Quando vedrai i miei occhi conoscerai la mia anima: intervista alla fotomodella Francesca Mandracchia

 Artisticamente, qual è la modella a cui vorresti somigliare?
artisticamente mi sono sempre ispirata a fotomodelle famose bei social perché ho iniziato con la fotografia ma prevedo un futuro di ampie vedute artistiche che mi Positano ad ispirarmi ad attrici come Francesca Dellera, Monica Bellucci, Maria Grazia Cucinotta.
Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?
io ora sto intraprendendo il percorso nella fotografia ma sto lavorando anche per altri progetti
Com’è Francesca nella vita privata?
Francesca nella vita privata e una ragazza normalissima che vive di cose semplici, come viversi i suoi due cani, la buona cucina( adoro cucinare) e guardare film sul divano..
Cosa vorresti che le persone capissero di te?
ma semplicemente che non sono solo la bella ma capace di dare molto altro artisticamente
Parlaci dell’amore: cosa rappresenta nella tua vita?
l’amore nella mia vita rappresenta molto sia nella famiglia che in un rapporto di coppia.
Sono una persona molto passionale e in un rapporto cerco di dare tanto come nella mia famiglia, penso che l’amore ha una grande potenza, muove tutto.
Quali sono i ricordi della tua infanzia a cui particolarmente sei legata?
I ricordi della mia infanzia a cui sono molto legata sono le domeniche trascorse con la mia nonna che è
stata un punto di riferimento nella mia vita.
Mi ha insegnato i veri valori della vita e la buona cucina da vera Napoletana!
Ci sono persone che ti hanno aiutato in momenti difficili?
Diciamo che nei momenti difficili ho sempre cercato di cavarmela da sola anche se ammetto che avere una spalla su cui contare sarebbe stato più facile.
Sono soddisfatta della persona che sono oggi e del mio vissuto che mi ha reso una persona forte
Ci parli del rapporto con il tuo agente?
Abbiamo un buon rapporto di collaborazione e stima reciproca, ci confrontiamo ogni giorno su come intraprendere al meglio la strada.
Lui crede in me e questo mi da fiducia
Cosa ne pensi sul fatto che abbia scelto te per intraprendere un percorso artistico di uno spessore elevato?
ne sono onorata e felice di aver avuto questo privilegio e sicuramente farò del mio meglio con determinazione per arrivare a dei progetti futuri.
il senso della vita?
bella domanda… diciamo che quando pensi di aver trovato la risposta qualcosa cambia.
Penso che il senso della vita sia l’amore nelle sue diverse forme

I veri Padroni del Mondo (sconosciuti al pubblico)

Le quattro grandi banche di Wall Street e le 8 famiglie collegate che dominano la finanza mondiale

di Alfredo Jalife Rahme

I media russi che trasmettono informazioni in forma alternativa (rispetto ai media occidentali) si sono presi la briga di sviscerare e segnalare in modo specifico quali siano gli oligopoli finanziari anglosassoni- le quattro mega banche- che hanno il controllo della finanza mondiale, come è venuto alla luce dai risultati inquietanti di una ricerca fatta da “Russia Today”: queste sono BlackRock, State Street Corp,- FMR/Fidelity,- Vanguard Group.

E’ risultato fra l’altro che, anche che la “privatizzazione globale dell’acqua” viene attuata dalle stesse megabanche di Wall Street, in concomitanza con la Banca Mondiale, fatto questo che arreca benefici nel suo insieme al nepotismo dinastico della famiglia Bush (grande famiglia di petrolieri), i cui componenti stanno cercando anche di prendere il controllo delle fonti d’acqua dell’Acuífero Guaraní in Sud America, una delle maggiori riserve d’acqua dolce del pianeta.

Già nel 2012 il precedente legislatore texano Ron Paul –padre del candidato presidenziale Rand, uno dei creatori del poi rinnegato “Partito del Te”, venuto poi meno, ma che è stato anche uno dei migliori esperti fiscali degli Stati Uniti- aveva segnalato che i Rothschild possiedono le azioni delle 500 principali multinazionali riportate nella rivista Fortune che sono controllate a loro volta dalle quattro grandi banche di Wall street (“the Big Four”): la BlackRock, la State Street, FMR/Fidelity e Vanguard Group (che strana coincidenza).

