à terre, per prendere appuntamento bisogna cercarle tra gli annunci dei quotidiani locali. Chi vuole un rapporto omosessuale si rivolge ai ragazzi che battono a piazza Esedra, vicino alla stazione Termini. Oppure nei pressi di villa Borghese, proprio davanti alla Galleria d’arte moderna. Ventiquattro ore al giorno, in centro e in periferia, a Roma il mercato del sesso a pagamento non si ferma mai. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le fantasie. In media scendono in strada ogni giorno quasi duemila prostitute, d’estate anche qualcuna in più. E con buona pace della crisi, i clienti non mancano mai.

Le prestazioni più richieste sono quelle dei transessuali, particolarmente attivi nella zona dell’Eur

Roma Est, a due passi da Tor Sapienza. Alle undici di sera piazzale Pino Pascali è già pieno di clienti. Di fianco alla distesa d’asfalto si allunga spettrale il Centro Carni, il mattatoio della Capitale. Nonostante il divieto di transito imposto dal Comune per arginare la compravendita di prestazioni sessuali, le macchine vanno e vengono in cerca di prostitute. Tacchi alti, fisici statuari, seni oltremisura. Sotto gli appariscenti cappotti spuntano minigonne coloratissime. Questo è il regno dei transessuali. Alcuni passeggiano illuminati dai fari delle macchine. Altri aspettano i clienti nella propria auto, per consumare il rapporto direttamente sul posto. Vengono quasi tutti dal Brasile, qualcuno dalla Colombia. Nel mercato della prostituzione romana rappresentano il 20 per cento dell’offerta. È la fetta più ambita e richiesta. Anche per questo le prestazioni sono le più care.

I cittadini assistono impotenti alla scena. «Su quel piazzale hanno costruito moderne palazzine che dovevano far parte di un nuovo quartiere con servizi ed esercizi commerciali» racconta Roberto Torre, vicepresidente del Comitato di Tor Sapienza. Ma ormai nessuno ha il coraggio di affacciarsi alle finestre. La sensazione di vivere ai margini della legalità è evidente. «Per attirare l’attenzione dei clienti molti transessuali espongono bambole gonfiabili» continua Torre. I rapporti sessuali vengono consumati sulla strada, ma nella vicina via Longoni c’è chi si spinge fin dentro gli androni dei condomini. Paradossalmente le forze dell’ordine hanno un presidio fisso a poche centinaia di metri. Un blindato e una gazzella dei carabinieri stazionano tutta la notte di fronte al centro per rifugiati di via Morandi, la struttura assaltata da alcuni residenti lo scorso autunno. Una presenza fissa che non basta ad arginare il mercato del sesso. «Dopo i disordini di novembre – continua Torre – è rimasto tutto come prima. Anzi, forse il traffico dei transessuali è persino aumentato».

Torre (vicepresidente Comitato di Tor Sapienza): «Dopo i disordini di novembre – continua Torre – è rimasto tutto come prima. Anzi, forse il traffico dei transessuali è persino aumentato»

Le forze dell’ordine hanno le mani legate. La gestione del fenomeno è particolarmente delicata. Durante i servizi antiprostituzione, spesso gli operatori segnalano aggressioni e casi di autolesionismo. Non solo. I transessuali trovati senza il permesso di soggiorno non possono essere condotti al centro di identificazione di Ponte Galeria, perché privo di locali idonei. «E così i provvedimenti di espulsione servono a ben poco – racconta una fonte della Questura – Spesso scopriamo che in passato alcuni di loro sono già stati espulsi. Per quello che ci compete possiamo solo fare un nuovo provvedimento e invitarli a lasciare il territorio nazionale. Ovviamente non serve a nulla».

Su via Prenestina i transessuali contrattano le prestazioni nei pressi dei distributori di benzina. Nella zona nord di Roma, vicino ai Parioli, incontrano i clienti a due passi dalla moschea. Dall’altra parte della città, invece, si vendono all’Eur, il quartiere residenziale della ricca borghesia. Battono le strade tra negozi di lusso e i grattacieli delle grandi aziende, sullo sfondo i palazzi di marmo dalla tipica impronta razionalista. Come scende il buio a decine attendono fin sotto i cancelli delle villette. Il divieto di accesso notturno nelle strade secondarie serve a poco. Come inutili sono le telecamere. I cittadini del quartiere sono esasperati, il mercato del sesso è fuori controllo. Il presidente del Municipio Andrea Santoro (Pd) lavora da mesi a un progetto di “zoning”, un’area di tolleranza dove concentrare le prostitute con l’assistenza delle unità di strada e il controllo delle forze dell’ordine. Il caso è salito alla ribalta nazionale, con tanto di polemiche e dibattiti. «Nel nostro territorio – fanno sapere dalla presidenza del Municipio – c’è una prostituita ogni venti metri. Di notte si può comprare sesso in diciotto strade su trentatré».

