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Una notte rischiarata solo dai lampeggianti delle ambulanze, in pieno lockdown, in compagnia di una presenza singolare, l’ombra del cav. Prospero, con cui ripercorrere la vita di Vincenzo De Leo, l’anima della rivoluzione del 1848 a Montalbano Jonico. Inizia così Non ho tradito. Vincenzo De Leo, medico patriota (Altrimedia Edizioni, collana Paesaggi raccontati, illustrazioni di Mariangela Tripaldi), il nuovo libro di Vincenzo Maida.

Un appassionato di storia di Montalbano si spinge, ripetendo i versi della Spigolatrice di Sapri, fino a palazzo De Leo e, con il cav. Rondinelli, sulla base di una fitta documentazione l’uno e sul filo dei ricordi l’altro, rievocano ciò che legò De Leo a Pisacane. Il montalbanese fu infatti incolpato di un presunto tradimento o comunque di un suo sia pur involontario coinvolgimento nel fallimento della spedizione di Pisacane.

“Per lui quella diffamazione fu una ferita che tentò in tutti i modi di rimarginare. Era una macchia che sporcava tutte le sofferenze – si legge –, i sacrifici fatti per un’idea, le ripercussioni negative che il suo impegno politico avevano avuto sulla sua famiglia, dalla morte del padre al dolore della madre e al coinvolgimento dei suoi fratelli”.

Con uno stile ritmato e coinvolgente e una cura minuziosa nella ricostruzione storica, Non ho tradito di Vincenzo Maida racconta nel dettaglio una vicenda che ancora oggi si presta a numerosi interrogativi