Adesso Lisa Karpova (LK), della Pravda.ru, è riuscita a penetrare,con la sua indagine, nei dedali della finanza globale ed ha commentato che si tratta di ” sei, otto o forse 12 famiglie , che sono quelle che veramente dominano il mondo, pur sapendo che è un mistero difficile da decifrare”.

Come può essere possibile che esista in pieno secolo XXI, un secolo ultra tecnologico e di trasparenza democratica (secondo gli apologeti del progresso, ben controllati anche loro) tanta opacità per arrivare a conoscere coloro i quali sono i plutocrati mega banchieri oligopolisti/oligarchici che detengono le finanze del pianeta?

LK arriva alla conclusione che le otto ridotte famiglie , che sono state ampiamente citate nella letteratura, non si trovano lontane dalla realtà: Goldman Sachs, Rockefellers, Loebs Kuhn e Lehmans a New York, i Rothschild di Paris/Londra, i Warburgs di Amburgo, i Lazard di París, e Israel Moses Seifs di Roma.

Lord Rotschild incontra un rabbino

Vada pure avanti la polemica per cui, a mio giudizio, la lista risulta incompleta e non sono tutti quelli che vi si trovano e neppure tutti sono quelli che compaiono.
LK ha ha iniziato l’”inventario delle maggiori banche del mondo” e si è accertata dell’identità dei loro principali azionisti, così come di quelli che “prendono le decisioni”.

Qualcuno potrà criticare, non senza ragione, che l’inventario di LK non arriva alla sofisticazione di Andy Coghlan e Debora MacKenzie, della rivista scientifica “New Scientist”, i quali rivelano la plutocrazia bancaria e le sue reti finanziarie- l’1% che governa il mondo-,  basandosi in una ricerca di tre teorici dei “sistemi complessi”, che tuttavia alla fine dei conti, i risultati della ricerca coincidono in forma sorprendente, nonostante la sua semplicità di sistema di indagine.

LK ha scoperto che le sette mega banche di Wall Street che controllano le principali multinazionali (corporations) globali sono Bank of America, JP Morgan, Citigroup/Banamex, Wells Fargo, Goldman Sachs, Bank of New York Mellon e Morgan Stanley.

LK ha verioficato che le megabanche del tempo passato erano controllate a loro volta dal nucleo dei “Quattro Grandi (The Big Four)”: BlackRock, State Street Corporation, FMR/Fidelity e Vanguard Group.

Queste sono le loro tracce dei controllanti di ciascuna delle sette megabanche:

1.- Bank of America: State Street Corporation, Vanguard Group, BlackRock, FMR/Fidelity), Paulson, JPMorgan, T.Rowe, Capital World Investors, AXA, Bank of NY Mellon.
2.- JPMorgan: State Street Corp., Vanguard Group, FMR/Fidelity, BlackRock, T. Rowe, AXA, Capital World Investor, Capital Research Global Investor, Northern Trust Corp. e Bank of Mellon.
3.- Citigroup/Banamex: State Street Corporation, Vanguard Group, BlackRock, Paulson, FMR/Fidelity, Capital World Investor, JPMorgan, Northern Trust Corporation, Fairhome Capital Mgmt e Bank of NY Mellon.
4.-Wells Fargo: Berkshire Hathaway, FMR/Fidelity, State Street, Vanguard Group, Capital World Investors, BlackRock, Wellington Mgmt, AXA, T. Rowe y Davis Selected Advisers.
5.- Goldman Sachs: “I Quattro Grandi”, Wellington, Capital World Investors, AXA, Massachusetts Financial Service y T. Rowe.
6.- Morgan Stanley: ” I Quattro Grandi”, Mitsubishi UFJ, Franklin Resources, AXA, T.Rowe, Bank of NY Mellon e Jennison Associates.
7.- Bank of NY Mellon: Davis Selected, Massachusetts Financial Services, Capital Research Global Investor, Dodge, Cox, Southeatern Asset Mgmt… e “I Quattro Grandi”.

Dei Quattro Grandi che dominano le sette megabanche e che godono di sovrapposizioni ed incroci azionari, si evidenziano soltanto quelli che controllano State Street y BlackRock.
1.- State Street: Massachusetts Financial Services, Capital Research Global Investor, Barrow Hanley, GE, Putnam Investment e… “I Quattro Grandi(Loro stessi sono azionisti!).
2.-BlackRock: PNC, Barclays e CIC.