Eure

Le strade del quartiere Eur (Filippo Monteforte/AFP/Getty Images)

Non solo transessuali. Tra viale Europa e viale Tupini si vendono indisturbate le ragazze dell’Est. Vengono dai paesi dell’ex blocco comunista, per la maggior parte dalla Romania. Di notte su viale Palmiro Togliatti è una passerella continua, mentre sulla Salaria e la Tiberina si esibiscono in pieno giorno. Su via Cristoforo Colombo aspettano i clienti alle fermate dell’autobus fino alle prime luci dell’alba. Oltre a essere le più numerose, le ragazze dell’Est vantano il primato dell’età. Sono giovanissime, tra i 18 e i 20 anni. Qualcuna anche meno. Corpi magri e slanciati, capelli lisci e sguardi di ghiaccio. Alcune di loro si vendono due volte: la notte presidiano i marciapiedi mentre di giorno si prostituiscono in piccoli appartamenti.

«Nel nostro territorio – fanno sapere dalla presidenza del Municipio – c’è una prostituita ogni venti metri. Di notte si può comprare sesso in diciotto strade su trentatré»

E poi ci sono le nigeriane. La comunità vive raccolta nella zona di via Casilina, tra Torre Angela e Giardinetti. Ma le ragazze sono costrette a prostituirsi un po’ ovunque. Di giorno e di notte, lavorano nelle zone più periferiche della città. All’Eur, oltre il raccordo anulare. Oppure sulla Tiberina, dove incontrano clienti fin dal mattino, consumando rapporti sessuali sul ciglio della strada. In molti casi senza permesso di soggiorno, «durante i controlli scappano, hanno paura delle forze dell’ordine» raccontano in questura. E questo complica anche il lavoro delle unità di strada che cercano di avvicinarle per fornire sostegno psicologico e sanitario, spesso senza riuscirci. Il ruolo della criminalità organizzata è evidente. Quasi sempre le ragazze che giungono dall’Africa devono lavorare per saldare un debito con gli sfruttatori. Almeno 70-80mila euro. Storie drammatiche, che affondano le radici nel passato. Nonostante la Nigeria sia uno dei paesi più popolosi del Continente Nero, le ragazze costrette sui marciapiedi di Roma – e del resto d’Italia – vengono tutte da un piccolo territorio. L’area di Benin City, nello stato di Edo. Nel XVI e XVII secolo la regione era conosciuta come la “Costa degli Schiavi”, da qui partivano a migliaia in catene verso l’Europa.

Invisibili, le prostitute cinesi rappresentano un’altra realtà del mercato di Roma. Salvo rarissime eccezioni, le donne orientali non si vendono sulle strade. Operano solo al chiuso, in piccoli pied à terre e centri massaggi. I clienti le cercano attraverso le inserzioni sui quotidiani locali, più spesso tramite annunci in rete. Il prezzo viene concordato al telefono. Quella cinese è una comunità a parte, con proprie regole e consuetudini. Talvolta si tratta di donne più mature rispetto alle altre prostitute. Quasi sempre prima di essere costrette a vendere il proprio corpo sono state vittime di sfruttamento lavorativo. Qualche anno fa le autorità avevano tentato di studiare il fenomeno, avviando un censimento. Senza risultato. «È una realtà completamente impermeabile» raccontano le cooperative romane che si occupano di fornire sostegno alle prostitute. Un mondo di cui si conosce poco o niente. L’unica realtà con qualche similitudine è quella delle prostitute arabe. Pochissime in città, anche loro lavorano al chiuso. A differenza delle orientali, però, i loro clienti vengono esclusivamente dalla stessa comunità di appartenenza.

«In Italia c’è ancora chi considera la prostituzione una risorsa, seppure estrema»

Delle prostitute italiane, invece, sulla strade di Roma non resta più traccia. Salvo poche eccezioni. I piccoli falò che di notte illuminano Viale Tor di Quinto rappresentano una delle ultime comunità. Quattro o cinque anziane signore che ancora si vendono, ricevendo i clienti nei camper e nelle auto parcheggiate ai bordi della strada. Hanno tra i sessanta e i settanta anni, qualcuna indossa una pelliccia, sono il simbolo di un’epoca che sta scomparendo. Non sono le uniche italiane. Alcune ragazze tossicodipendenti si vendono saltuariamente per una dose. Ma gli operatori delle cooperative raccontano anche altre storie. Recentemente qualcuno si è imbattuto in una signora di mezza età, separata. Senza l’assegno del marito, aveva deciso di scendere sul marciapiede per sbarcare il lunario. Simile la storia di una studentessa universitaria fuorisede. «In Italia c’è ancora chi considera la prostituzione una risorsa, seppure estrema».

 

La holding dei trans a Roma, mappa e tariffe

Il freddo delle notti di dicembre sembra averle “decimate”. Le consolari che a più miti temperature pullulano di lucciole e clienti, a zero gradi ci appaiono deserti gelidi. Ma è quando meno te lo aspetti che i corpi seminudi, in bilico su tacchi vertiginosi, spuntano in strada illuminati dalle fiamme dei falò. Le ragazze che non possono permettersi di lasciare il marciapiede, a costo di battere i denti, si difendono bruciando pallet in legno e cassette della frutta agli angoli dei semafori. Dalla Cristoforo Colombo alla Palmiro Togliatti, dalla via Salaria alla via Tiberina alle Mura aureliane che delimitano il Centro storico, la Roma a luci rosse resiste anche ai picchi di gelo invernali.

