di Filippo Tronca
PESCARA – La sanità abruzzese è la quinta in Italia per indebitamento con i propri fornitori di beni e servizi, per un totale di quasi 647 milioni di euro, pari a 488 euro a cittadino. Quando invece la media italiana è di 377 euro a cittadino. È anche vero, però, che nel 2011 tali pendenze in Abruzzo ammontavano a 829,8 milioni di euro, nel 2015 il bottino è sceso a 647,9 milioni di euro, con una flessione del 21,9 per cento. E anche le tempistiche di pagamento sono di 129 giorni, sotto la media nazionale. La fotografia è stata scattata dal celebre centro studi dell’Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre (Cgia), aggiornata a fine 2015, che restituisce una situazione che il coordinatore Paolo Zabeo definisce “preoccupante, visto che la sanità italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di 22,9 miliardi di euro, e le nostre Asl continuano a essere in affanno con i pagamenti, mettendo così in seria difficoltà moltissime piccole medie imprese”. Del resto, come già riferito da AbruzzoWeb, si è lontani in Italia dall’applicare le leggi che imporrebbero a tutte le pubbliche amministrazioni a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento, a eccezione degli Enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo è fissato a 60 giorni. Nello scorrere infatti una recente classifica del ministero dell’Economia le pubbliche amministrazioni “buone pagatrici” d’Italia nel 2016, sono solo 500 su 22 mila, e di queste solo 10 sono abruzzesi. Secondo le stime della Banca d’Italia, i debiti complessivi degli enti pubblici nei confronti dei fornitori ammontano a 64 miliardi di euro, di cui 34 ascrivibili ai ritardi nei pagamenti. Una fetta di questi “buffi” è costituita appunto dagli enti che fanno parte del servizio sanitario nazionale (Snn) quali le aziende sanitarie locali, le Asl, le aziende ospedaliere, anche universitarie e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), e le Gestioni sanitarie accentrate (Gsa). In termini assoluti la sanità regionale più indebitata è quella del Lazio, con 3,8 miliardi di euro, a seguire la Campania con 3 miliardi di euro, la Lombardia con 2,3 miliardi, la Sicilia e il Piemonte entrambe con 1,8 miliardi di euro ancora da onorare. Le meno indebitate sono invece la Valle d’Aosta, con appena 15,9 milioni, la Provincia autonoma di Trento, 77,1 milioni e la provincia autonoma di Bolzano con 84,6 milioni. L’Abruzzo, uscita dal commissariamento uscita dal commissariamento della sanità nel 2016, dopo una cura da cavallo durata otto anni, ed ancora sotto osservazione speciale, ha un debito complessivo nei confronti dei fornitori di 647,9 milioni. Come detto in costante diminuzione dal 2011. Il dato che, però, conta di più, e che consente un vero confronto tra i servizi sanitari di ciascuna regione, è quello del debito pro capite. Qui l’Abruzzo schizza al 5° posto, con 488 euro di debito procapite verso i fornitori. Una cifra sul groppone dei contribuenti che sta anch’essa dimiinunendo, ma che resta tuttavia superiore alla media dei 377 euro procapite. Di gran lunga maglia nera di questa classifica è il vicino Molise, con 1.735 euro pro capite. Seguono il Lazio con 644 euro per abitante, la Calabria con 562 euro, e la Campania con 518 euro per ogni residente. Le regioni messe meglio sono invece le Marche, 97 euro pro capite, Valle d’Aosta 125 euro, la provincia autonoma di Trento, 143 euro. Altro dato interessante sono i tempi medi di pagamento della sanità alle imprese per forniture di dispositivi medici, aggiornato questa volta al 2016. Le Regioni più lente nei pagamenti sono il Molise con 621 giorni, la Calabria, 443 giorni, e la Campania, 259 giorni. Le regioni più veloci nei pagamenti sono la Valle d’Aosta,con 76 giorni medi, Friuli Venezia Giulia, 83 giorni, e Trentino Alto Adige, 84 giorni. L’Abruzzo è in decima posizione, con una media di 129 giorni, sotto la media Italia che è di 153 giorni. Un dato positivo, tenuto conto anche che nel 2011, le fatture venivano onorate in media in 216, anche qui insomma si registrano significativi miglioramenti, come del resto un pò in tutta Italia.

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