Warburg_Mansio

Come esempio delle sovrapposizioni ed incroci azionari, si può prendere la PNC Bank, che viene controllata da tre dei “Quattro Grandi”: BlackRock, StateStreet y FMR/Fidelity.

Nel suo libro “La Guerra delle Valute”, l’autore cinese, Song Hongbing , catalogava in questo ai Rothschild come la famiglia più ricca del pianeta, con un capitale accumulato di 5 milioni di milioni di US. $.
Se i Rothschild fossero un paese, avrebbero avuto quindi, il quinto posto del ranking globale dietro il PIL di 7, 3 milioni di milioni di US. $ dell’India (quarto posto), e maggiore del Giappone, di 4,8 milioni di US-$, quinto posto, prima della Germania (sesto posto), della Russia (settimo posto), del Brasile (ottavo posto) e della Francia (nono posto).
Io avrei citato un articolo delle stesso Economist- anche questo di proprietà, come il Financial Times, del gruppo Pearson- tutti controllati dalla Black Rock, uno dei “Big Four”-, in cui si dimostrava quali fossero le multinazionali controllate dalla Black Rock: essendo questa la principale azionista della Apple,di ExxonMobil, di Microsoft, GE, Chevron, JP Morgan, P&G, Shell, Nestlé, senza contare la sua proprietà del 9% delle azioni di Televisa.

Secondo i risultati ottenuti dalla ricerca svolta da Lisa Karpova e dalla sua equipe, i “Big Four” controllano inoltre le maggiori multinazionali anglosassoni:

Alcoa; Altria; AIG; AT&T; Boeing; Caterpillar; Coca–Cola; DuPont; GM; H–P; Home Depot; Honeywell; Intel; IBVM; Johnson&;Johnson; McDonald’s; Merck; 3M; Pfizer; United Technologies; Verizon; Wal–Mart; Time Warner; Walt Disney; Viacom; Rupert Murdoch’s News; CBS; NBC Universal. I padroni del Mondo!

Come se quanto esposto prima fosse poco, LK commenta che la Federal Reserve USA comprende 12 Banche, rappresentate da un Consiglio di sette persone, che rappresentano i “Big Four”.

In definitiva la Federal Reserve si trova sotto il controllo dei Big Four privati: BlackRock, StateStreet, FMR/Fidelity y Vanguard Group.

A mio giudizio, è molto probabile che esistano imprecisioni che sarebbero il prodotto della stesa opacità dei mega banchieri.

Nella fase della guerra geofinanziaria, quello che conta è la percezione degli analisti finanziari di Cina e Russia che sono arrivati alla determinazione dei Quattro Grandi e delle otto famiglie, tra le quali si evidenziano i banchieri schiavisti Rothschild: controllori nel loro insieme di altrettante mega banche della Federal Reserve.

I padroni dell’Universo!

Fonte: Alfredo Jalife.com

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: la sede della potente Banca Black Rock a New York

Nella foto al centro: Lord Rotshild  riceve un omaggio da un suo correligionario

Nella foto in basso: il castello residenziale della famiglia Warburg in Germania

Lia Lippiello; non è mai troppo tardi per mettersi in gico

 Artisticamente, qual è la modella a cui vorresti somigliare?
La mia musa ispiratrice e Naomi Campbel, penso che sia una delle modelle più sensuale e artistica nel campo della moda. Il suo modo di porsi artisticamente e professionale ed elegante.

 Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?

O miei progetti al momento sono quelli di continuare a intraprendere il percorso di fotomodella, ed imboccare un nuovo percorso nel mondo teatrale.

Com’è Lia nella vita privata?

Eh! Bella domanda questa… Lia nella vita privata è una donna da mille risorse, riesce molto bene ad adattarsi a momenti, e a periodi di estrema tranquillità, o diversamente a vivere la vita in modo frenetico e brioso. Una donna apparentemente forte ma allo stesso tempo sensibile. Può trasparire superficiale, ma è semplicemente un meccanismo di difesa che serve a poter capire se dare il modo o il privilegio di poter conoscere la vera Lia.

 Cosa vorresti che le persone capissero di te?

Mi piacerebbe poter sfoggiare la bellezza interiore, penso che al giorno d’oggi i valori sono in via di estinzione. Viviamo in un mondo dove si cura molto l’apparenza. Le persone passano il loro tempo a recitare, più che ad essere sé stesse. Io voglio continuare a vivere per quello che sono, con la consapevolezza di non poter piacere a tutti.  Voglio non soffermarmi sull’apparenza, ma curare la sostanza.