Basta osservare per farsi un’idea e tracciare la mappa del “mestiere più antico del mondo”, invariato nel tempo, sempre oggetto di denunce da parte dei residenti, ignorato dall’agenda politica dopo qualche tentativo naufragato di arginare il problema a livello locale con ordinanze sindacali, sanzioni al cliente, progetti di “zoning” per confinare il fenomeno in aree delimitate. E affrontato sul piano sociale con il progetto Roxanne del comune di Roma, attivo dagli inizi del 2000, ancora in piedi con case di accoglienza e attività psicologiche di supporto rivolte alle vittime dello sfruttamento, ma complicato – secondo l’analisi fornita da Save the Children nell’ultimo rapporto sulla tratta delle minorenni – dalle recenti evoluzioni di un fenomeno che è sempre più difficile intercettare, soprattutto per la continua mobilità territoriale delle ragazze su strada, spesso spinte dai protettori a cambiare zona, quartiere, città.

Eur e Marconi

A sud è il “pentagono” dell’Eur a farla da padrone, quartiere bene dove i residenti non tollerano la convivenza con un mercato del sesso che arriva subito fuori dai cancelli delle abitazioni. E’ l’area preferita per chi cerca prestazioni a pagamento con transessuali, particolarmente attivi intorno al Fungo. E poi su viale Europa e viale Umberto Tupini, il via vai di clienti è continuo. Uno spogliarello alla luce del sole, filmato l’estate scorsa dai residenti con uno smartphone, ha riacceso il dibattito dopo una lunga serie di progetti vagliati dagli enti locali per contrastare il fenomeno. A luglio l’ultima richiesta di sanzioni ai clienti avanzata in aula Giulio Cesare da Fratelli d’Italia, bocciata. “Non si rendono conto di quello che viviamo” sbottava Paolo Lampariello, presidente dell’Associazione Ripartiamo dall’Eur. Lo sanno invece fin troppo bene i residenti di Roma est.

Sesso en plain air in piazza Pascali

Chi percorre viale Palmiro Togliatti ne vede a decine ogni giorno. Qui l’area geografica di provenienza è soprattuto l’est Europa. Romene, slave, albanesi. L’arteria che taglia Roma est da Cinecittà al Tiburtino è un mercato del sesso a cielo aperto che resiste anche al clima da neve. Ne è l’emblema piazza Pino Pascali, a ridosso dell’altrettanto battuta via Collatina. Ragazze, giovanissime, strette in abiti succinti, percorrono il quadrante avanti e indietro nel buio pesto della notte. Qualcuna si cambia seduta sul marciapiede. L’andirivieni di automobilisti intenti a scegliere la “loro” donna e consumare atti sessuali appoggiati agli alberi che costeggiano la piazza, è uno spettacolo che va in scena puntuale ogni notte. Inascoltati gli appelli a legalità e decoro portati avanti da cittadini e comitati di quartiere.

Verso Ostia e il litorale

Dalla parte opposta della città abbiamo la via Litoranea e la pineta di Castelfusano, da sempre luoghi popolatissimi dalle lucciole. La scorsa estate il giro di prostituzione è finito al centro dell’inchiesta dei magistrati sugli incendi che hanno devastato l’area. Fiamme appicate – secondo la tesi degli inquirenti – per intimorire e costringere prostitute e transessuali a rivolgersi a chi gestisce il giro a Ostia.

Dove sono le prostitute a Roma

Roma nord da Salaria a Prati Fiscali

Poi c’è Roma nord, dove le prostitute sono un must anche e soprattutto alla luce del sole. Ragazze di origine nigeriana, spesso vittime di tratta, affollano la via Tiberina subito dopo Prima Porta. Lungo la via Salaria invece troviamo per lo più romene. La corsia di destra d’estate è impraticabile, quasi a rischio tamponamento per le auto di potenziali clienti che frenano imprudenti. Decine di donne, tante minorenni, affollano da sempre la consolare romana anche a ridosso del centro abitato. Mentre a Prati Fiscali e Val D’Ala le lucciole arrivano sotto le finestre delle abitazioni e i rapporti sessuali vengono consumati nelle rampe dei garage o nei sottopassi.

Centro storico

Meno evidente ma sempre presente, il mercato del sesso dilaga anche in zone centrali della città. A San Saba, lungo viale Giotto, le prostitute – soprattutto transessuali – fiancheggiano anche di giorno le mura aureliane, luoghi promiscui più che resti dell’antica Roma. Dalla stazione Termini all’Esquilino dilaga la compravendita di prestazione al chiuso, nei quasi bordelli nascosti dietro le insegne dei centri massaggi cinesi. Chi vuole un rapporto omosessuale invece si rivolge ai ragazzi che stazionano nell’area intorno a Termini, o a villa Borghese, nei pressi della Galleria d’arte moderna. Ventiquattro ore al giorno, in centro e in periferia, la Roma a luci rosse non dorme mai.

FONTE: CORREIRE DELLA SERA

Juice Plus+: il piano di donazioni fa tappa a Roma per sostenere la sezione paralimpica del Club Scherma Roma. Madrina Elisa Di Francisca

Ph Carlo Piersanti

Juice Plus+ non si ferma nel suo impegno verso associazioni che operano sul territorio italiano per incentivare la pratica sportiva. Due gli interventi attivati nel 2019: il primo a favore della ASD Boxe Vesuviana di Torre Annunziata, con la ristrutturazione della sala performance, dotata di attrezzi nuovi; la seconda a supporto del progetto di Briantea84 Academy, con il finanziamento, per un anno, di corsi di calcio e basket rivolti a ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale.

Il 2020 si apre all’insegna della scherma: la donazione è nei confronti del Club Scherma Roma e ha riguardato l’acquisto di una nuova pedana di scherma paralimpica e due carrozzine. Il club capitolino avrà nuove attrezzature di proprietà, dopo aver portato avanti le proprie attività per molti anni con materiali ricevuti in prestito dalla Federazione Italiana Scherma. La pedana e le carrozzine sono state donate a una rappresentanza di atleti del settore giovanile paralimpico del Club Scherma Roma che ne usufruiranno per allenarsi e per gareggiare.

Madrina dell’iniziativa è Elisa Di Francisca, campionessa olimpionica di fioretto individuale e a squadre alle Olimpiadi di Londra 2012 e medaglia d’argento nell’individuale a Rio 2016 nonché ambassador Juice Plus+. L’azienda globale di integratori alimentari che si pone come missione quella di ispirare uno stile di vita sano nel mondo, accompagna Elisa dal 2019 attraverso il progetto “Verso il Sol Levante”, volto a incentivare la pratica sportiva sul territorio italiano.

Elisa, marchigiana ma trapiantata a Roma, si allena tutti i giorni al Club Scherma Roma, per raggiungere l’obiettivo ambizioso della terza partecipazione a cinque cerchi a Tokyo 2020

“Sono nata a Jesi e lì ho iniziato il mio percorso nel fioretto, ma da tre anni vivo a Roma con mio marito e con mio figlio. Il Club Scherma Roma mi ha adottata e mi ha dato la possibilità di conciliare vita privata e impegni agonistici per tornare a essere competitiva dopo la maternità. Sono molto felice quindi di aver fatto da tramite fra questa gloriosa società sportiva e Juice Plus+ di cui sono orgogliosa ambassador. L’evento di oggi mi riempie di gioia perché doterà la sezione paralimpica di nuove attrezzature: vedo questi ragazzi esercitarsi ogni giorno con grande impegno e dedizione e voglio ringraziare Juice Plus+ per questo intervento fondamentale che permetterà loro di potersi allenare al meglio e crescere per puntare a obiettivi sempre più ambiziosi.”   ha dichiarato Elisa Di Francisca.

All’inaugurazione erano presenti, oltre a Elisa Di Francisca, Fabio Fiorellino, Regional Director Southern Europe di Juice Plus+ e Marco Di Martino, Presidente del Club Scherma Roma.

Fabio Fiorellino, Regional Director Southern Europe di Juice Plus+ ha dichiarato:

“Quando si parla di ispirare uno stile di vita sano, il collegamento logico con la pratica sportiva è immediato. Juice Plus+ è impegnata da sempre a fornire prodotti in grado di contribuire a cambiare positivamente e in modo sostenibile la qualità della vita delle persone, promuovendo la diffusione di valori positivi associati al benessere del corpo e alla proposta di uno stile di vita salutare.”

Ph Carlo Piersanti

“Juice Plus+ ha quindi scelto di comunicare attraverso lo sport perché l’impegno, la lealtà, il rispetto e il miglioramento di sé sono valori in cui si riconosce.” – Ha proseguito Fiorellino – “Questo progetto di charity si prefigge di lasciare un segno tangibile, essere attivi sul territorio ed incentivare la pratica sportiva: si tratta di interventi in realtà italiane o contesti in cui non sempre è facile fare sport.  Siamo quindi orgogliosi di aiutare associazioni sportive ad operare sul territorio e siamo certi che anche la donazione odierna porterà tanta felicità ai ragazzi del Club Scherma Roma. Un ringraziamento speciale va a Elisa, il vero anello di congiunzione tra Juice Plus+ e questa associazione fondamentale per la sua storia sportiva e personale.”

Marco Di Martino, Presidente Club Scherma Roma ha aggiunto:

“Il Club Scherma Roma nasce nel 1961 dalla fusione di due prestigiose società di scherma romane: la Sala Pessina di Via Condotti, fondata dal Maestro Carlo Pessina, nella quale si allenavano Giuliano e Renzo Nostini, e la Società Sportiva Lazio -Sezione Scherma- dei Maestri Ugo Pignotti e Umberto Di Paola.

Il Club Scherma Roma presenta credenziali del tutto straordinarie sia per essere tra le prime società italiane per numero di iscritti, sia per la serie infinita di successi ad altissimo livello che sottolineano la sua storia: è la società di scherma più titolata d’Italia, con ben 33 scudetti in bacheca.  Il club porta avanti quelli che sono gli antichi valori di uno sport nobile che vuole continuare a scrivere la storia, arricchendola con nuove pagine, giorno dopo giorno, gara dopo gara. La società con i suoi 350 iscritti suddivisi nelle tre armi (fioretto, spada e sciabola) ed in tutte le categorie, dal vivaio agli atleti master, oltre ad essere un punto di riferimento per olimpionici e medagliati in Italia in ambito federale, europeo e mondiale è attivo anche sul fronte sociale con attività paraolimpiche.  Nel 2006 il Club ha costituito inizialmente una sezione di scherma in carrozzina di livello olimpico  per la preparazione alle Olimpiadi di Londra 2012, e successivamente ha istituito corsi gratuiti. Questo progetto, grazie a Elisa ed allo sponsor Juice Plus+, doterà la sezione paralimpica di nuove attrezzature e permetterà ai nostri ragazzi di allenarsi nelle migliori condizioni possibili dimostrando che i limiti sono solo a volte solo nella propria mente.”