Parlaci dell’amore: cosa rappresenta nella tua vita?

Difficile dare una definizione univoca sull’amore che metta tutti d’accordo. L’amore per quanto mi riguarda è follia, passione, tormento, una valanga di emozioni, ci sentiamo vulnerabili. L’amore? Un sentimento che nutro giornalmente per le persone che vivono per me… È il riflesso nella mia vita!!

 

 Quali sono i ricordi della tua infanzia a cui particolarmente sei legata?

Non ho un buon ricordo della mia fase adolescenziale. I motivi sono legati al fatto di mancanze affettive da parte dei genitori. Si sa! Quando I genitori sono impegnati a dedicare il loro tempo a lavorare, il ruolo da genitore non può essere priorità.

    

  Ci sono persone che ti hanno aiutato in momenti difficili?

Nella vita tutti noi abbiamo un Angelo custode, beh! Io ho avuto la fortuna di conoscere il mio!! La mia migliore amica, un legame talmente vero e forte che nei momenti di difficoltà parlare era un di più… Bastava uno sguardo perché lei capisse cosa avessi. Parlo in modo passato, perché 9 anni fa venne a mancare, lasciando in me un grande vuoto.

Il senso della vita?

Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a sé stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria dipende dai casi. Dannatamente affascinante per le sue sfumature e a mio avviso imprevedibile!!

Intervista a Francesca Miele, attrice, autrice di origini salentine: Parola d’ordine essere rivoluzionari