La Di Francisca è diventata nel 2019 ambassador di Juice Plus+ e, insieme ad altre 2 atlete azzurre Irma Testa (pugilato) e Sara Cardin (karate) è protagonista del progetto di comunicazione “Verso il Sol Levante” promosso da Juice Plus+.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di celebrare uno stile di vita sano e la dedizione delle atlete mentre si preparano alle Olimpiadi di Tokyo 2020 attraverso il racconto della vita quotidiana di una vera sportiva…Nel 2020 è partita la seconda fase del progetto, che accompagnerà le 3 campionesse verso l’impegno più affascinante ed emozionante della loro carriera.

Davide Buccheri politiche carbon neutral sono inutili

Recentemente, uno degli argomenti più caldi è certamente stato il riscaldamento globale e le politiche carbon neutral che molte multinazionali hanno adottato per arginare questo fenomeno.

Abbiamo discusso della questione con Davide Buccheri, un esperto di mercati finanziari con esperienza in investimenti in energie rinnovabili.

“Andare carbon neutral è un’ottima idea – se vogliamo morire prima. Chiunque con una minima conoscenza del settore lo sa benissimo. Il problema è che la maggior parte della gente non capisce cosa sia il riscaldamento globale e quindi accetta e loda queste multinazionali, senza prestarvi molta attenzione.”

“In parole povere” spiega Buccheri “il riscaldamento globale è causato da uno sbilanciamento tra l’energia che la terra assorbe dal sole e quella che rilascia nello spazio. Siccome non rilasciamo sufficiente energia, la temperatura aumenta. E’ un principio fisico di base.”

“Quello che è successo dall’inizio della rivoluzione industriale è che le particelle di biossido di carbonio sono aumentate in maniera spropositata nell’atmosfera, passando da 280 a 400 parti. Ciò che però la gente non sa è che con il biossido di carbonio produciamo anche una marea di solfiti e aerosol. Questi tendono a raffreddare l’atmosfera.”

“La differenza tra il biossido di carbonio e i solfiti è che i secondi sono assai instabili e vengono rimossi dall’atmosfera rapidamente. Questo significa che se andassimo carbon neutral oggi, ci troveremmo ancora con 400 parti di carbonio, ma i solfiti scomparirebbero. Il risultato sarebbe un aumento sostanziale del riscaldamento globale – quasi doppio.”

Davide Buccheri conclude con un consiglio: “se volete aiutare l’ambiente, dovete convincere i governi ad investire di più in risorse rinnovabili. Ridurre le emissioni di CO2 può essere utile solo nel breve termine ed addirittura dannoso nel lungo termine, almeno che non si vadano a mettere in atto politiche complementari per riassorbire il carbonio dall’atmosfera.

Brad Pitt e Leonardo DiCaprio sembrano così dannatamente belli a Cannes, è quasi inquietante

Quando ho saputo per la prima volta che Leonardo DiCaprio e Brad Pitt sarebbero apparsi al Festival di Cannes di quest’anno , sapevo di essere pronto per una sorpresa, ma di certo non mi aspettavo di essere così svenuta. Martedì, gli attori hanno colpito il tappeto rosso per la prima di Once Upon a Time a Hollywood , e quasi insultano quanto fossero belli. Indossati in smoking neri abbinati, Leo e Brad probabilmente hanno fuso tutti al festival in pozzanghere mentre mostravano i loro sorrisi sexy e posavano per le foto con il resto del cast, tra cui Margot Robbie e il regista Quentin Tarantino .

Arturo Salvatore Di Caprio frosinone

La gita glamour segna la prima volta di Brad al festival dal 2012 – wow, come è passato tanto tempo? Leo, d’altra parte, è stato recentemente visto essere l’ultimo fidanzato di Instagram per la fidanzata Camila Morrone durante il fine settimana.

Once Upon a Time a Hollywood è descritto come ” una versione unica degli omicidi della famiglia Manson “. “Si svolge al culmine dell’esplosione della controcultura, al culmine della rivoluzione hippy e al culmine di una nuova Hollywood”, ha spiegato Quentin al CinemaCon nel 2018. “Durante questa estate, lo faremo, a poco a poco , strada per strada, blocco per blocco, trasforma Los Angeles nell’era psichedelica di Hollywood nel 1969. ” Il film uscirà nelle sale il 26 luglio 2019.

OSCAR 2020: TUTTO SU LEONARDO DICAPRIO, una star senza tempo

Amato dai più grandi registi, il quarantacinquenne Leonardo DiCaprio è tra le star più talentuose di Hollywood e anche quest’anno fa parte della rosa dei nominati agli Oscar 2020, come miglior attore protagonista per C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino.

Nell’ultimo lavoro di Quentin Tarantino, vincitore di tre Golden Globes su 5 nomination, Leonardo DiCaprio interpreta Rick Dalton, un attore molto famoso negli anni gloriosi del western e che ora si arrabatta tra una serie tv e l’altra per cercare di mantenere in qualche modo la sua fama e, soprattutto, per continuare a vivere la sua lussuosa vita a Cielo Drive, Hollywood.

Diventato una vera e propria icona negli anni’90 per il ruolo di Jack in Titanic, Leonardo DiCaprio ha segnato moltissime tappe nella sua carriera, iniziata ad appena 16 anni nella serie tv Genitori in blue jeans. Subito dopo arrivò il suo più grande amore, il cinema nel 1994 con Buon Compleanno Mr Grape, una passione che è continuata fino ad oggi con C’era una volta a…Hollywood, passando prima per capolavori come Titanic, Romeo + Juliet, InceptionRevenant – Redivivo e tanti altri. Negli ultimi anni, inoltre, Leonardo DiCaprio non è solo famoso per le sue ottime performance attoriali, ma anche per il suo grande interesse per la salvaguardia dell’ambiente, causa a cui dedica anima e corpo con la sua fondazione Leonardo DiCaprio Foundation.

29th Santa Barbara International Film Festival -  Cinema Vanguard to Martin Scorsese and Leonardo DiCaprio
SANTA BARBARA, CA – FEBRUARY 06: Actor Leonardo DiCaprio and director Martin Scorsese attend the Cinema Vanguard Award to Martin Scorsese and Leonardo DiCaprio at the Arlington Theatre on February 6, 2014 in Santa Barbara, California. (Photo by Mark Davis/Getty Images for SBIFF)

Nel corso della sua carriera, non è di certo la prima volta che Leonardo DiCaprio si aggiudica una nomination dagli Academy Awards, candidato per un totale di 6 volte all’ambita statuetta, vincendo come Miglior attore protagonista in The Revenant, di Alejandro González Iñárritu, nel 2016.

Arturo Salvatore Di Caprio (7)

Chissà se C’era una volta a…Hollywood lo porterà nuovamente sul palco degli Oscar 2020, intanto è stato superato dal collega Taron Egerton che ha vinto il Golden Globes come miglior attore in un film commedia o musicale per Rocketman.

fonte:https://movieplayer.it/news/oscar-2020-leonardo-dicaprio-cera-una-volta-a-hollywood_74945/

Davide Buccheri il libro che parla dell’ombra della recessione

I mercati azionari costituiscono certamente una parte fondamentale dell’economia moderna.
Per un investitore interessato a far crescere il proprio capitale, storicamente, i listini aziona risono da sempre stati un’importante componente dei loro portafogli, combinando elevate
possibilità di crescita del capitale con pagamenti di dividendi spesso a livelli assai attraenti.
Queste caratteristiche hanno reso le azioni ancora più interessanti negli ultimi anni, in
considerazione delle cedole praticamente inesistenti nei mercati obbligazionari, con
rendimenti alla scadenza nulli, o addirittura negativi.
Alla luce di ciò, un investitore che voglia raggiungere i propri obiettivi di investimento dovrà
senza dubbio impiegare una parte considerevole del proprio capitale in questi mercati.

alla crisi finanziaria del 2007, ci siamo trovati in un ambiente con tassi estremamente bassi. Alla luce di ciò, sarebbe normale aspettarsi un forte aumento dell’indebitamento.

Questo non è però quello che abbiamo visto negli Stati Uniti, dove l’indebitamento dei consumatori è addirittura sceso negli ultimi 10 anni. Abbiamo discusso delle possibili cause dietro a questo trend e delle sue conseguenze con Davide Buccheri, un esperto di mercati di capitali.

Non è una grossa sorpresa che l’indebitamento totale sia sceso. I livelli che avevamo visto attorno al 2005-2010 erano indicativi di una bolla, ed è quindi normale che, dopo il suo scoppio, assistiamo ad una riduzione dell’indebitamento. Quello che trovo sorprendente è che il livello di indebitamento è sceso sotto i livelli del 1984.

E’ normale anche che l’indebitamento sia in discesa durante una fase di espansione economica. Durante un periodo del genere, infatti, i prezzi dei beni tendono ad aumentare e i redditi a salire, andando quindi a ridurre il peso del debito. Rimane comunque sorprendente il passo a cui sono scesi. Ad oggi, il debito ha in media un valore del 13.9% dei beni di un Americano. Questo significa che molte poche persone hanno mutui, in quanto questo tipo di prestito porterebbe facilmente questo rapporto al 50-60% minimo.

Davide Buccheri non è però certo se questa sia una cosa positiva o negativa. “Ci sono sicuramente degli aspetti molto positivi legati a questa situazione. Ovviamente un basso tasso di indebitamento rende i consumatori molto più forti durante una recessione, riducendo sostanzialmente i rischi per l’economia. Vi sono però anche degli aspetti negativi. Prima di tutto è necessario capire perché la gente non si stia indebitando: è dovuto alla loro volontà, o all’impossibilità di accedere al mercato? Inoltre, la bassa quantità di debito indica la presenza di difficoltà nel sistema finanziario. Ci troviamo in un periodo in cui la Fed ha iniettato quantità enormi di liquidità nei mercati e, nonostante ciò, le banche non sono in grado di far circolare questa moneta.

La cosa più chiara che mostra questo grafico è che le politiche della Fed hanno portato ad una liquidità fittizia. C’è molta moneta sul mercato, ma questa non gira. Da un lato, i repo market sono completamente bloccati e necessitano di interventi costanti da parte della Fed per poter operare. Dall’altro lato, la moneta presente non viene prestata e quindi non rientra in circolo nell’economia. Non vorrei trovarmi nei panni della Fed sinceramente, perché non saprei davvero come forzare un cambio di trend in queste circostanze.