Francesca Miele attrice, autrice di origini salentine da anni trasferita a Roma. Oggi noi di Cine Clan l’abbiamo intervistata per conoscerla meglio da vicino. Taglio di capelli neri, sensuale, che mette in risalto tutti i suoi lineamenti alla Eva Green, sguardo magnetico di quelli che non passa inosservato, Francesca Miele si può definirla una vera artista, attrice da una parte e scrittrice dell’atra. In effetti il suo percorso professionale si discosta molto da quello tradizionale, dunque dicevamo una attrice che produce e vive realmente i sentimenti del personaggio sempre a caccia della sua autenticità, dell’approfondimento psicologico del personaggio, con capacità di immedesimazione straordinarie.
Cosa rappresenta per te l’attore in un cotesto sociale?
Che cosa rappresenti l’attore nel contesto sociale non è facile da dirsi. Partendo dalla domanda chi è l’attore, posso dirvi che è colui che fa. Cosa fa? Vive la sua vita in modo finto. Deve rappresentare. Che cosa? Un personaggio. Infilarsi dentro per dare agli altri. Stare nella verità del testo. Quale testo? Per la maggiore, un testo scritto da un’altra persona, e quindi creare con la sua immaginazione una verità che lo determina altro da sé, ma manifestando sé stesso. È un paradosso: Essere un attore significa essere uno strumento per qualcun altro, avendo la possibilità di manifestare sé stessi, nel bisogno che tutti abbiamo di esprimerci. Ora unire tutto questo lavoro nel contesto sociale è raccontare la società.
Per chi guarda può significarsi identificazione, imitazione. L’attore oggi esibisce anche un nuovo modello di bellezza. Difatti un errore comune è credere che basti la bellezza e qualche conoscenza per fare l’attore.  Altrimenti non si spiegherebbe in questo momento storico, la forte domanda di giovani nelle scuole di recitazione. Che ci racconta anche qualcosa del contesto sociale che stiamo attraversando.
Attualmente su quale film hai lavorato?
Quest’ultimo periodo prolifera la scrittura per me, giacché sono anche un’autrice di testi disparati. La mia scrittura varia dalla poesia alla narrativa.
Hai raggiunto tanti obiettivi, qual è quello più significativo per te?
Si è vero, ma quello più soddisfacente è stato amalgamare il lavoro con la guida dei figli.
Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?
Certo. Adesso sto lavorando su un testo eclettico. Devo adattarlo alla pratica scenica.
Raccontaci una tua Giornata tipo?
Meglio omettere un po’ di cose…
La sveglia non suona mai alla stessa ora. Acqua tiepida e limone, colazione abbondante e via. Se non ho nulla da lavorare fuori resto a casa a scrivere. Quando gli occhi non ne possono più dei caratteri di scrittura sullo schermo luminoso, passo alla carta. Mi capita anche di essere sprovvista del Pc e di dover scrivere per molto tempo e poi ricopiare tutto, come avveniva anni fa.  (Restiamo in tema; qualche mese fa ho scritto delle favole, ora sto cercando un illustratore. Chi ne ha voglia si faccia avanti!!)  Se sono a casa cucino. Poi stacco e vado a correre o in palestra. Pranzo regolarmente. Riposo venti minuti quando posso. Mi basta chiudere chi occhi e rilassarmi per poi ricominciare. Le donne hanno tra le altre fortune anche quella di curare la casa e tutto quello che ne viene. Immaginate che festa. A sera cena preferibilmente a casa e prima delle 20, poi cinema o teatro. Quest’ultimo, io anche da casa. Concludo quando ho sonno ma mai completamente, perché la notte faccio certi viaggi!
Come vorresti vederti tra 10 anni?
Tra dieci anni vorrei aver vinto l’oscar come miglior attrice protagonista. E vorrei avere la stessa forma fisica di oggi e lunghissimi capelli. Tu come ti vedi tra dieci anni?
Artisticamente, quale è l’attrice a cui vorresti somigliare?
Non ho dubbi ne cito due perché le riconosco: Anna Magnani e Giulietta Masina.
Cosa vorresti che le persone capissero di te?
Uh. Non me l’aspettavo. Dovrebbero leggere la mia sincerità. L’onesta intellettuale. E capire perché non faccio patti col diavolo pur di avere un lavoro.
C’è un ruolo in particolare a cui tu sei legata?
C’è nera uno. Giulia, la Moglie ideale di Marco Praga. Il motivo? Il personaggio rivela una società ipocrita.  Moglie, madre e amante! Un ruolo che fino ad un certo punto lei svolge con distacco, ma quando capisce che l’amante sta per lasciarla lo obbliga a frequentare ancora la loro casa per non insospettire il marito, al quale tiene molto.
Che considerazione hai della recitazione Italiana?
Fortunatamente in Italia ci sono dei bravi attori.
Ci sono ruoli che avresti voluto recitare?
Si. Quello della Papessa sicuramente.
Come nasce la passione per il cinema?
Ho sempre avuto fin da piccolissima un’immaginazione sconfinata. Ero spesso da sola, ma non lo ero. Mi facevo compagnia come meglio mi riusciva. In compagnia invece inventando storie, che a volte facevano ridere tanto. Poi c’era mio nonno. Passavamo interi pomeriggi con lui a guardare Totò, Charlie Chaplin, Stanlio e Ollio e Shirley Temple. Ogni tanto esordiva così: Devi andare in Accademia. Intanto mi sono laureata in Informazioni e sistemi Editoriali, poi sempre alla ricerca di qualcosa, ho frequentato un percorso accademico a Roma.
Quali sono le difficoltà di intraprendere questo mestiere in italia?
Innanzi tutto se non sei un mostro di bravura bisogna studiare, senza snaturarsi però, altrimenti perdi il talento. Difficoltà??? Molti bravi attori non sono aiutati ad emergere perché mancano autori disposti a guardarsi intorno e dare possibilità anche a nuovi interpreti. Mancano registi abili disposti a perdere qualche minuto in più del loro tempo per liberare un artista. Manca la voglia di sperimentare e quindi si vuole andare sempre sul sicuro e quel che si vede in giro sono sempre le stesse persone. Senza dubbio bravi ma che si replicano. Manca l’onestà da parte degli addetti ai lavori: le scuole sono piene di giovani candidati; accettano tutti purché paghino i corsi. E mancano i fondi!
Ultima domanda… il senso della vita?
Non sono nulla se non amo e non sono amato. E la cioccolata fondente.

Tra red carpet e moda l’incontro con la romana Giorgia Pacini, titolare di una meravigliosa boutique nel cuore di Castel Gandolfo

L’abbiamo conosciuta all’evento tennis & Friends sullo sfondo del Foro Italico a Roma, l’abbiamo vista sul red carpet del Festival di Roma presso l’Auditorium Parco della Musica e l’abbiamo poi incontrata il 31 ottobre alla presentazione della collezione autunno-inverno dello stilista Roberto Cagnetta presso il Westin Excelsior hotel… Stiamo parlando della designer romana Giorgia Pacini, titolare di una meravigliosa boutique nel cuore di Castel Gandolfo.  Conosciamola un po’ meglio….