L’amministratore delegato Vincenzo Pompeo Bava della Sices corp Sa ci parla della società

 

L’amministratore delegato Vincenzo Pompeo Bava della Sices corp Sa ci parla della società, mettendo in risalto l’esperienza acquisita attraverso anni di eccellenza operatività, tutto questo garantisce ai clienti un servizio completo e affidabile. Oggi la SICES Corp SA punta a far avanzare la sua presenza internazionale. La società di Vincenzo Pompeo Bava si avvicina a nuovi paesi e nuovi scenari di mercato con cura e flessibilità, rispettando le norme e gli standard locali, coinvolgendo persone e venditori locali, integrando la propria attività nelle comunità locali. Il modello di business della SICES Corp SA è focalizzato sulla soddisfazione del Cliente. Collaborazioni solide e di lunga durata con i nostri clienti sono la chiave del nostro successo e della nostra reputazione.                      La Sices Corp SA è una azienda specializzata nella fabbricazione e assemblaggio di tubazioni, strutture e moduli in acciaio, e nella gestione dell’intero ciclo del processo di costruzione dall’officina/cantiere all’erezione finale per consegnare un progetto “chiavi in ​​mano” al cliente.                    Grazie all’esecuzione e alla gestione delle attività di prefabbricazione e assemblaggio, SICES Corp SA si assume la piena responsabilità del programma di costruzione.                                                         SICES Corp SA è un General Contractor di proprietà di Sovis, una società di investimento con sede in Bulgaria le cui attività sono dedicate agli investimenti nel settore industriale.

Leonardo DiCaprio cuore d’oro: ha salvato un uomo disperso in mare

 

Avventura

in mare per Leonardo DiCaprio, con un esito ben diverso da quella che aveva “vissuto” sul grande schermo in “Titanic”. Come riporta il “Sun, il 30 dicembre l’attore avrebbe contribuito a salvare la vita a un giovane marinaio francese. L’uomo era caduto nelle acque dei Caraibi da una nave da crociera ed era disperso da 11 ore. “L’imbarcazione dell’attore si è diretta nel mare agitato trovandolo al crepuscolo mentre una tempesta si avvicinava”, si legge sul quotidiano inglese.

Esce Su Polegood.Com La Biografia Di Marisol Vergana : anima ribelle delle danza

Maria Ventriglia in arte Marisol Vergana. Originaria di caserta, ma poi si è trasferita a milano per intraprendere i suoi studi di discipline circense, fitness e fisioterapia.

Diplomata in danza moderna e danza latina si è poi specializza diplomandosi in pole dance, danza aerea e danza col fuoco. Ha iniziato la sua carriera come fotomodella per gioco all’età di 15 anni posando per scatti di ritratti e moda. 1995/2002 fotomodella per riviste di moda di settore regionali. Comparse in videoclip musicali per cantanti della regione campania. 2002/2007 ballerina nei locali latini milanesi. 2007 calendario pin-up anni 50 vintage.

1995 ad oggi shooting fotografici da nord a sud. 2007 ad oggi spettacoli di danza aerea e danza col fuoco italia e estero. Nel 2015 ha partecipato come figurante nel ruolo di ballerina nel film Italiano Medio con medusa cinema e nella trasmissione Top Dj con la sky. Comparsa nella fiction Il Sistema con rai due e nello Spot Pubblicitario della Chateaux D’Ax. Nel 2017 ospite in varie puntate nel programma radiofonico Free Music di caserta e autoradio del nord. 2016/2019 è uscita sulle riviste, mondo e spettacolo, modelle news, milano lorenteggio, il sud on line, miraflores, eco della riviera, sabato non solo sport, corriere di caserta e corriere di napoli. Il 14 la vedrete sulla mediaset nel programma di Enrico papi.

Nel 2016 ritorna nel suo paese di origine facendo nascere la danza aerea anche a caserta.

Si esibisce con le sue perfomance di acrobatica aerea e fuoco nei programmi tv, spot pubblicitari, feste, eventi, matrimoni e shooting fotografici. Caratterialmente si definisce un gladiatore, non si arrende mai e combatte fino alla fine. Ha raggiunto tutte le sue mete andando dritta x la sua strada, guardando sempre avanti senza mai fermarsi, contando solo sue forze. Ha fatto i conti con la vita superando difficoltà difficili, è caduta tante volte e tante volte si è rialzata perché la voglia di arrivare ai suoi sogni era piu forte di qualsiasi difficoltà.

Ha avuto momenti di standby per incidenti di percorso, ma quando rientrava in scena era più forte di prima. Le esperienze negative, gli ostacoli della vita, le invidie sono state forme che dal negativo le ha trasformate in positivo diventando la donna forte e intoccabile che è oggi. È entrata nel mondo dello spettacolo quando nessuno credeva in lei, quando invece di spronarla e a darle un incoraggiamento la schiacciavano ponendo fine al suoi desideri, ai suoi sogni e a ciò che la redaesse felice e a cui lei ha sempre creduto. E proprio perché ha sempre creduto in se stessa, alle sue capacità, qualità e talento si è lasciata scivolare tutto addosso arrivando a realizzare i suoi sogni nel cassetto dal più piccolo al più grande. Ha un gran cuore, ma se qualcuno osa attaccarla diventa implacabile. Si è impegnata molto nella sua carriera per emergere e non essere un artista qualunque.