Gioielli realizzati con elementi vintage, pietre dure e semipreziose, pitone e tanto altro… Appena si entra nel tuo negozio ci si immerge nella bellezza e nei colori di queste creazioni magnifiche si tratta di pezzi unici vero?

Ho iniziato a creare alta bigiotteria fin dall’età di 18 anni cercando anno dopo anno di trovare in giro per il mondo elementi e materiali sempre diversi per poter realizzare dei gioielli unici andando in controtendenza rispetto al mercato attuale che sta abbassando molto la qualità e omologando i prodotti.
Utilizzando materiali originali come elementi d’epoca, pitone, pietre naturali inconsuete, corno, bambù, giade antiche ecc…Inevitabilmente ogni gioiello che realizzo è unico ed irreplicabile, cercando comunque di mantenere sempre un ottimo rapporto qualità- prezzo.

Si respira nel tuo negozio un’atmosfera speciale.

Quanto conta secondo te l’arredamento e la cura dei particolari?

Il mio negozio mi rispecchia perfettamente… E’ fuori dagli schemi e circondato da tanti elementi e colori estremamente femminili.
Ci sono anche mobili e specchiere antiche in quanto in passato mi sono occupata di arredamento di interni ed antiquariato.
Le mie clienti quando vengono a trovarmi sono immerse nel mio mondo che dicono abbia persino un effetto terapeutico…In questo modo riesco ad instaurare con molte di loro un buon rapporto d’amicizia.

Da dove nasce la scelta di fissare la tua sede a Castel Gandolfo?

La scelta di Castel Gandolfo con il suo meraviglioso borgo che si affaccia sul lago di Albano è giunta in un momento in cui avevo la necessità di scappare dal caos e dallo smog e la voglia di respirare un clima di località di villeggiatura ma allo stesso tempo di aprirmi ad una vasta clientela internazionale.
In questo luogo ho potuto svolgere al meglio il mio lavoro che ha alla base l’instaurare un ottimo rapporto con i miei clienti realizzando sempre creazioni nuove che spesso sono create su misura.
È veramente gratificante avere dei clienti abituali anche stranieri

Nel mese di ottobre hai partecipato a numerosi eventi dallo sport al cinema e poi alla moda. Prima di salutarti vorremmo ci svelassi una piccola curiosità: quando sei” in giro “in queste manifestazioni di spettacolo quante persone ti fermano per guardare gli accessori che indossi?

Ideando e realizzando io stessa le mie creazioni non ho moltissimo tempo di presenziare ad eventi ma in questo periodo ho avuto degli inviti molto interessanti e quindi mi sono dedicata anche alle pubbliche relazioni.
Durante queste occasioni spesso mi capita di attirare l’attenzione delle persone su quello che indosso e devo dire che da sempre è stata questa la mia unica pubblicità…Semplicemente indossare io stessa e le clienti le mie creazioni.
I miei gioielli sono talmente fuori dagli schemi e profondamente diversi da quello che si vede in giro che chi si vuole distinguere apprezza ed è sicuramente affascinato dal mio lavoro.
Ultimamente sto ampliando la tipologia di prodotti disegnando anche borse e progettando una linea di vestiti con una mia cara amica Arianna Falanga. La filosofia è la medesima dei gioielli pezzi unici con materiali di qualità..Ma su questo per il momento non posso svelarvi di più..Sicuramente cercherò di continuare a stupirvi!

Athleisure: lo stile sporty tra vintage e futuro

’70, ’80 e ’90: l’operazione nostalgia continua. I brand di sportswear di quegli anni tornano alla ribalta (anche quelli che sembravano scomparsi) e dominano lo street style. Mentre gli stilisti per le loro collezioni interpretano il mood in modo innovativo

l successo in tempi recenti del pensiero di Zygmunt Bauman (sociologo, filosofo e accademico polacco scomparso nel 2017), e del suo libro Retrotopia, hanno fatto della passione per quello che si conosce bene, che si ricorda, che rassicura e che fa parte del passato, un trend fortissimo. E come sempre il pensiero influenza nettamente la moda, che da qualche stagione è inguaribilmente attratta dalle citazioni ‘vintage’ e fa riemergere richiami di stile che vanno dai seventies ai nineties, ripescando e rimescolando trend e capi culto in un gioco che non teme di esaurirsi. Tra i filoni più importanti della moda retrospettiva, c’è quello dell’athleisure, una ossessione che ha convinto stilisti del lusso (come Gucci, Kenzo, Giamba), emergenti illustri (come Off White) ma soprattutto ha fatto risorgere brand storici come Fila, K-Way o Robe di Kappa trasformandoli in marchi di culto.

Una scena del film Borg McEnroe con Shia LaBeouf e Sverrir Gudnason 
Una scena del film Borg McEnroe con Shia LaBeouf e Sverrir Gudnason 

Il fascino della retrotopia

A far montare la panna rétro ha contribuito non poco il mondo della fiction televisiva e cinematografica. Le serie rassicuranti come Stranger Things, che nonostante i temi horror più che spaventare ricordano pellicole-culto come i Goonies, il sublime gusto retro di Wes Anderson che col suo personaggio di Richie Tenenbaum ha inaugurato un filone di tennisti cinematografici culminato in Borg McEnroe; la superba Tonya e i suoi look estremi interpretati da Margot Robbie, sono solo alcune ispirazioni tra serial e film che hanno (ri)portato nel cuore degli stilisti dalle fasce di spugna alle giacche a vento ultra leggere in acetato.

Off White
Off White

Tra gli appassionati del tema ci sono Alessandro Michele per Gucci, che mixa in modo altalenante accenti di sportswear col classico, e Virgil Abloh che per Off White ama i colori fluo, i track pants e mostrare belly bottoms che tanto ricordano Sporty Spice, Britney Spears e tutto quel momento degli anni novanta in cui mostrare l’addome era un must. Non solo stilisti ma anche pop star: su tutte Dua Lipa, che dell’athleisure in stile ‘90s ha fatto la sua nuova divisa on stage: felpe, tute, pancia scoperta, top sportivi, trainers e bob liscissimo.

Nuovi segni del tempo

A sinistra Kendall Jenner in Adidas, a destra Dua Lipa
A sinistra Kendall Jenner in Adidas, a destra Dua Lipa

Quando su Regent Street a Londra ha fatto capolino una vetrina piena di capi Fila, proprio in prossimità del tempio dello shopping di classe Liberty, si è capito che il retro athleisure era davvero tornato per restare. Molti brand che sembravano scomparsi dal mercato sono tornati prepotentemente in chiave street: Robe di Kappa, Champion, Sergio Tacchini, Ellesse, Australian e Kangol sono solo alcuni dei brand che propongono una gamma di capi sportivi e d’ispirazione che va dagli anni settanta ai novanta. Colorati, in spugna, sintetici o di cotone, logo-centered e con bottoni a pressione, i capi servono allo scopo di una nuova comodità che parla di stile e ispirandosi alle super top Kendall Jenner e Bella Hadid si abbinano con occhiali di forma cat-eye geometrica ed estrema e scarpe con il tacco, per delineare nuovi linguaggi di street style.

Fila
Fila

Classici e nuovi classici

Accanto ai brand sopra menzionati si schierano i grandi classici con un passato significativo che restano in auge sin dalle scorse stagioni: Calvin Klein continua il revival dell’intimo in cotone reso famoso da Kate Moss e Mark Wahlberg negli anni ’90, Tommy Hilfiger cavalca il ritorno nel mondo hip hop e altri brand proseguono la tradizione di pezzi che hanno fatto la storia. K-wayfa rivivere Le Vrai, la giacca a vento packable che ha fatto la storia di gite e vacanze di coloro che sono stati bambini e adolescenti negli anni ’80; Superga dà un tocco ancora più ‘70s alla classica 2750 in tela aggiungendo una platform in paglia intrecciata; Lacoste nella sua collezione LIVE fa rivivere tutto l’heritage tennis-chic del brand. Polaroid recupera per la sua Heritage Collection le linee degli occhiali utilizzati negli anni ’30 per la visione dei film 3D: i modelli hanno mantenuto le scritte iconiche sul frontale dando al modello un look ultra eclettico.

Rewind, forward e viceversa

Preen
Preen

Le giacche di Nylon oversize e con le maniche puffy, che ricordano le linee anni ’80, si sono viste nella collezione Resort 2019 di Giamba mentreThornton Bregazzi per Preen le ha utilizzate in stile anni ’90 stropicciandole, accorciandole e fondendole coi toni e le linee classici del trench. Barbara Buiesalta il lato femminile e sexy della blusa dagli accenni varsity. Palm Angels ha fatto dell’athleisure con forti citazioni ‘90s un pilastro della sua identità, alternando top sporty, tute con logo e crop top con zip.