È in continua rivoluzione e cambiamenti perché non ama la monotonia, è un vulcano di idee e di novità, le piace puntare sempre più in alto e diventare una stella che brilla sempre. La definiscono una forza della natura, amata per la sua umiltà e il suo restare sempre con i piedi a terra. È un punto di riferimento per le sue allieve, non solo come insegnante, non solo come artista ma anche come persona che le sprona ad affrontare la vita senza paure, tirare fuori gli artigli per esaudire i propri sogni, non abbattersi mai davanti alle porte chiuse in faccia e dare sempre di più perché noi siamo più di quello che pensiamo di essere e ad ogni porta chiusa c’è un portone che si apre e c’è sempre qualcosa di più bello che deve accadere. Felice della donna e dell’artista che è, e della carriera che ha avuto fino ad oggi e spera che questo nuovo anno possa portarle tante altre gioie e soddisfazioni.
Un saluto a tutti i lettori!
Marisol Vergana

                                          

Intervista fotomodella Italia Asia Maccari: il successo non mi ossessiona

Quando sento parlare  di successo le immagini che vengono alla mente alla gente sono sempre le stesse: denaro, macchine costose, ville lussuose, belle donne, diventare famosi, ecc Questo è ciò che molti intendono con successo. Purtroppo io non la penso cosi… sono fermamente convinta che la passione sia il motore del che porta al successo.

 

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Per farti conoscere meglio dai tuoi fan ci racconti in breve alcune tue tappe importanti della tua carriera?
La mia primissima tappa importante è stata l’essere riuscita ad affrontare la mia timidezza sfilando in passerella davanti a tutti, penso sia stata la più importante. Da lì, ho continuato a sfilare, sfilare e sfilare.. Ho fatto foto pubblicitarie per alcuni brand (abbigliamento, accessori, ottica, hair style..), ho avuto l’opportunità di fare l’opinionista in tv, di partecipare ad un lungometraggio e a dei videoclip .

 


2. Hai il desiderio di una carriera nel mondo dello spettacolo? Se sì, cosa nello specifico?
Assolutamente si, questo è uno dei grandi sogni che tengo nel cassetto fin da piccola. Perché no? Riuscire ad entrare in un cast di un bel film non mi dispiacerebbe affatto.. Sogno troppo vero?
3. Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi?
Premetto che sto studiando per sostenere l’esame di maturità, ma sto valutando una proposta fattami per un doppiaggio di un cartone animato della Disney!
4. C’è un personaggio dello spettacolo con cui vorresti lavorare?
Certo! Chi non ha un idolo? Io ho sempre ammirato Giulia Michelini, la famosa Rosy Abate, un’attrice che dal mio punto di vista è il top!


5. Quando conta per te la bellezza?
Anticipo subito che la bellezza è soggettiva, si può piacere come no. Non posso dire che non conta, dopotutto è il primo biglietto da visita, ma ci deve essere altro, molto altro.
6. Se ti dovessi rivolgere a tutti i tuoi fan cosa ti sentiresti di dire?
Essere sempre se stessi e combattere sempre per i propri valori, che purtroppo oggi giorno si stanno perdendo.


7. C’è una foto di te a cui sei particolarmente legata, e perché?
Questa, perché mi rispecchia in tutto e per tutto. Non sono la ragazza svampita che ha paura di rompersi un unghia o che debba avere sempre il trucco perfetto. Sono una ragazza a cui piace stare a contatto con la natura: passeggiare nei boschi, magari incontrare qualche animale selvatico e perché no, accatastare un po’ di legna da bruciare nel camino quando è freddo.
8. C’è un forte senso di autocritica per arrivare ad avere un fisico a questi livelli?
Si, critica sono molto critica, sopratutto con me stessa. Però non so per esempio cosa significhi la parola dieta, anzi mi piace molto mangiare, non vado in palestra e non faccio sport, quindi devo solo ringraziare madre natura!
9. Per le donne che vorrebbero intraprendere questa strada cosa consigli?
Perseveranza e basta. Mai abbattersi, anche se capisco che è dura.


10. Cos’è cambiato negli ultimi cinque anni nella tua vita?
Semplicemente tutto. Più che altro ho raggiunto i diciotto anni e la timidezza la tengo chiusa in tasca! Poi sono maturata moltissimo, anzi tanti dicono che sotto tanti aspetti sono più matura della mia età ed ho raggiunto quella consapevolezza che in passato non avevo.
11. Un regalo che ti piacerebbe ricevere in questo momento?
Questa domanda mi arriva proprio nel momento in cui ho fatto da poco il compleanno, quindi regali ne ho ricevuti.. tra cui quello che desideravo da quando ero piccola: è arrivata ad allietare la mia vita Cloe. Una bellissima cagnolina. Quindi per il momento non ho altri desideri da esprimere, tranne tutto ciò che comporta le offerte lavorative!


12. Che cos’è il successo?
Il successo per me è quell’obiettivo che una persona desidera raggiungere in qualsiasi campo, ottenendo dei risultati.
13. Ultima domanda il senso della vita?
Realizzare i propri sogni ed essere sereni.