Barbara Bui
Barbara Bui

Kenzo fa sfilare occhiali da sole dove lo sci anni ’70 incontra l’eclettismo mirrored ‘80s e lo unisce a giacche aggiustabili in nylon in tinte fluo accostate a stampe floreali e check che mixano il textile design dei due decenni. Dsquared2 prende il casual sportswear dei ‘90s con i suoi accenni fluo e le fantasie camo e le mixa con giacche a vento dalla rilassatezza ‘80s. Il brand francesce Ami per la collezione Ami Smiley ha adattato l’icona ‘Smiley’ a dei capi basic proprio come succedeva nel momento di successo della madre di tutte le emoji che veniva stampata soprattutto su t-shirt e baseball caps: in questa versione, lo smiley viene dotato di un berretto hipster: passato e futuro si congiungono.

fonte:repubblica moda

Da Kendall Jenner a Beyoncé e George Clooney: il red carpet horror di Halloween

Ogni anno le star di Hollywood non perdono occasione di festeggiare la notte più spaventosa dell’anno, Halloween, trasfomando le loro feste private in originali red carpet degli orrori. Uno dei party più esclusivi è quello organizzato da Casamigo, il famoso locale a Los Angeles di George Clooney e Rande Gerber, il marito di Cindy Crawford, dove, attori, cantanti, modelle, star tv e showgirl d’oltreoceano si travestono con maschere sempre più spettacolari, sexy e terrificanti. Ma la vera festa di Halloween per le star si svolge su Instagram, dove postano i loro look dando vita a una horror battle. Da Kendall Jenner a Chiara Ferragni con Fedez e Leone, a Beyoncé. Ecco i migliori costumi dei vip, pronti a scatenarsi per la nottata più paurosa di sempre.
fonte:

Tanti auguri Kendall Jenner: compie 23 anni la modella più ricca del mondo

22 milioni di dollari guadgnati nel 2017 e 97 milioni di follower su Instagram. Sono i numeri di Kendall Jenner che a soli 23 anni (li compie il 3 novembre) è la modella più pagata al mondo e quella con più follower sul social network più in voga del momento. Un successo che ha origine nella coesione del suo “clan familiare” e nel reality show a loro dedicato, ‘Al passo coi Kardashian’, che la vede protagonista insieme alle sorelle Kim, Kourtney, Khloe Kardashian e Kylie Jenner. Kendall, figlia di Kris Jenner e Caitlyn Jenner (nata William Bruce Jenner), viene scoperta nel 2014 da Riccardo Tisci che la sceglie come testimonial per la campagna autunno/inverno 2014 di Givenchy accanto a Mariacarla Boscono. Lo stesso anno sfila anche per Chanel, Fendi, Marc Jacobs, Dolce&Gabbana, Emilio Pucci e Bottega Veneta grazie al suo aspetto e alla sua popolarità in TV e sui social network. Nel 2015 fa il suo esordio anche sulla passerella di Vitoria’s Secret replicando l’anno successivo e scalando velocemente posizioni nella calssifica redatta da Forbes sulle modelle più pagate del mondo. Una graduatoria che arriva a dominare nel 2017 grazie a collaborazioni con grandi marchi come Adidas e Pepsi e un guadagno annuale da 22 milioni di dollari. E chissà se avrà saputo replicarsi in questo 2018 (i dati usciranno a gennaio 2019): se da un lato non sono mancare sponsorizzazioni e collaborazioni (come la recente capsule collection di borse firmata insieme alla sorella Kyle per Carpisa), dall’altro è pur vero che potrebbe aver pesato la sua assenza dalle sfilate newyorkesi a causa di problemi di ansia e stress. Ad ogni modo Kendall è senza dubbio una delle modelle più richieste del momento insieme alle amiche Gigi e Bella Hadid e all’astro nascente (anzi, già nato) Kaia Gerber, andando a formare con loro una formazione di potentissime Insta-Girls: non solo modelle, ma anche abili imprenditrici sui social network capaci di influenzare gusti e consumi di decine di milioni di follower.

fonte:d repubblica